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L’Alpe del Nevegal inaugurerà il CIVM 2018

Gli organizzatori della Tre Cime Promotor sono già al lavoro per preparare al meglio l’entrata della gara bellunese nel Campionato Italiano Velocità Montagna.

Il sospirato ingresso nel calendario del Campionato Italiano Velocità Montagna, con il prestigioso ruolo di gara inaugurale della stagione 2018 delle salite tricolori, non ha colto impreparata l’Associazione sportiva Tre Cime Promotor. Il sodalizio presieduto da Giobbe Mastellotto con l’apporto di Achille Selvestrel, che da oltre quattro lustri cura con dedizione l’organizzazione di quella che è la competizione automobilistica più ricca di fascino, tradizione e “storia sportiva” della provincia di Belluno, è ormai da giorni al lavoro per definire ogni aspetto dell’importante evento in programma dal 4 al 6 maggio prossimi sul Col Nevegàl. Proficui contatti sono stati ribaditi con i rappresentanti degli Enti locali e delle Forze dell’ordine, da sempre in sintonia con gli organizzatori, e che anche quest’anno saranno chiamati a garantire il necessario supporto per la buona riuscita della manifestazione. E’ fuor di dubbio che la Tre Cime Promotor e Belluno tutta, intesa come città capoluogo ed intera Valbelluna, vogliono onorare al meglio l’appuntamento con il Campionato Italiano Velocità Montagna, che tanti benefici di visibilità e promozione donerà al territorio.

Tre Cime Promotor e Alpe del Nevegàl farà il proprio debutto “nell’Alta società delle salite”, negli ambienti sportivi bellunesi già cresce l’attesa di poter gustare, dal vivo, sulla strada di casa, lo spettacolo del CIVM e dei suoi tanti campioni. Il Col Nevegàl è da sempre considerato come “la montagna” dei bellunesi, il luogo ideale dove trascorrere momenti di relax e spensieratezza a due passi dal centro storico di Belluno, “città splendente”. In occasione dell’appuntamento CIVM tutto il “circus” ne beneficerà.

“L’ingresso nel CIVM – ha commentato il presidente Giobbe Mastellotto – è per noi motivo di grande soddisfazione perché abbiamo visto riconosciuti tutti gli sforzi prodotti fin dal 1995 per far crescere l’Alpe del Nevegàl. Per quanto ci compete, non trascureremo nessun aspetto al fine di onorare al meglio l’appuntamento di apertura del Campionato Italiano Velocità Montagna ACI Sport. Un rinnovato impegno, il nostro, che dobbiamo ai concorrenti ed anche a chi, in passato, ha dato tanto a questa gara e purtroppo non è più con noi; senza dimenticare l’Automobile Club d’Italia, la Federazione dello Sport Automobilistico, che ci ha concesso il titolo assoluto della Montagna, auspicato, come detto da molti anni”.

L’edizione 2018 dell’Alpe del Nevegàl si disputerà sul tracciato classico che, lungo la strada provinciale 31 “del Nevegal”, si snoda per 5500 metri, dal caratteristico rettilineo di Caleipo fino all’Alpe in Fiore, superando un dislivello fra partenza ed arrivo di 526 metri, con una pendenza media del 9,56%. Il record assoluto della salita è stato stabilito nel 2015 da Christian Merli, su Osella FA 30 Evo Pre, con il tempo di 2.29.20 alla media di 132,7 km/h.

Dal 1954, anno in cui si disputò la prima edizione, come gara sociale dell’Automobile club Belluno, ad oggi il tracciato della corsa ha subito molte variazioni e modifiche. Le prime edizioni, quelle dell’epoca “pionieristica”, si disputarono su fondo stradale parzialmente sterrato e con lunghezza variabile fra i 6 e i 7,5 chilometri. Nei primi dodici anni di vita della corsa se ne svolsero solo nove edizioni, che videro mettersi in luce piloti del calibro di Ernesto Prinoth, “Noris” Giacomo Moioli, Armando Zampiero, Luigi Malanca (al volante di una monoposto Lotus F3), Herbert Demetz, “Matich” e Edoardo Lualdi Gabardi.

Dal 1967 al 1973, quando la competizione venne interrotta e si interruppe l’intervento organizzativo diretto dell’Automobile club Belluno, il traguardo venne portato ai 1320 metri della Faverghera. Sugli oltre 11 chilometri del nuovo tracciato si imposero Lualdi Gabardi con la Ferrari Dino, lo svizzero Peter Schetty con l’Abarth 2000, “Noris” con la Porsche Carrera 10 e “Gianfranco” con l’Abarth 2000, autore del record del “tracciato lungo” in 6.33.0, alla media di 105,546 km/h. Nel 1973, al momento dell’interruzione, il miglior tempo assoluto era stato realizzato da Carlino Ranzato, della Scuderia Venezia Corse, su Fiat 128 Gruppo 1, in 8.53.0 alla media di 82,401 km/h.

Dopo una pausa lunga sedici anni, dal 1989 al 1993, grazie all’impegno del Comitato organizzatore Alpe del Nevegàl trascinato da Mario Facca e Giuseppe Ferigo, l’Alpe del Nevegàl è tornata a rombare su tracciati di lunghezza compresa fra i 5570 metri della sedicesima edizione, vinta da Romano Casasola, su Osella Pa9, e i 6010 metri della ventesima, con l’inserimento della “curva Bisinella”, quando ad imporsi, per la terza volta, fu il titolato Ezio Baribbi, su Osella Pa9/90.

Dal 1995, con l’ingresso della Tre Cime Promotor, la corsa ha trovato una sua importante continuità che la ha vista mettere in fila ben 23 edizioni, anche con protagonisti di livello internazionale come il compianto tedesco Georg Plasa e gli austriaci Andreas Gabat e Karl Schagerl, primi nel 2014 e 2016. In questi quasi cinque lustri di gare l’Alpe del Nevegàl ha celebrato le gesta di autentici campionissimi come Franz Tschager, vincitore nel 1995 e nel 1997, Pasquale Irlando (1996) e Mauro Nesti, che nel 1999, proprio qui, colse l’ultimo assoluto della sua ineguagliabile carriera. Sul traguardo dell’Alpe si sono esaltati anche piloti veloci e titolati come Andrea De Biasi (2002), Roberto Ragazzi (2005), Omar Magliona (2007), David Baldi (2008), Mirco Savoldi (2010), ma più di tutti hanno scritto momenti memorabili due piloti-simbolo della velocità in salita, entrambi capaci di eguagliare il record di successi di Ezio Baribbi con quattro assoluti: il trentino Christian Merli (2004, 2006, 2013 e 2015) e il trevigiano Denny Zardo (2009, 2011, 2012 e 2017).

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