Home » Slalom » SAVERIO PRIMO RE D’ITALIA

SAVERIO PRIMO RE D’ITALIA

Un egemonia totale in ogni manches, di ogni gara. Costruita con distacchi talvolta imbarazzanti e record siglati con stupefacente fluidità. Saverio Miglionico da Pignola, è il nuovo sovrano dei birilli.

Il 2016, gliel’aveva suggerito. Con due vittorie, vari podi e ben 45 kg corporei in più, il pilota della Campobasso Corse si era guadagnato il rispetto dei rivali e l’alleanza del cronometro. Pesante e macchinoso nell’abitacolo, allagato di sudore e demolito dopo ogni manche, riusciva comunque a spiccare timing da attenzione assoluta. E a vincere. Il sospetto che un Saverio Miglionico super light sarebbe stato il vero leader, risuonava forte fortissimo nella consapevolezza di tutti. Per cambiare forse il copione di una stagione fa, sarebbe bastato iniziare nella primavera di ieri e non nell’inverno di dopo, quell’intensa terapia dimagrante che gli ha regalato superiore freschezza fisica, superiore velocità e soprattutto superiore capacità di ripetere gli automatismi di guida. All’atto primo del Tricolore Slalom 2017, si è subito capito che Miglionico cercava in sè stesso, il risarcimento di un campionato precedente rimasto col colpo in canna. Dal primo sparo di Torregrotta, annichilente per la disarmante superiorità mostrata anche sugli specialisti locali, il driver lucano ha dato fuoco alle polveri del suo impero a birilli. A Campobasso, la munizione grossa resta fra grilletto e bordo canna, per quel guaio tecnico che lo bloccava a due postazioni appena dallo start. L’unico zero in classifica. Ma nessuno dei suoi curriculati rivali, riusciva a scorgere un motivo di trionfo in quell’out episodico. Miglionico restava la stella polare per tutti, per la facilità estrema con cui arrivavano i tempi. Per lui e per la sua Radical SR4, evoluta nei freni Brembo, con un esplosivo motoraccio Gas39 e ottimizzata dalla Np Racing, anche per quel mezzo quintale in meno del pilota, che esigeva ben altro setting.

Dove la giri va e quando spalanca, vola: questa e solo questa, l’alchimia al tritolo del pilota potentino, efficace e spettacolare già dai tempi della sua forsennata 127.

All’Agro Ericino, il round tre del Tricolore diventava quello della speranza. Per tutti gli altri. Soprattutto per il grande avversario Giuseppe Castiglione, velocissimo ovunque e solitamente implacabile nella sua strada di casa. E invece no. Altra gara, stesso Miglionico, altra vittoria: a fine corsa, Castiglione e la sua splendida mano tesa, raccontano con un gesto, più di mille parole: Saverio, io più di così non posso fare. Complimenti.

Arriva Salerno-Croce di Cava, ma la volontà di mandare alla cassa il capo classifica, si sfalda al sole della Campania. Vince ancora, vince sempre. Vince lui, Saverio Miglionico da Pignola.

Lugagnano-Vernasca: cambia la zona geografica, con l’Italia a birilli che si sposta a sud. E le residue speranze dei rivali, nel dimenticatoio. Il vincitore non cambia nome, così come a Monopoli, dove Miglionico allunga la serie all’ombra dei Trulli e si prende ancora d’autorità, la coppa con l’ombra più alta. Né la pellicola di Bolca, speranza ultima della concorrenza per il coefficiente a 1,5, ha sovvertito una superiorità formato Iper.

Prolungando il personale sequel di distacchi imbarazzanti e ripetizione performance annichilente. Miglionico model year 2017, come un BobCat: con la sbarra tutta giù, a rendere polvere quanto gli si presentasse davanti. Lui e la sua Radical SR4 perfetta, con una direzionalità da Gps e un’esplosività da ordigno di guerra.

Saverio Miglionico, è il Re d’Italia.

articolo di Francesco Romeo

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

*

x

Check Also

VENANZIO TORNA AL VECCHIO AMORE

Un altro big, estende il proprio impegno extra-birilli. Il bicampione italiano slalom correrà in pista, ...

Send this to friend