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DOMENICO SCOLA VERSO LE GT: “NESTI AVEVA RAGIONE”

Proteso ad una carriera in Gt e deluso dal mondo delle salite. Perplesso sulla sicurezza, impegnato nel nuovo programma di vendita auto, il fresco campione italiano ci rivela sensazioni presenti e speranze per il 2018.

La telefonata era una delle tante, canoniche e sempre affettuose, che intercorrevano fra Mauro Nesti e suo nonno, il grande Don Mimì. Domenico Scola correva da un paio di anni, da lì a poco il Re della Montagna avrebbe salutato la vita e le parole di Mister 26 Titoli, sono rimaste incise nell’encefalo di Scola jr: Caro Domenico, lascia stare le salite finchè sei in tempo.  Qualunque vittoria, per il rischio che si corre, è fine a sé stessa. Fermati finchè sei in tempo. Ascolta Mauro Nesti!

Ma nessuna opinione, per quanto autorevole, può sostituirsi all’esperienza personale. Domenico ha mostrato un talento full optional, capace di far sudare la tuta anche ai sommi Faggioli e Merli, che considera equivalenti per valore velocistico. Ha riscritto record e avvinto le folle. Ha mostrato che Miss Fa non è tornata a vincere solo col sommo Merli, ma che può farlo anche con grandi piloti come lui, ma dalla minore esperienza.

Il suo percorso l’ha convinto, hot lap dopo hot lap, che i rischi e il ritorno economico e di immagine, non fossero affatto convenienti né in proiezione futura né tantomeno nel presente e ha virato verso una decisione identica a quello dell’iridato F1 2016, ex-pilota con le mani ancora umide dello champagne del mondiale appena vinto: “Ho vinto il campionato ed è come se non avessi vinto nulla. Non mi ha cambiato per niente le cose, è come se fossi arrivato terzo o quarto. Ho speso tanti soldi e me ne ritrovo di meno, pur avendo vinto molto e rischiato la pelle di più, con le velocità che ci sono oggi, credo ormai esagerate. Le Osella e le Norma sono vetture sicure, il crash di Cubeda lo ha dimostrato, la francese un po’ di più per via del carbonio, ma per le prestazioni attuali e le strade che ci sono, c’è solo da pregare che non si sbatta a 180-200. In pista le cose stanno decisamente meglio, ma non mi interessa il Tricolore Prototipi o correre con gentlemen driver attempati, vorrei misurarmi in una serie come la Gt, con marche ufficiali e team e piste di livello, dopo aver fatto dei test. Il mio futuro, lo vedo là. Per le salite, ci sarà spazio una tantum. Se dovrò stare fermo nel 2018, starò fermo, nessun problema. Mi sento un po’ svuotato e abbastanza deluso e nell’immediato spero di vendere la macchina che è non al top, ma di più. Il motore aveva solo due gare ma è comunque da LRM, per montare nuove camme e inedita testata, come avevamo concordato. Sarà ancora più potente, già era mostruoso ed il mio pensiero di ritirarmi è venuto dopo la revisione fatta. Il progetto a breve termine ora è aprire un autosalone con papà, dal target medio-basso, con vetture che siano per tutti e non di grande griffe, o nella zona centrale di Cosenza in cui abbiamo un locale accanto al bar più frequentato o leggermente defilato. Stiamo decidendo.  Credo di meritarmi anch’io questa chance, però ad un ragazzo che inizia direi di lasciare stare il mondo delle salite, perché è fine a sé stesso se si vuole ambire a qualcosa di più nella carriera. Faggioli è da ammirare perché è riuscito a creare una realtà manageriale attorno alla sua professione di pilota, ma lui è un caso unico per livello generale. Si può solo ammirare. Tutto però, è legato alla vendita della Fa30, ma comunque in salita stabilmente non ci torno. Mi voglio dedicare alla nascitura attività, per dare comunque un futuro più stabile alla mia famiglia e spero davvero di poter creare le condizioni per approdare in Gt, sempre che i tasselli si incastrino per come serve. Papà è con me, lui è un pistaiolo di estrazione e il nonno sarebbe concorde con la mia scelta. 

Grazie sempre a chi ha tifato per me. Mi avete spinto verso il titolo alla grande, con Erice e Fasano che sono stati i momenti più alti della mia carriera. Siete stati eccezionali!”

Francesco Romeo

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