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ARAGONA: SEI PER LA STORIA

Col successo ennesimo di Erice, il driver di Villapiana mette in cassa il sesto tricolore salita. Una serie vincente innescata proprio 10 anni fa, col primo titolo italiano nella N1600. E traguardato col trend vincente attuale, tutto dedicato alla madre.

Da Pedavena 2015, ad Erice 2017. L’arco di erogazione successi del duo 106-Aragona, contempla 9 record su 10 percorsi e l’en plein di vittorie consecutive, capitalizzate in due titoli tricolori ravvicinati, in dote ai quattro precedenti. Nel 2016 come nel 2017, il Leader Maximo della E1-1600 è stato ancora lui.

Una rotta agonistica decollata nel 2004 con le prime vittorie regionali, nell’anno zero della love story con la sua fluorescente compagna: alleata in 111 start in salita, fatturati con 71 successi. Il 2007 battezzò il primo titolo italiano della N1600 in un girone agguerrito ed affollato, come accadeva stabilmente nelle crono, solo qualche stagione fa. Il primo filotto di titoli tricolori E1 si è iscritto alla storia nel biennio 2009-2010, per poi estendersi al quarto sigillo dell’anno solare 2012.

Il doppio uppercut 2016 e 2017, regala così lo status di esacampione italiano a Giuseppe Aragona.

La racing-dynasty Aragona, made by Villapiana, vissuta per anni sulle imprese di quel monello di zio Rocco, implacabile e spettacolare sceriffo armato della sua iconica ed iraconda Ritmo 130 Tc, nonché pilota da emulare per il nipote Giuseppe, vive oggi dell’albo d’oro da stimare ormai a tonnellaggio, dell’ingegnere da corsa più veloce d’Italia. Isole comprese.

  

Successi frutto di una redditizia sinergia con papà Franco, abile carrozziere e sapiente motorista, che ha conferito al quadricilindrico della compatta di casa, quel giusto mix fra trattabilità, potenza ed affidabilità, da renderlo un perfetto tassello del Tetris vincente. Tre stagioni intere senza vedere un paranco, restituiscono prestanza e tenuta del propulsore. Un puzzle tecnico corredato da sempre dall’elettronica di Santo Pettinato e da poco dall’efficienza del cambio Fastronik, recente e preziosissimo quid ulteriore, aggiuntosi ad un asset già prima competitivo ai livelli più alti. Se riscrivi quasi sempre i record nelle gare che affronti, è il sintomo che hai scritto un altro segno+ ad un set up di base già di riferimento, additivato step by step da interventi di fine tuning calibrati.

Il talento del pilota e l’equilibrio della sua auto: con questa alchimia tecno-agonistica validata su ogni tipo di percorso da sei tricolori in 12 anni, il calabrisello super fast ha così arredato di alloro un altro angolo del suo garage.

E lucidato a cristallo, una carriera già da oggi consegnata alla storia delle crono.

articolo scritto da Francesco Romeo

Foto: Giuseppe Carrone

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