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PATRINICOLA: GRAND’ITALIA FORMATO RADICAL

Superlativo nel passo gara, implacabile in qualifica, indomito nel corpo a corpo, professionale e metodico in tutto il week end. Ritratto del vice-Campione Italiano Prototipi e vincitore del National Radical Trophy, con la SR4 Evo dell’AutoSport Sorrento.

Si affaccia il ragazzo, si affaccia. Si affaccia nel diffusore di tutte. Anche se le rivali hanno turbo, ali e telaio, che fanno della sua piccola SR4 da litro e sei, la playmobil della gara. E allo start le supera anche. E le tiene dietro pure, per due-tre tornate. Simone Patrinicola, anni 23, di estrazione kartistica. Immatricolato ad Enna, con vista balcone sul meraviglioso circuito di Pergusa. Dove non può allenarsi in auto, no. Ma può farlo a piedi, ogni santo dì, per restare sempre in formato superlight. Ragiona Simone. Ragiona. Perché è fresco di anni di vita, ma ne ha abbastanza di calendari da corsa, per capire che il piede del gas non va sempre al fondo, ma a volte quel tanto più su, per fare cassa e vincere i titoli. Come domenica al Mugello, quando sfidato dalla sorte per il motore out alla vigilia e quello di scorta che saliva di temperatura alla domenica, ha gestito alla perfezione su una pista che con i suoi gran curvoni di percorrenza e i suoi rettilinei infiniti, può stecchire ogni propulsore. E soprattutto quelli di moto. Sette gare vinte su otto di classe ed un successo sacrificato in Toscana per un Suzuki nuovo, ma inspiegabilmente a filo crack. Un satanasso a Magione, a 4 decimi dalle carboniche biposto turbo in qualifica. Un satanasso sempre, da Imola in poi, nel partire spesso meglio di tutti e tenersi negli specchi per un paio di giri, quelle nere F14 TomCat a quattro ruote. Chiude al secondo posto assoluto nel tricolore prototipi, ma per livello prestazioni e maturità mostrata, è come se avesse vinto anche lui.

Metodico, professionale, educato, chirurgico nel confezionare interi pack di giri con lo stesso timing, mira oggi ad obiettivi più importanti: “Voglio restare in Autosport Sorrento, perché il clima che si trova qui non si trova in nessun posto. Mi piacerebbe condividere con loro un nuovo programma con più cv e ali, una sfida più estrema. Con la Radical mi sono divertito da matti, la macchina è sincera, divertente, va forte e ha una maneggevolezza eccezionale. Per il carico aerodinamico ben inferiore che ha, abbiamo fatto non il massimo, ma di più. Al Mugello ho dovuto alzare il piede per gestire le temperature e non ho potuto così dare fondo alle mie potenzialità, ma sono contento ugualmente, anche senza en plein di successi. Combattere contro auto mostruose come le Wolf e contro piloti molto esperti e molto veloci come Ivan Bellarosa sulle piste più belle d’Italia, mi ha sicuramente arricchito e migliorato. E’ stato un piacere ricevere i suoi complimenti. Adesso si torna al lavoro usuale nell’agenzia di famiglia e nelle prossime settimane, spero prima di fine anno, andremo a capire cosa fare nel 2018. Sempre in pista. Sempre con Tonino Esposito, capitan Alessio Canonico e i loro ingegneri Antonello Palmiotto e Mario Gargiulo, assolutamente preziosi per i tecnici ed i piloti. Li abbraccio ad uno ad uno, da ogni meccanico in su..E’ stata davvero una grande annata!”

Francesco Romeo
as AutoSport Sorrento

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