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Intervista a…: Ivan Lizzio

Intervista al forte pilota Acese, Ivan Lizzio, che ci racconta i suoi progetti per questo 2018 e non solo…

– Ciao Ivan, la nostra classica prima domanda, Chi è Ivan Lizzio? Come hai cominciato a correre?

Ivan Lizzio è un bimbo che, cresciuto con papà e fratello, ha vissuto già da piccolo i motori e le auto da corsa. All’età di 8 anni ho iniziato stressando mio padre ad assaggiare la guida, a poco più di 9 anni, quando mio padre veniva a prendermi a scuola, mi faceva guidare fino a casa e fu così che nel 1994 all’apertura della pista S. Venera, all’età di 10 anni, ho guidato il mio primo kart. Ricordo molto bene la mia prima vittoria avvenuta su un Go-Kart, nella categoria 125 Rok, all’età di 21 anni, alla mia terza esperienza in pista.

– In questi anni abbiamo ammirato le tue gesta in varie specialità, quali cronoscalate, slalom e pista…Quale preferisci di più? Perché?

Pista ed è semplice, li vinci di piede e di testa con un pizzico di carattere. Vi sono momenti in cui devi usare la strategia mentre altri in cui devi usare il piede, mentre nella parte conclusiva, in cui hai in mano la vittoria, devi usare solo la testa.

– Oltre alla fida Minicar, hai provato altre vetture? Se si quale?

Ho provato la Fiat 500 1150 ed anche una Osella PA21/S, quest’ ultima la ritengo la vettura da corsa per eccellenza, poiché non ha bisogno di correzioni in ingresso ed è molto affidabile in frenata ed i cavalli non mancano sicuramente.

– Quante gioie e dolori, ti ha dato questo sport?

Diciamo che ho avuto più che dolori molti dispiaceri, ma bastano le poche gioie per compensare i tanti dispiaceri ricevuti negli anni per le varie sfortune. Come quella di Pergusa del 2017, dopo una bella rimonta, ho dovuto abbandonare all’ultimo giro per l’incidente non causato da me, mentre ero al comando. Tenevo molto a regalare una vittoria al mio team ed a tutti i siciliani che hanno fatto il tifo per me quel giorno.

– Dal punto di vista della sicurezza, si potrebbe fare qualcosa in più oppure siamo arrivati ad un livello tale da ritenerci soddisfatti? (Ovviamente non solo dalla parte di voi piloti, bensì se hai qualcosa da ridire sulla sicurezza dei commissari, fai pure)

Per quanto riguarda la pista, la sicurezza è molto elevata soprattutto quando vai a gareggiare in circuiti di livello, vedi Vallelunga, dove si raggiunge quasi il top. Al momento vedo molto pericolose le cronoscalate, sia per il pubblico sia per i commissari di percorso. Per quanto riguarda le vetture, le nostre un po’ per la velocità, un po’ per le protezione direi che siamo già ad ottimi livelli, anche se non vedo di buon occhio il fatto che si sia abbassato il peso delle auto.

– Tornando al discorso peso, cambieresti qualcosa nel regolamento attuale?

Si, riportare il peso a 630kg, vi sono troppe parti in resina e carbonio, quindi meno componenti in lamiere che assicurano la vettura durante i vari impatti, non dimenticando che dal punto di vista economico è molto dispendioso per chi vuole preparare una minicar.
 
– I tuoi progetti per questo 2018?

Semplice, Correre!!! Magari vincendo il Campionato Italiano “Le Bicilindriche” Pista…! Ma sicuramente non abbandonerò le salite, sarò ai nastri di partenza della 20° Giarre Milo e della 61° Monti Iblei, dove vorrò primeggiare in ambedue le manifestazioni.

– Ti ringrazio per il tempo che ci hai dedicato e ti faccio un grosso in bocca al lupo per questo 2018.

Ed io ricambio a te e tutto lo staff de ilTornante.it, che sia un formidabile 2018 sotto tutti i punti di vista…magari potremmo raccontare di come si possa diventare campioni italiani…!

di Daniele Giuffrida

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