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1947: Ci vogliono tre milioni di lire per bissare il successo

Come nasce e si evolve, con fatti e aneddoti raccontati in cinque puntate, la classicissima automobilistica fasanese.

FASANO – La 2ª Coppa “Selva di Fasano” è in programma per il 31 agosto 1947 e l’Automobile Club di Bari coinvolge nell’organizzazione l’omologo A.C. Brindisi, presieduto da Francesco Apruzzi. L’entusiasmo e la passione sportiva, però, da soli non bastano. Per allestire la gara bisogna fare i conti con i bilanci. Così, il 3 agosto, al fresco dei pini silvani nella Casina Municipale, il viceprefetto vicario di Brindisi, comm. Ettore Cuscianna, presiede una riunione alla quale partecipano i presidenti degli A.C. di Bari e di Brindisi insieme a varie personalità della provincia brindisina. In apertura di seduta, il dott. Beniamino Pepe, presidente dell’Associazione Agricoltori di Brindisi, illustra ai presenti i motivi che consigliano di non abbandonare a se stessa la bella iniziativa della gara automobilistica che tanto successo tecnico e di pubblico ha riscosso nell’anno precedente. Ricorda in proposito il successo riportato dal “1º Gran Premio Automobilistico Internazionale” di Bari qualche settimana prima, ma anche i gravosi oneri sostenuti dall’A.C. Bari nella sua organizzazione, per cui ora lo stesso non è in grado, come nell’anno precedente, di sopportare in proprio le spese organizzative della Fasano-Selva. Si rende pertanto necessario che il finanziamento della manifestazione fasanese avvenga a cura e con mezzi della Provincia di Brindisi, mentre l’A.C. Bari, con i suoi dirigenti e i suoi tecnici, provvederà all’allestimento generale. Il dott. Pepe invita quindi il presidente dell’A.C. Bari ad illustrare il programma di massima della manifestazione, ma soprattutto a rendere partecipi i presenti delle previsioni di spesa. E Franco Chieco entra subito nel vivo del problema: «Per organizzare la Fasano-Selva – spiega  – occorre la disponibilità di 3 milioni di lire, così suddivisi per capitoli di spesa: 500 mila per premi e 500 mila per ingaggi ai piloti; 400 mila per soggiorno concorrenti e ufficiali di gara; 500 mila per carburante; 150 mila per trasferte e viaggi degli organizzatori; 200 mila per stampa e propaganda; 50 mila per spese organizzative e ufficiali di gara; 250 mila per sistemazione percorso; 100 mila per servizi vari; 100 mila per montaggio tribune; 250 mila per varie ed imprevisti». Come recuperare tale cifra? La soluzione viene presto individuata. Un milione di lire verrà recuperato dal Patronato a mezzo buoni di 5.000 lire cadauno, e 500 mila lire da contributi di enti pubblici (Provincia, Comuni e altri). Il rimanente milione e mezzo arriverà attraverso una contribuzione abbinata al rilancio di buoni per l’acquisto di generi contingentati (contribuzioni da istituirsi, che saranno riscosse a cura dell’Utic, dell’Uma, della Capitaneria del Porto, della Sepral, tutti enti della Provincia di Brindisi). Nel prosieguo della discussione vengono anche individuati i provvedimenti volti al finanziamento della manifestazione. «Il presidente dell’A.C. Brindisi e l’avv. Carlo Scarascia – si legge nel verbale della riunione – si adopereranno onde ottenere presso un istituto di credito brindisino il finanziamento di 500 mila lire per provvedere all’immediato versamento cauzionale dei premi alla Csai di Milano. Tale anticipazione verrà reintegrata alla banca a mano a mano che arriveranno gli introiti previsti. L’A.C. Brindisi provvederà inoltre al recapito delle richieste ufficiali affinché sia riscosso un contributo di dieci lire per ciascuna unità di misura dei buoni carburante o lubrificanti rilasciati dai vari Enti della Provincia; la Prefettura, dal canto suo, si adopererà perché il provvedimento abbia immediata attuazione fino al recupero delle somme programmate. Il Vice Prefetto vicario poi adotterà le disposizioni del caso, affinché si ottengano assegnazioni straordinarie di quei generi contingentati (siamo nell’immediato dopoguerra, n.d.a.) che mentre faciliteranno il compito ospitale degli esercenti, risolveranno il problema alimentare connesso all’afflusso turistico in occasione della manifestazione e permetteranno la riscossione a cura degli enti preposti alla distribuzione dei buoni di prelievo, di contributi da erogarsi, nella misura che le autorità concorderanno da parte degli esercenti beneficiari. Lo stesso Vice Prefetto si attiverà per sollecitare i Comuni allo stanziamento dei contributi fissati. L’A.C. Brindisi trasmetterà all’addetto stampa della Prefettura di Brindisi una richiesta di assegnazione straordinaria di trenta quintali di carta, allo scopo di poter dar corso alla campagna di stampa pubblicitaria connessa alla manifestazione. Lo stesso A.C. Brindisi tramite la Camera di Commercio avanzerà richiesta di un’assegnazione straordinaria di carburante e lubrificante per la gara. Si conviene infine che il servizio finanziario della manifestazione venga affidato alla Banca Fasanese».

