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IPER LIBER VOLA A 1600

La trionfale stagione 2017, il suo giudizio sull’Osella Junior, il confronto sognato con Pezzolla e Caruso, le gare estere ed il suo nuovo Suzuki 1584. Il più vincente driver di sempre delle auto-moto, si racconta.

Tranquilli mai. Se dalle parti della tua sportcar si aggira sornione una Gloria bianco-fluò, il diktat imposto è quello di fidarsi meno di niente. Quella spadina bassa e acquattata, scaraventata dall’urlo incazzato e rauco del suo cuore Suzuki sempre a frullare in zona rossa, si specchia in decine di domeniche in cui ha lasciato in un lago di lacrime, vetture più cavallate e con lo stemma sul muso di gran griffe. Il biondino e l’immacolata insomma, a dispetto del look pacioso, fanno insieme più danni di un temporale. Anche nel 2017, IperLiber dei miracoli ha rimpinguato il suo dorato curriculum con un altro doppio campionato vinto, il triveneto-sloveno e quello sloveno. Ma ha mancato l’ennesimo titolo Tivm Nord, perché non aveva effettuato tre gare complete della serie, pur avendo totalizzato ben 100 punti utili. Una news regolamentare di cui non aveva contezza, che gli ha tolto la possibilità di vincere il suo ennesimo Trofeo Italiano Velocità Montagna.

Nessuna foschia sul suo sorriso comunque, per aver fatto cassa nel 2017 con ben cinque successi assoluti (tredici totali) e dieci vittorie di classe su altrettante partecipazioni, a continuare il fantastico trend che lo vede da sempre vincente nella sua categoria, ogni volta che attraversa il Finish. Della compagnia anche un paio di record del percorso, più uno mancato per appena 56 centesimi. Sebbene non manchino dunque gli smile a casa Liber, il sapore della sfida sarebbe per lui più piacevole se riuscisse a confrontarsi con Ivan Pezzolla e Luca Caruso, piloti che nelle ultime due stagioni del Civm hanno scarrellato i bang più potenti, fra i piloti con un cuore da moto a tergo.

Così Federico Liber in materia: “Mi piacerebbe tantissimo confrontarmi con questi due ragazzi che stanno facendo cose egregie, uno con la Radical e l’altro con l’Osella. Arricchirebbe il mio bagaglio di pilota e mi farebbe capire una volta di più, a che livello di competitività io sia. E’ solo che ogni volta che mi tiro due conti per scendere a correre giù, mi escono fuori dei conti assurdi..sono trasferte che con le finanze di oggi non mi posso permettere..In Slovenia un’iscrizione costa solo 100 euro invece che 360, poi addirittura se fai il record ti toccano altre 300 euro, un benefit che si potrebbe inserire anche da noi. La’ corri in maniera divertente e non troppo onerosa. Francamente non mi sorprendo affatto che l’Osellina vada tanto forte, me ne accorsi a Cividale l’anno scorso quando sbagliando un’inezia nella seconda manche, Merli fu subito bravo a tornare davanti e a vincere. E certamente la Junior di quest’anno va più forte di quella del 2016. Pezzolla ha fatto cose davvero eccezionali, assolutamente, ma ancora più di lui in questo biennio mi ha colpito Caruso. Sono assolutamente convinto che se ci dovessero mettere le mani Faggioli o Merli, le Oselline andrebbero ancora meglio. Quando loro si cimentano in una situazione, regalano sempre più prestazione e fai fatica a tenere il loro passo. Spesso ci si dimentica che il peso ridotto sia in assoluto la cosa che ti dà più vantaggi insieme ad una gomma valida e da questo punto di vista non posso che ringraziare la Pirelli, che mi supporta da un paio di stagioni. Per la prossima stagione ho deciso di fare il grande passo, portando il mio motore a 1584 cc, sempre affidando il tutto al mio preparatore Andrea Montagna, che da anni mi dà sempre motori potenti ed affidabili. Già oggi conto su circa 240 cv all’albero, è presumibile credere che dovrei averne una ventina in più e soprattutto più coppia. Spero si possa essere pronti a febbraio, così da avere il tempo di affinare l’assetto secondo le necessità.”

Federico Liber traccia poi una linea di demarcazione netta fra le corse tricolori e quelle slovene: “A parte la sicurezza, che in Italia è più curata, in Slovenia correre è più economico e meno vincolato da mille regole spesso incomprensibili,esistenti da noi. Rispetto al 2012 però, primo anno in cui ho corso da quelle parti, qualcosa in negativo sta cambiando anche là. Vedo che la politica ha sempre più interferenze con le corse e questo nel breve periodo potrebbe complicare le cose e quindi peggiorarle. Già vedo qualche cambiamento rispetto a cinque anni fa, non tira più la stessa aria festosa e libera. Vedremo. Spero nel 2018 di trovare qualche risorsa aggiuntiva, così da riuscire a fare qualche trasferta di Civm e battagliare con i più veloci della mia classe. Intanto non posso dimenticare le Officine Donatoni, l’Albatros, la Carrozzeria Serafini, il ristorante La Baita, il mio meccanico Matteo e mia moglie Daniela, i miei amici di sempre e voi de ilTornante.it, che fate sempre articoli bellissimi e coinvolgenti…”

Francesco Romeo

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