Home » Rubriche » Inside Tech » FINALMENTE HANS

FINALMENTE HANS

Dal 2018, collare obbligatorio per vetture sport, monoposto e per le cinture da 2″ predisposte. Raccomandato per tutti gli altri. Una prima vittoria della nostra battaglia triennale per la sua adozione imposta, anche se il provvedimento resta lacunoso.

Erano parificate nei pesi, ma non nella dotazione di sicurezza. Le vetture da slalom, sempre più costose e potenti, restavano figlie di un Dio minore alla voce sicurtà dei piloti. Le nostre battaglie sull’obbligatorietà dell’utilizzo di questo dispositivo, secondo per importanza al solo casco, battaglia supportata da larga parte dei piloti, hanno raggiunto un primo parziale, ma consistente, obiettivo. L’autorità sportiva infatti, ha stabilito che nella prossima stagione di gare a birilli, i piloti delle vetture sport prototipo, monoposto, o di auto aventi già le cinture da 2”, dovranno necessariamente indossarlo.

Il collare Hans abbatte anche del 70% il rischio di gravi lesioni alle vertebre cervicali: la poca cura di quasi tutti i percorsi su cui si organizzano le gare su strada, espone così i piloti a rischi costanti di impatti contro barriere fisse, contundenti o poco deformabili.

Per dare l’idea di quanto sia tardiva la sua applicazione, basti pensare che negli Usa esso risulta obbligatorio in quasi tutte le categorie stradali o su pista da 20 anni, mentre in F1 da 16: paradosso è che il top delle monoposto da pista, meglio concepite per dissipare gli urti e destinate ad un luogo molto più sicuro come l’autodromo, abbiano già da tempo adottato questa soluzione. Né deve ingannare la relativa, ma non più veritiera, bassa velocità tipica delle gare a birilli: ormai le vetture hanno potenze nell’ordine dei 250-300 cv e riescono a raggiungere velocità impressionanti nei transitori da postazione a postazione. Basti pensare che la soglia d’intervento dell’Airbag sulle auto stradali, sistema di ritenzione supplementare suppletivo dell’Hans nelle sportscar, prevede lo scoppio dei cuscini per una energia cinetica pari a quella di un impatto a soli 25 orari, contro un ostacolo fisso. Questo dato, racconta tutto sulle decelerazioni in gioco anche a velocità apparentemente considerate innocue. Assurdo sembrava inoltre, che fosse imposto periodicamente l’aggiornamento di sedili, cinture, caschi e piastre e che fosse eluso incredibilmente il collare salvavita.

Adesso c’è da sperare che presto sia ampliata l’obbligatorietà a tutte le classi e non solo a quelle più performanti, perché l’incolumità non conosce categorie o potenze.

 E che la sensibilità dei piloti in materia, conosca finalmente una svolta ideologica.

Francesco Romeo

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

*

x

Check Also

155 V6 TI: L’ULTIMO SOGNO ITALIANO

Vent’anni fa, l’auto più vincente della storia del Dtm si declinava al Civm, sterminando la ...

Send this to friend