Su questi presupposti la macchina organizzativa può partire e si forma un ristretto comitato organizzatore che, oltre alle autorità istituzionali, vede in prima fila Donato Guarnieri, Beniamino Amati, Francesco Bianchi, Giuseppe Mancini, Vito Ventrella, Giovanni Casalini, Francesco Di Bari, Giuseppe Fusco, Vincenzo Guadalupi, Dionigi L’Abbate, Carlo Maretti, Luca Mindelli, Francesco Siciliani e Angelo Trizza.

La gara è un vero successo: i piloti sono 46 e ai nastri di partenza si allinea un formidabile lotto di concorrenti provenienti da tutta Italia. Fra questi spiccano i nomi del marchigiano Luigi Fagioli (Fiat 1500 Ms), asso che vanta tante vittorie sui più celebrati circuiti europei (per onorare la Fasano-Selva corre con una macchina presa in prestito); il napoletano Giovanni Rocco (Alfa 2300), pilota dal glorioso passato, genuina espressione dell’automobilismo meridionale; il romano Giulio Marchetti (Maserati 1500), audace ma non sempre assistito dalla fortuna. Fra i pugliesi, il più atteso è il barese Bettino Siciliani (Fiat 1100 S), con qualche filo d’argento in più tra i capelli, ma sempre pronto a spingere il piede sull’acceleratore. Alla fine la spunta il napoletano Rocco, che, pur arrampicandosi con un mezzo meno agevole, fa valere la sua maggiore esperienza di guida: col tempo di 5’17”1 stabilisce anche la media record di 85,100 km orari. La rivelazione, però, è Vincenzo Sorrentino della scuderia Partenope: gareggiando con una Fiat 1100 S (classe fino a 1100 cc), col fantastico tempo di 5’47”1 vince la sua categoria, distanziando l’esperto Bettino Siciliani di ben sei secondi, e si issa al terzo posto della classifica assoluta: una vera impresa.

Fra i giovani pugliesi, nella categoria Turismo (fino a 750 cc), Columbo, alla sua prima gara, si impone vincendo nettamente con una Fiat 500. Il secondo posto se lo aggiudica il giovanissimo Carlo Siciliani: pur portando ancora i calzoncini corti di adolescente, compie vere prodezze sul percorso e si lancia sulle orme del padre Bettino. Degna di rilievo anche la prova di Sandro Chieco (7’12”2), che alla sua prima corsa si piazza al secondo posto (classe fino a 1100 cc) con una Ardea, precedendo avversari assai più esperti di lui e con un mezzo meccanico che non sempre risponde a dovere. Nella stessa classe, Luigi Amati conquista il quinto posto (7’35”3) e il fasanese Vito Ventrella (7’59”8) con una Fiat 1100 l’ottava posizione. In gara pure una donna, la signora Cafiero, che sale con una Augusta nel tempo di 7’53”4 che le vale l’ottavo e ultimo posto della classe fino a 1500 cc.

La cerimonia di premiazione si svolge alle ore 21 nel parco della Casina Municipale, con un “ballo degli sportivi” durante il quale si esibisce l’orchestra di Radio Bari.

Lo staff tecnico del 1947

Commissario generale: avv. Francesco Chieco.

Commissari sportivi: ing. Fernando Attoma, ing. Giuseppe Rizzo, comm. Francesco Siciliani, ing. Giuseppe Signorile-Bianchi, ing. Nello Vallecchi.

Direttore di gara: cav. Carlo Maretti.

Commissari tecnici: ing. Luigi Barbieri, Romeo Bassi, col. Vito Sportaro, Gino Paris, cap. Angelo Varetto.

Servizio sanitario: dott. Luigi Albano, dott. Franco Amoroso, dott. Renato Guarnieri, dott. Angelo Petrella.

Commissari alle curve:

curva S. Francesco – Pietro Bianco

curva S. Cuore – Vito Argese

curva Calcari – Nicola Attoma

curva Matarano – Giuseppe Argese

curva Cesaretta – Vito Cofano

curva Madonnina – Stefano De Luca

curva Vernesina – Pietro Fanciano

curva Canale inferiore – Pietro Latorre

curva Canale superiore – Valentino Natoli

curva Iuppa – Enea Rotunno

curva prima tornante – Pietro Saponaro

curva seconda tornante – Saverio Schiavone

curva Galiulo – Vito Luigi Schiavone

curva Selva – Nicola Triggiani

curva circolo Fasano – Giuseppe Calefati

Servizio radio e stampa:

ufficio stampa dell’A.C. Bari.

(2-continua)

Tratto da “50 volte Fasano-Selva – Storia di una leggenda sportiva” di Zino Mastro
Faso Editrice pagg. 214 – € 30

di OsservatorioOggi

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