WEC

24 Ore di Le Mans 2026: Aston Martin sogna l’impresa con la Valkyrie Hypercar

Adam Carter carica The Heart of Racing prima della Sarthe: dopo il quarto posto di Spa, Aston Martin arriva a Le Mans con fiducia e ambizioni di crescita

Aston Martin arriva alla 24 Ore di Le Mans 2026 con la voglia di sorprendere nella classe Hypercar del FIA World Endurance Championship. Il marchio britannico, impegnato con il team The Heart of Racing, porterà alla Sarthe due Valkyrie Hypercar dopo il miglior risultato ottenuto finora nel Mondiale Endurance: il quarto posto conquistato dalla #007 alla 6 Ore di Spa-Francorchamps.


Il terzo round del FIA WEC 2026, in programma dal 10 al 14 giugno, rappresenta il banco di prova più importante della stagione. La 24 Ore di Le Mans resta l’appuntamento più duro, prestigioso e selettivo dell’anno, ma Aston Martin si presenta in Francia con segnali incoraggianti e una crescita sempre più evidente del progetto Valkyrie.

La Valkyrie arriva a Le Mans dopo il quarto posto di Spa

Nel round di Spa, Tom Gamble e Harry Tincknell hanno portato la Aston Martin Valkyrie #007 al quarto posto assoluto, chiudendo a soli cinque secondi dalla BMW #20 vincitrice. Un risultato che ha confermato il netto passo avanti del programma rispetto alla stagione d’esordio.

“Non potrei essere più orgoglioso dei ragazzi e delle ragazze dietro di me, che hanno lavorato così duramente per migliorare tanto la vettura”, ha dichiarato Tincknell. “Ora siamo una struttura completamente diversa rispetto a questo periodo dello scorso anno”.

Anche Adam Carter, Head of Endurance Motorsport di Aston Martin, ha evidenziato il valore dell’esecuzione del team in Belgio. La gara di Spa è stata complicata per diversi avversari, ma The Heart of Racing è stata pronta a sfruttare ogni opportunità.


“Spa è stato un evento difficile per molti dei nostri concorrenti, e questo ha creato occasioni importanti”, ha spiegato Carter. “Ma il team doveva essere pronto e capace di sfruttarle, e lo è stato”.

Il risultato avrebbe potuto essere ancora più pesante se la vettura gemella #009 non si fosse ritirata nell’ultima ora dopo un duello per la quinta posizione lungo il Kemmel Straight. Nonostante questo, Aston Martin ha confermato di essere in crescita: nelle ultime quattro gare del FIA WEC, almeno una delle due Valkyrie ha conquistato punti.

Carter: “Il team ha fatto molta strada”

Il progetto Valkyrie è ancora giovane, ma i progressi sono evidenti. La 24 Ore di Le Mans 2026 sarà soltanto l’undicesima gara nel FIA WEC per la Hypercar britannica, eppure il livello raggiunto nelle ultime uscite consente ad Aston Martin di guardare alla Sarthe con fiducia.

Carter, che in passato ha maturato esperienza anche in Formula 1 con realtà come Renault e Williams, ha spiegato quanto sia complesso costruire da zero un programma endurance al massimo livello.

“Alla fine tutto si basa sulla performance del team”, ha affermato. “Si tratta di avere le persone giuste e creare l’ambiente giusto perché tutti possano rendere al meglio. È uno sforzo enorme”.


Il lavoro svolto durante il primo anno ha permesso alla squadra di spostare l’attenzione dalla semplice costruzione del progetto all’estrazione della performance in pista. Aston Martin The Heart of Racing ha analizzato i propri punti deboli e ha cercato soluzioni mirate, concentrandosi anche su aspetti specifici come la prestazione nei giri di uscita dai box.

