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45^ Alpe del Nevegal: Paolo Venturi, una gara da tregenda

Si è svolta nel Bellunese la quarantacinquesima edizione della classica Alpe del Nevegal, penalizzata quest’anno da una situazione meteorologica assolutamente pessima che ne ha pesantemente condizionato lo svolgimento. A tal proposito sentiamo le dichiarazioni del pilota Paolo Venturi che ha partecipato alla gara per i colori della scuderia Trevigiana Vimotorsport sulla sua Elia Avrio ST 09 Evo 18 motorizzata Suzuki 1.400.

“ Premetto che quanto dico è solo il mio parere personale e quindi non voglio entrare in polemica con nessuno. Vorrei commentare solo l’aspetto agonistico della gara e non quindi la situazione dei piloti che sono rimasti all’arrivo in attesa della fine della manifestazione. Io credo che, tutto sommato, le partenze siano state gestite correttamente; probabilmente è stato corretto fermare le salite per la scarsa visibilità ma, quando sono partito io, che avevo il numero 32, la nebbia c’era ancora in alcuni punti ed ho quindi dovuto regolare la mia velocità in base a quanto effettivamente ci vedevo. Il punto focale a mio parere è proprio questo, io sono un pilota che corre per puro divertimento, so che nello sport che pratico c’è un tasso di rischio più o meno elevato e mi affido al Direttore di corsa il quale, se mi da lo start, evidentemente ha informazioni sufficienti a pensare che la sicurezza del tracciato sia nei limiti accettabili. Quindi in condizioni simili a quelle trovate Domenica io salgo e regolo la mia velocità in base ai rischi che ritengo accettabili, quindi non mi lamento a posteriori per avere avuto lo start.

A parte questo mio parere, sul quale so già che molti colleghi piloti non concorderanno, sono felice della mia performance e di quella della mia macchina che ho sentito davvero bene dal punto di vista dell’assetto, per contro, ho dovuto correre con la visiera aperta a causa del suo appannamento e gli occhi mi si sono riempiti di sabbiolina che arrivava dalle griglie sui passaruota che avevo lasciato malauguratamente aperte e questo non ha certo favorito la realizzazione di un buon tempo”

Un doveroso ringraziamento va agli Organizzatori, ai Commissari di percorso che hanno vissuto una giornata lunghissima e umida e soprattutto al pubblico visto che anche alle 20 di sera, c’era ancora qualcuno che ci applaudiva ai bordi della strada.

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