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ECCO CHI ANIMERA’ LA “MORANO – CAMPOTENESE”

IN PROGRAMMA DAL 13 AL 15 APRILE. E MOLINARO, DEL COMITATO ORGANIZZATORE, ILLUSTRA COME AFFRONTARE IL PERCORSO

È stata prorogata a martedì 9 aprile, quindi di un giorno, la scadenza per l’iscrizione alla “Morano – Campotenese”, gara automobilistica valevole per il Trofeo italiano di velocità in montagna (Tivm), e anche per il Campionato Italiano “Assominicar” e per il “Trofeo Fasano Corse”, che si correrà dal 13 al 15 aprile prossimi. Già raggiunto un buon numero di iscritti, tra cui Rosario Iaquinta, vincitore lo scorso anno, e l’altro cosentino Tonino Ritacca, protagonista su questo stesso percorso negli anni passati, e Carmelo Scaramozzino, di Reggio Calabria, per il quale, l’edizione 2011, si è rivelata particolarmente sfortunata tanto da costringerlo a ritirarsi, per noie meccaniche, durante la seconda manche. Quest’anno saranno due gli Scola in gara. Oltre al veterano e decano dei piloti calabresi, Domenico, concorrerà Domenico junior, nipote di “Don Mimì” e figlio di Carlo Scola, anch’egli pilota nel solco della tradizione familiare.

E se la provincia cosentina esprimerà un nonno col nipote, quella reggina vedrà in gara padre e figlio, Antonio e Antonino Iaria. Fra le vetture “Turismo”, si registrerà la partecipazione di Oronzo Montanaro, fasanese, su Honda, e del castrovillarese Alex Greco, su Peugeot 1600, vincitore del Gruppo N Tivm lo scorso anno. In gara anche Giuseppe Ruffolo, leader Tivm nel “Racing Start” al volante della Honda 1600. Avvincente si preannuncia, anche, la lotta tra l’abruzzese Roberto Chiavaroli, su Mini Cooper S, e Gianni Loffredo, di Salerno, su Opel Corsa OPC. Nel Gruppo E1 oltre 3000, già tra i protagonisti lo scorso anno, torna Piero Nappi, di Napoli, con una Ferrari 550 Maranello. Tra i piloti locali, da tenere sott’occhio Natale Stabile, di Morano, su Alfa 147, nella E1 2000, che dovrà difendersi dal napoletano Gigino Sambuco, secondo gli addetti ai lavori il più forte della categoria, e dal campione Tivm 2011 di gruppo, Giuseppe Aragona, di Trebisacce. Tra le vetture GT c’è attesa per lo scontro tra la Ferrari 360 di Ivan Fava, di Torano,  quella 430 del siciliano Ignazio Cannavò, e la Porsche di Pinuccio Pace, di Fasano. Nel gruppo E2 M, oltre al già citato Scaramozzino, ci sarà il debutto, su Lola Honda 2000, del moranese Umberto Berardi. Nella E2 B, lotta per l’assoluta tra Andrea Picchi, di Gubbio, su Liger 3000, e, oltre ai già menzionati Ritacca e Iaria, il fasanese Gianni Angelini, su Liger 2500, Domenico Sola jr.,  su Osella 2000, e Domenico Cubeda, siciliano, Mimmo De Franco, di Morano, il cosentino Franz Caruso, Aldo Esposito, di Sorrento,  tutti al volante delle Radical 1600 fornite dall’ “Autosport Sorrento”. Nelle Minicar, infine, fra le 700, hanno confermato la loro presenza il lametino Angelo Mercuri, vincitore del campionato italiano 2011, i catanzaresi Antonio Ferragina e Mimmo Procopio; nelle 700B spicca il nome di Aldo Pezzullo, di Cosenza, che ha conquistato il titolo italiano l’anno scorso. «La “Morano – Campotenese” – dice Franco Molinaro, segretario generale del Comitato organizzatore della gara – lungo i suoi 7100 metri, ha dei tratti di percorso molto interessanti, strategici, direi, per la vittoria finale. Il primo punto importante è la staccata del ponte della “Carbonara”, dove si arriva con le gomme fredde perché è ad appena 400 metri dalla partenza,  ed è in contropendenza. È uno dei passaggi più spettacolari. Il secondo passo interessante è il primo tornante. Anche lì – continua Molinaro – la staccata è importante perché si arriva con una velocità sostenuta dopo avere affrontato della curve inesistenti; è un tornante da girare con estrema precisione. Sempre nella prima metà del percorso, quindi nei primi tre chilometri, c’è la famosa postazione 10, dov’è sistemato un punto di soccorso con ambulanza e carro attrezzi. È una curva da terza veloce, “da pelo”, come diciamo noi dell’ambiente, perché in questo tipo di curve si possono recuperare dei secondi di vantaggio. La seconda parte del percorso, la parte alta diciamo, è la parte più veloce del percorso. C’è la curva dell’ “Ospedaletto” da affrontare in piena perché – dice ancora Molinaro – è una curva da affrontare con “fegato”, capace di far guadagnare attimi che si tramutano in preziosi secondi finali. Il ritmo veloce del tratto finale – conclude il segretario del Comitato organizzatore della “Morano – Campotenese” –  è spezzato da una serie di curve ad “esse” prima della curva dell’arrivo, una curva abbastanza veloce che prelude all’arrivo».

L’addetto stampa

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