A Spa, entrambe le Valkyrie hanno mostrato qualche difficoltà nel portare gli pneumatici in temperatura, ma si sono rivelate particolarmente efficaci nei tratti più veloci del circuito. Un segnale interessante in vista di Le Mans, dove efficienza, stabilità ad alta velocità e velocità di punta saranno elementi determinanti.

Le Mans 2025 come punto di partenza

Aston Martin torna a Le Mans dopo un debutto incoraggiante nel 2025. Nella prima partecipazione alla 24 Ore con la Valkyrie, entrambe le vetture #007 e #009 raggiunsero il traguardo senza problemi tecnici significativi. Per Carter, quello resta uno dei momenti più importanti della prima stagione del programma.

“Le Mans è stato un momento fondamentale per noi”, ha ricordato. “L’evento è incredibilmente impegnativo, non solo per le auto, ma anche per i piloti e per tutte le persone che lavorano nel team. Concludere con entrambe le vetture al primo tentativo è stato molto speciale”.

La gara francese resta però una sfida unica. Sui 13,626 km del Circuit de la Sarthe, la Valkyrie dovrà affrontare 24 ore di stress meccanico, traffico costante, cambi di temperatura, strategie variabili e una concorrenza Hypercar mai così profonda.

Aston Martin e il sogno di tornare a vincere a Le Mans

Aston Martin non vince la 24 Ore di Le Mans dal 1959, quando la DBR1 #5 di Roy Salvadori e Carroll Shelby conquistò il successo assoluto. La Valkyrie, con il suo motore V12 aspirato non ibrido, rappresenta oggi un progetto profondamente diverso da quello della concorrenza, ma anche un richiamo diretto allo spirito più puro del marchio.

Per Carter, il legame tra Aston Martin e la competizione è parte dell’identità stessa dell’azienda.

“Il DNA di Aston Martin è stato forgiato attraverso la competizione, e questo spirito attraversa ogni singola parte del team”, ha dichiarato. “Ognuno di noi vuole vedere di nuovo le celebri ali avere successo, e stiamo facendo tutto ciò che è in nostro potere per riuscirci”.

L’obiettivo dichiarato resta quello di arrivare in Francia con l’ambizione di vincere, pur nella consapevolezza che il progetto sia ancora in fase di crescita.

“Continueremo a lavorare per capire e sviluppare la nostra piattaforma”, ha aggiunto Carter. “Se alla fine del weekend potremo dimostrare di aver fatto un passo avanti in questa direzione, allora sarà un successo”.

Una Hypercar diversa in una categoria sempre più competitiva

La Valkyrie è una delle vetture più particolari della griglia Hypercar. Derivata concettualmente da una hypercar stradale e spinta da un V12 aspirato, porta in pista una filosofia tecnica differente rispetto alla maggior parte delle rivali ibride. Proprio questa varietà è, secondo Carter, uno dei punti di forza dell’attuale regolamento endurance.

“Abbiamo sempre detto che ha senso correre solo se c’è una competizione valida”, ha sottolineato. “E la competizione in questo paddock lo è davvero”.

Il dirigente Aston Martin ha inoltre riconosciuto il merito di FIA, ACO e IMSA per aver creato una piattaforma capace di permettere a vetture molto diverse tra loro di competere nello stesso evento.

“Meritano grande credito per essere riusciti in un compito così difficile”, ha concluso Carter. “Aston Martin e The Heart of Racing hanno piena fiducia nelle istituzioni per garantirci il campo di gara più equo possibile. Siamo molto orgogliosi di portare la Valkyrie in questa sfida”.

La 24 Ore di Le Mans 2026 sarà quindi un esame cruciale per Aston Martin. Dopo aver dimostrato affidabilità nel 2025 e competitività crescente nel 2026, la Valkyrie cercherà di confermare i progressi sul palcoscenico più importante dell’endurance mondiale. Vincere resta un obiettivo ambizioso, ma la direzione imboccata da The Heart of Racing indica che il progetto britannico non è più soltanto una suggestione: è una presenza concreta nella lotta Hypercar.

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