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LODDO-WOLF: PRESTO UN TEST

Il veterano reggino, pluritricolore di classe, ci comunica il ritorno su una vettura sport dopo sette anni di assenza dal cockpit. Test in pista forse doppio, su aspirata e turbo, anche con la figlia Katia. Analisi del decano sulla sofisticata Wolf.

L’amicizia e il rapporto di collaborazione tecnica con i fratelli Bellarosa, detentori del team Avelon Formula e del marchio Wolf Racing Cars, per cui costruisce da anni le linee di scarico. La voglia matta di tornare nell’abitacolo, col sacro fuoco che lo pervade ormai da tempo: “Francesco, mi sento una fiamma dentro che non mi lascia. Mai. Sono stato a Caltanissetta e ho capito, ma mi era già successo spesso negli ultimi tempi, che se torno in macchina posso fare ancora bene. Ivan Bellarosa me lo dice sempre, se voglio fare un test. Ed io ho capito che questo test devo farlo. In pista, a Franciacorta, voglio mettermi accanto mia figlia Katia sulla biposto, per farle capire che solo e solo le sport sono le vere auto da corsa. Con tutto il rispetto per le auto turismo, ma sono veicoli per la quotidianità. Una certa velocità di percorrenza però, la fai con le Sport. Punto. E poi sai che ti dico? Che chi va fortissimo in montagna, per me vale più di un pilota di Formula 1. Ci vuole un coraggio pazzesco e spesso la strada sembra più veloce del tuo cervello stesso. Sta lì il segreto. Anticipare le reazioni della vettura e prendere il ritmo. Su pista ci vuole metodo e tecnica, in strada spesso devi saper improvvisare e non è affatto facile.”

 

Nessun test preliminare a un programma comune Civm, sia chiaro, ma solo la voglia di soffiare la polvere su un vero talento che ha scritto gran belle pagine del motorismo in pendenza, a cavallo fra gli anni ’80 e i primi anni 2000, con una Osella Pa20S oggi di proprietà di Simone Faggioli. La sua analisi della Wolf: “Macchina straordinaria, vincente ovunque nel mondo. Come ogni oggetto molto sofisticato e con una rigidità particolare, datagli da un telaio in carbonio al top, va decifrata e assettata ad hoc. Ivan fa delle cose incredibili con quella macchina, vola letteralmente. E sono certo che con le dovute fasi di sviluppo, andrà fortissimo anche in salita. Non ho dubbi su questo.”

di Francesco Romeo

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