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PIRIA: GRAZIE ELIA, TORNO PRESTO

Terrificante crash a 150 orari per il campione calabrese slalom, con una carambola innescata da un guasto tecnico. Dallo scillese, parole di ringraziamento per la bontà del telaio. Evento che ci spinge a ribadire i nostri messaggi sulla sicurezza di auto e percorsi.

 

Diceva Enzo Ferrari, commentando le uscite di strada dei suoi collaudatori sull’Abetone, che chi va al mulino si infarina..poche ed eloquenti parole, che sintetizzano i rischi connessi nel motorsport.

Slalom del’Isola di Dino, 10 dicembre 2017: Gaetano Piria affronta un rettilineo della prima edizione di questa nuova gara a birilli, sta viaggiando a circa 150 orari. All’improvviso cede un uniball, stagionato da sette anni di sollecitazioni, si strappa di netto la ruota posteriore destra e la macchina punta in diagonale contro il muro, per poi rimbalzare contro il rail ed il muro altre volte in pochi istanti. I colpi sono forti e ripetuti in sequenza ravvicinata. Della sua Elia non resta molto da prendere, motore e poco altro, mentre il pilota rimane fortunatamente incolume, solo ammaccato ed indolenzito: “Voglio ringraziare la Elia Corse per aver realizzato una vasca tanto robusta, che mi ha protetto molto bene nel mio incidente. Non ho potuto fare nulla, ho sentito la macchina che si abbassava dietro d’un colpo, come un diavolo puntava il muro fuori controllo e rimbalzava da un parte all’altra..il telaio ha avuto qualche danno, ma riparabile. Abbiamo concordato con Elia la messa in dima del traliccio e la fornitura dei bracci, il motore non ha subito colpi importanti e voglio rimontarla prima possibile. Meno tempo passa prima di risalire in macchina e meglio è. Cerco foto e video dell’incidente, se qualcuno ne ha mi contatti, perché la mia telecamera non ha funzionato bene e quella di Casillo non ha ripreso quasi nulla. Ringrazio tutti per la vicinanza e dò loro appuntamento a presto. Tornerò presto.”

Il crash di Piria, dà il La a certe considerazioni che il nostro sito rimbalza da anni: 

  1. L’utilizzo del collare Hans, dall’anno prossimo finalmente obbligatorio ma non per tutte le classi, che avrebbe potuto evitare tante conseguenze in passato e dovrebbe trovare totale e indiscutibile applicazione in ogni tipo di evento a motore.
  2. L’assoluta ed inderogabile necessità di non lasciare rettilinei sprovvisti di protezioni laterali continue, totali e non contundenti, pensando erroneamente che le uscite di strada possano riferirsi solo alle curve. I percorsi non rispondenti a queste dotazioni, non devono essere omologati, a dispetto ai qualunque pressione politica o federale.
  3. Il controllo annuale da parte dei piloti, dei vincoli, dei giunti e degli snodi delle loro vetture, poco attenzionati rispetto ad altri componenti più appariscenti, ma invece altrettanto se non maggiormente incisivi in termini di sicurezza.
  4. Una maggiore sensibilità dei piloti verso il tema della sicurezza, in quanto molti di loro sono più affascinati da carene scintillanti e alleggerimenti con materiali nobili, che dal tema della sicurtà.

Dove non arriva il deficitario legislatore, arrivi l’attenzione di ogni driver, che troppo spesso si comporta assurdamente, come se il rischio non fosse il suo.

Francesco Romeo

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