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EVO CUBEDA 2018

Il fresco vincitore del Tivm Sud 2017, ci parla della sua brillante stagione d’esordio sulla Fa30 e delle prospettive per la prossima annata.

Il 12 novembre di un anno fa, come da nostra anteprima assoluta del tempo, Domenico Cubeda era a Torino per ragionare con Don Enzo Osella degli ultimi dettagli. Quel summit privato per l’affaire Fa30, era la logica conseguenza dei suoi anni carichi di gloria con la Pa2000, fidanzatasi col campione etneo nel 2013 e portatrice sana di molteplici soddisfazioni per il leader maximo dell’omonimo team neroarancio. Sebbene il nome altisonante del driver siculo sia stato accostato al tempo anche ad altre sport car, l’ammiraglia piemontese sarebbe stata l’arma totale per la Top Class delle gare in pendenza. Miss Fa, causa sinistri avvertimenti di stop alle tremila rimbalzati dall’autorità sportiva, era stata pensionata troppo presto e proprio dal suo stesso costruttore: la più potente delle Osella invece, grazie alle redivive imprese di Christian Merli riguadagnava quota, all’indomani dell’agiografica epopea di Faggioli, che con l’Osellona sembrava vincere anche quando non correva. Così il veloce ed esperto campione etneo, carpiva l’inizio di una nuova scintillante età agonistica per Miss Fa, tanto che Don Enzo, derogando la sua dichiarata volontà di non produrre più la sua sport tre litri per concentrare tutto su Pa2000 e Junior, costruiva un esemplare per Cubeda. Nuovo di pacco, come nuovo di cassetta era lo Zytek vitaminizzato da Renato Armaroli, che assieme a Simone Faggioli pare abbiano acquisito nel recente passato, ben dodici unità fra complete e smontate di questo propulsore tre litri, per uso proprio, per nolo o per vendita. Proprio il V8 dopato da questo specialista, che è stato uno dei tasselli più importanti del perfetto puzzle tecnico 2017, subirà un’evoluzione per la prossima stagione, che lo renderà ancora più performante e funzionale alla scalata al trono italiano.

Fra i V8 dei cinque-sei top driver assoluti, si issa certamente sul podio con una potenza attorno ai 480 cv. Il resto della componentistica è al top, dal molleggio affidato a componenti Ohlins al nuovo cambio Sadev elettroidraulico di ultimissima generazione, veloce quanto il precedente ma più affidabile. Puntando il cursore su un ipotetica mappa gps della Fa30 di Cubeda, la cura e la scelta del particolare risultano di massimo livello, per una precisa scelta ma anche per la giovinezza dell’esemplare.

2017..un’annata molto positiva culminata dalla vittoria del Tivm Sud, una stagione di esordio sulla Fa30 che merita un applauso allo specchio..

Sai Francesco, non ho mai pensato che avrei avuto insormontabili difficoltà perché venire dalla scuola guida della Pa2000, mi ha aiutato molto. Come ti ho già detto in privato, sono due auto che hanno molti punti di contatto. L’impostazione della macchina è quella e te la ritrovi quando ti siedi sulla Fa30.

L’aspetto più simile e quello più diverso delle due Osella che hai guidato?

Guarda, il motore. Come carico aerodinamico direi che quasi si equivalgono, non c’è molta differenza, ma è la spinta da curva a curva che cambia. La Pa2000 nelle prime decine di metri dopo le ripartenze, non teme confronti con nessun’altra macchina. E’ allungando, che senti davvero scaraventarti in avanti con la forza del cannone e percepisci quanto più velocemente arrivino le curve. Nei curvoni in appoggio, non senti diversità con la duemila, ma nei tornanti onestamente si. A volte con la Pa2000 ti manca un po’ di inserimento nel raggio stretto, tende a sottosterzare e devi lavorare molto di volante (analisi condivisa al tempo da Scola), mentre con la Fa anche grazie all’erogazione del motore, il sovrasterzo ti aiuta ad impostare meglio. Sono due grandi macchine.

