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LE OSELLINA CHE VERRANNO

Non tramonta ma si evolve il programma 1000, mentre è finalmente in dirittura d’arrivo il motore 1600. Numeri e dettagli dei nuovi pack meccatronici ed aerodinamici 2018.

Non abdica, anzi rilancia. Il motore Bmw da litro di cilindrata, occuperà ancora la scena nel programma Civm dell’Osella Pa Junior B. Attorno al quadri cilindrico bavarese, si concepisce una macchina aggiornata, anche aerodinamicamente. Del pack Evo si parla da Gubbio, ma le voci che si sono rincorse fino a ieri, trovano oggi proseliti nelle sale prova motori. L’annata trascorsa è stata trionfale, con Ivan Pezzolla in formato BobCat, che ha travolto via tutto quanto si presentasse sul suo cammino. Vittorie con record e record con vittorie. In sequenza. L’analisi fatta ad amici dal padre Oronzo, ex pilota di buon valore, non è agiografica ma assolutamente  reale: Mio figlio, (collaudatore di supercar di professione) guida giornalmente auto da 600-700 cv, pertanto l’Osellina con il suo peso ridotto e un po’ più di 200 cv, l’ha gestita con relativa facilità.

  

Il team Puglia ha in cantiere da alcuni mesi il robusto 1400 Suzuki, cosa che aveva fatto pensare dall’esterno ad un accantonamento del programma 1000. Giuseppe Mauriello, fra i fautori dell’evoluzione del cuore tedesco, sovverte invece questo pensiero comune, raccontando quanto sia successo e stia succedendo in officina. Dal propulsore germanico, anche tirando l’alba più di qualche volta, non è mai riuscito a leggere più di 218 cv frenati al banco. Un valore degno di nota, se si valutano anche altri parametri meno scenografici ma altrettanto importanti. Frequentare le chat dedicate al motore Bmw infatti, mostra utenti incappati in rotture del 4 cilindri da 203 cv con airbox in pressione, in esecuzione stock, che presenta delle rastremate quote dimensionali e delle soluzioni molto spinte. Dimensioni compatte che lo rendono simile ad un 600 come ingombri e che significano anche estremizzazione dell’interasse fra i cilindri e della volumetria dei manovellismi. Il problema affidabilità non ha invece interessato in modo seriale quello montato sulla macchina di Ivan Pezzolla, sintomo di una sapiente lavorazione ed elaborazione. Corretto è anche aggiungere che la percorrenza di una gara in pista, preveda un chilometraggio ben superiore ad uno in salita, che raggiunge il complessivo di distanza coperto in un singolo appuntamento in autodromo, solo sommando più eventi in calendario.

 

Le mire 2018 sono dettagliate da Mauriello, che spera di concorrere a raggiungere la soglia degli oltre 230 cv, dopo un inverno di lavoro dedicato al cuore del modello SS/R: “Credo di poter arrivare ai 230-235 cv. Con una componentistica ad hoc e il mio sistema di iniezione multi elemento, (lo chiameremo genericamente così ), sistema che impiego fin da Monza 2007 con successo, è un traguardo alla portata. Per quanto riguarda il motore 1600, abbiamo sperato fino all’ultimo di portarlo a Luzzi, ma sono arrivato io lungo con i tempi e non ho voluto forzare le cose. Sto mettendo tanta cura in questo propulsore e come potenza stiamo attorno ai 265 cv, come già detto da Emilio Fucile e Domenico Loddo, che ha dato anche lui un grande contributo con i suoi scarichi molto performanti. Sono concentrato parecchio anche sull’affidabilità, che è al centro del progetto. Ho tenuto stabilmente a 10500 rotazioni il motore per 18 secondi, quale banco di prova probante per la tenuta delle parti. Come percorrere un rettilineo di Monza e un altro po’…la risultanza è stata molto positiva.”

 

Non solo cavalli però, nello zoom tecnico, ma anche punti di Cz (carico verticale): il nuovo aero-pack prevederebbe inediti cofani anteriori e posteriori, con inedita carena costruita probabilmente in carbonio, o comunque con una fibra più leggera come massa e più performante come resistenza all’avanzamento e carico generato. Le fiancate larghe e la curata aerodinamica, sono il must forse più importante dell’Osellina, che attualmente veleggia attorno ai 390 kg alla bilancia, a fronte dei 360 potenziali. Arrivare ai 370, è un obiettivo realisticamente alla portata. Nella tavola tecnica Junior B, sono stati protagonisti i noti Beggio ed Angiulli, due eccellenze del panorama motoristico nazionale e canonici progettisti in quota Osella.

Insomma, la macchina-moto che Don Enzo ha rinnegato per anni e la Fa30, i due antipodi della gamma piemontese, si rivelano sempre più baricentrici nelle sorti aziendali, mentre la pur velocissima Pa2000 che sembrava dover essere trainante per presente e futuro della factory, ha generato pochi telai di primo impianto e varie 21/S rimodulate a Pa.

Francesco Romeo

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