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GUZZETTA VA DI FRETTA

Ingressi curva Wrc-style, curvoni col piede al fondo e staccate ad avantreno tutto giu. Il doppio knock out di Erice, fa pendant con una stagione intera scritta da arrembante protagonista. Fino al meritato ed acclamato tricolore, della A1600.

In principio, sedette alla destra del padre. Don Alfio Guzzetta da Misterbianco, aveva alzato la prima serranda dell’officina assetti, nell’anno di grazia 1972. Padre da cui Angelo ha respirato assali, molle e bracci a partire dal 2005, quando di calendari di vita ne aveva avvicendati già 26. A seguire, sedette alla destra del pilota: era il navigatore di Francesco Virgillito, con cui ha coabitato nel cockpit della Peugeot 106 nuova di pacco, acquistata nel 2002. Un’auto partita dai rally e poi ridefinita nel tempo: per gli slalom prima e per le salite dopo.

Nel 2003, Angelo scavalca il tunnel di mezzeria abitacolo e prende residenza dietro allo sterzo, con l’orizzonte della gialla tacca di riferimento.

Rally del Commercio, quello dei dintorni di casa, così come altri organizzati sempre in Sicilia, danno impulso alla sua collezione privata di vittorie, che ne vanta oggi una sessantina di classe e di gruppo, di cui molte imbellettate dall’ingresso nella Top Ten assoluta. Come assolute, sono state finanche le due vittorie in due maxi slalom. Sempre e solo con la Peugeot 106 assettatasi su gomme Michelin, motorizzata da Michele Ferrara e settata elettronicamente dal di lui fratello Giacomo. Una triade tecnica talmente affiatata, da procedere senza che uno chieda all’altro, cosa abbia fatto e che numeri esprima. Occhi chiusi, farfalla aperta: lo slogan di casa, è tutto sinteticamente qui.

Il palmarès è compilato con titoli siciliani slalom, acciuffati nel 2014 e nel 2015, anno in cui laurea contemporaneamente campione italiano a birilli di A1600. Coppa di classe nel siciliano slalom, che torna anche nel 2016.

Il 2017 è l’anno del grand’approdo alle salite. Con l’epopea Guzzetta in Civm, va subito in onda lo show in ogni gara. La simbiosi uomo-macchina di Angelo e della sua 106, lascia la bocca a mezza altezza in ogni passaggio. Con inusitata fluidità, gli intermedi scendono e i record crollano. Uno dopo l’altro. Il primo round del Reventino, lo issa subito a solo due secondi dal best time di Domenico Chirico: un ottimo tempo, per chi sconosce tutti i tracciati del Civm ed inizia da zero la sua scannerizzazione mentale delle strade tricolori. La sequenza di bang vincenti conditi dal record, continua per quasi tutte le gare. Morano, Fasano, Chiaramonte, Gubbio: divengono tutti suoi feudi. Dove Angelo Guzzetta va, Angelo Guzzetta vince. Amen. Il decisivo derby da corsa di Erice, lo stravince staccando la carta d’imbarco con codice 3.35.70, nuovo tempone che abbatte di 5 secondi il precedente record. Che appare oggi, quasi una passeggiata di salute. Il derby di casa però, lo vincono sempre le stelle Rosalba e Laura, nate dall’amore con l’omonima signora Angela. La strada preferita, fra quelle inedite, resta il Reventino: la vittoria al debutto senza coordinate alcuna di quei 6 km a salire, hanno lasciato una bellissima traccia nell’animo del neo-campione italiano. Che a dispetto dello score favorevole di fine stagione, le strade del Tricolore le ha apprezzate tutte. A Gubbio poteva essere il momento più arduo, vissuto in perfetta solitudine tecnica qual è stato, ma è diventato invece il più esaltante, malgrado l’assenza del fido Michele Ferrara. Sopperita con un grande successo agli scacchi, per un week end che da complesso è diventato invece trionfale.

Dei piloti di oggi, la sensazione più bella gliela trasmette Manuel Dondi, compagno di team Cst Sport: “Mi colpisce quello che ha fatto Manuel, non solo per le prestazioni, ma anche perché è sempre rimasto fedele a una macchina, come me. Lo ricordo bene quando veniva in Sicilia a fare slalom, tanti anni fa. E’ rimasto lui, sempre e solo con quella X, sono cresciuti insieme e guarda che grandi risultati che hanno ottenuto. Una storia bella, in cui mi rivedo io. Un grande percorso, bravo. Alla voce sogno nel cassetto, Angelo Guzzetta ha dubbi zero: Amo la 306 Maxi, non c’è mai stata una trazione anteriore così nella storia e sarebbe stupendo averne una. Straordinaria, così mi piacciono le auto.
La chiosa finale, è quanto di più simpaticamente impersonale possa esistere: Vedo la mia macchina da fuori e penso a quanto sia stabile. La guardo e mi accorgo che faccia davvero quello che vuole…”

Francesco Romeo

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