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FERRAGINA SHOW A QUOTA 1400

Il veterano calabro, guarda negli occhi gli specialisti siculi da duecento centimetri cubi più in giù, chiudendo terzo assoluto agli scacchi di Milo con la sua Elia Suzuki. Un’altra grande performance della coppia Made in Calabria, al cospetto di una competitiva platea isolana.

Zio Franco c’è. Così avrebbe cadenzato urlando Guido Meda e così è risuonato una volta ancora, nel ventre di una grande classica della Sicilia orientale come la Giarre-Milo. Gli sceriffi isolani, di sapere, lo sapevano: Fast Franco Ferragina, è un tipo galante nei modi e sornione nel proprio modus operandi. Si issa sempre dove osano le aquile, anche se allo start impressione non ti dà, di grinta e cattiveria agonistica a limitatore. Al volante insomma, si fanno di nebbia tutta l’educazione e il bon ton propri e si traveste da Mandrake con cintura a sei punti. Nella prima manche ha firmato in effetti un timing da supereroe, stallando le fotocellule a 3.30.87, un crono capace di stecchire una vasta platea di gran monellacci locali, spinti perlopiù da cuori 1600 o 2000. Nella seconda invece, le gomme a tergo che davano eloquenti segnali di usura, gli hanno suggerito di alzare il piede chiudendo in un più prudenziale 3.32.32, valido ad acciuffare comunque un terzo posto assoluto eccellente.

 

Stare da protagonista nel mucchio di furboni isolani, sgamati conoscitori di ogni centimetro della strada etnea, amplifica valore e spessore della sua prestazione: “Sono contento, contento davvero. Nella prima manche ho dato il massimo e la macchina ha risposto benone, mettendomi davanti a gente che il percorso lo conosce a menadito e con qualche cv in più di me nel motore. La mia Elia mi ha fatto divertire, perché si è fatta guidare con fluidità assoluta e mi ha permesso di alzare molto il ritmo, seguendomi alla perfezione. Con meno motore di altri mi sono affidato alla sua sincerità e precisione e il suo equilibrio mi ha dato ragione. Nella seconda salita invece, il retrotreno mi mandava segnali che le gomme stessero finendo e così ho preferito gestire un po’ la situazione, evitando di incappare in pericoli inutili. Ritengo che il risultato centrato sia ampiamente soddisfacente, vista la potenza delle auto rivali e la grande bravura degli avversari, tutti del posto.”

Francesco Romeo

Foto: Vincenzo Cangemi

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