I percorsi in cui più hai notato la differenza fra le due?

Erice e Fasano.

Quindi su due strade più lavorate?

Si, esattamente, ho avvertito una maggiore precisione di traiettoria, ho percepito proprio una risposta migliore nel complesso di veloce e guidato. Ad Erice soprattutto, guidare la Fa30 è uno spettacolo. Le sue dimensioni non sono affatto un handicap e la motricità è eccezionale.

La Pa2000 tua riposa in pace..nessun offerta per venderla? Sappiamo fosse equipaggiata anch’essa al top..

Assolutamente: una macchina sofisticata, completamente aggiornata, rialzata e vincente. Offerte me ne sono arrivate, ma nessuna congrua per il valore della macchina. Non è una sport da vendere sotto prezzo quella…

Osellina. Un opinione da esterno..

Grande macchina, come del resto la storia della casa insegna.

Tu le macchine con motore moto le conosci bene. Avevi una Radical niente male..

Assolutamente si. Ricordo che quando andai in Inghilterra per comprarla, l’ingegnere Phil Abbott, fondatore e progettista del marchio, mi disse che in realtà fosse la ProSport la sua macchina da corsa per elezione, mentre la Sr4 era nata dapprima per circolare in strada e soltanto negli anni si è evoluta. La mia Sr4, grazie all’attenzione di papà Sergio, ha vissuto tutte le possibili evoluzioni tecniche della macchina di quel periodo, dalla diminuzione di peso all’aumento della cilindrata del motore, ma manteneva sempre il cronico problema del carico al posteriore. Non ne aveva quanto serviva, perché di andare andava e sarebbe servita più aderenza dietro in velocità.

Foto Sicilia Rally

Gara migliore della stagione?

Giarre-Milo, non solo perché è la mia gara di casa, ma perché credo che centrare il record in una salita vecchio stile come questa, non sia affare da poco. Hai tornanti, hai velocità, hai lavorato, hai tutto…già il sabato avevo fatto un bel tempo ma poi ho dato il massimo per centrare un primato a cui tenevo moltissimo..e ce l’ho fatta.

Domenico Scola assente a Milo. Come te lo spieghi?

Ognuno ha il suo pensiero.

2018: Dove interverrete per migliorare?

Armaroli mi darà sicuramente ancora qualcosa in più nel motore, mentre per l’autotelaio, con Paco vedremo dove affinare. La trasmissione montata quest’anno mi soddisfa molto, da quel punto di vista siamo già al top così. Il lavoro sarà anche su me stesso, per sfruttare ancora di più quello che ho e con una stagione di esperienza e riferimenti alle spalle, sarà più facile.

Crash alla Nissena. La sicurezza dei rail è spesso un fattore trascurato, ma fortunatamente in quel tratto la lama e il cordolo inferiore, spesso assenti, ti hanno salvato, evitando che la lama salisse su fino alla centina..senza avremmo parlato molto probabilmente di un’altra storia. Purtroppo non si lavora affatto bene per la salvaguardia dei piloti. La tua opinione in materia?

Si dovrebbe migliorare, certo, come no. Io stesso ho avuto un incidente qualche anno fa e un attimo prima dell’impatto chiusi gli occhi, per poi trovarmi con la lama del rail a meno di 10 cm dal casco…una sensazione tremenda!.. Fortunatamente la sbarra diagonale mi ha salvato, ma la situazione sicuramente resta da attenzionare. Noi piloti saliamo e in macchina non ci pensiamo, ma in realtà ci sarebbe da lavorare molto su quest’aspetto.

Cosa è successo in quella curva?

Premetto che la Nissena di quest’anno poteva essere la mia gara migliore dell’anno e la considero un’occasione persa… niente, il cavo di una delle candele ha interferito con quello del gas che comanda i corpi farfallati e così la macchina mi è rimasta accelerata. E’stato un attimo ma fortunatamente l’impatto è stato diagonale e strisciando ho smaltito l’urto bene.

Francesco Romeo

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