Interviste

A TU PER TU CON SIMONE FAGGIOLI

Intervista al pluri-campione toscano che parla del prossimo futuro.


Sornione, con quello sguardo un po’ così. Quell’espressione pacata che va a traino del titolo tricolore undici appena messo nel forziere, ormai da chiudere con le cinghie la sera per il ben di Dio a mò di Coppe sistematoci dentro. Simone Faggioli spende le parole come fossero kg da aggiungere alla sua Norma: non si discosta mai dal suo basso profilo. Ma sappiamo per certo che all’attacco frontale di Cristian Merli alla vigilia del Reventino, Fast Simone abbia reagito con un impeto interiore tipico del Re della foresta insidiato. Il trentino versione Grandi Rischi, con l’Osella FA30 ha tolto la polvere al suo record 2014, ergendosi a quota 2.36 con la monoposto torinese. Il fuoriclasse toscano ha così voluto rispondere cercando il massimo della quiete e della concentrazione per lo start di domenica: annullamento in real
2015-img-CIVM-Cronoscalata_del_Reventino-img_9874time di un evento a cui presenziare per la serata di sabato a Mantova e nessuna staffetta per prendere l’aereo da Lamezia e tornarvi la mattina dopo. Sarebbe servito sacrificare una manche di prova, ma la concorrenza faceva sudare la tuta e il titolo italiano 11 andava messo a pedigree, senza ombre o esitazioni. Il distillato di guida espresso alla bandiera verde del primo round di gara, si è consegnato all’umano visibilio scrivendo un 2.32.30 che anche i chip avranno faticato a salvare. Se in dieci edizioni il tempo del Reventino è sceso di ben 20 secondi, tanto che le furibonde galoppate delle CN4 di due lustri fa adesso appaiono come passeggiate di salute, raramente c’era stata una singola spallata a quota 4 secondi in meno in un solo anno, a parità di format di macchina. E proprio la curva di performance costantemente al rialzo della Norma M20Fc,che sta resettando quasi tutti i record a nord-sud-ovest-est del continente, innesca riflessioni sul margine residuo della barchetta di Faggioli e sulle speranze per la concorrenza di agganciare nella troposfera, lo Shuttle da montagna di Mister 19 titoli. Abbiamo chiesto proprio al sovrano delle salite, qualche ingrediente della sua straordinaria alchimia.

Simone, dopo l’ottavo titolo europeo è arrivato anche l’undicesimo tricolore. Merli ti ha reso la vita difficile come sempre, ma poi domenica hai tirato fuori dal mazzo un tempo fantastico..

“Si, è stata una bella gara, loro son partiti molto forte subito in prova, avevano già utilizzato pneumatici nuovi, poi noi li abbiam messi la domenica su un percorso molto scivoloso che faceva lavorare molto la gomma.”

Pensavi di poter scendere di così tanto nel timing?


“Sono molto felice del risultato, sono riuscito a fare un grandissimo tempo e voglio fare grandi complimenti anche a Christian e all’Osella. I miei complimenti vanno ovviamente pure a tutto il team, alla mia squadra, che mi hanno permesso di centrare un’altra grande vittoria in una stagione eccezionale, che ci ha premiati sia in Italia che in Europa. Bene così, avanti, vedremo in futuro…sono sempre bravissimi.”

Grazie al tuo talento ed alla tua esperienza sei riuscito a decifrare e a portare ancora più avanti nelle prestazioni la Norma. Un contributo determinante è stato dato quest’anno dalle gomme Pirelli. Sappiamo bene che più sale la quota prestazioni e più è difficile migliorare: dove si può intervenire per andare oltre?

“Le gomme hanno dato un prezioso contributo già da subito e con il lavoro continuo potranno crescere ulteriormente assieme alla vettura, sono fiducioso.”


Simone FaggioliQuindi avete una macroarea di intervento o progredirete con un lavoro di fine-tuning diffuso?

“Dici bene, con un pacchetto competitivo come il nostro il lavoro da fare è quello di cercare un qualcosa in più in ogni settore. Possiamo migliorarci un pò come motore e telaio ma anche come elettronica ed aerodinamica. Il margine c’è e lo dobbiamo solo esplorare. Sappiamo già che direzione prendere.”


Come si fa a mantenere alta la motivazione con tutte queste vittorie già conquistate? Negli ultimi anni la tua è stata una vera egemonia..

“Le motivazioni me li dà la squadra. Vederli lavorare con l’impegno, la dedizione, la passione che li anima è qualcosa che mi dà slancio e voglia per cercare sempre nuovi traguardi. E poi aver centrato certi risultati ad un età giovane, mi aiuta ad avere stimoli importanti.”

Analisi rigorosa quella di Faggioli, affrancata dalla sequenza impressionante di vittorie degli ultimi anni ma anzi suffragata da una situazione tecnica che conferma il suo pensiero oltre ogni possibile campanilismo: la Norma non potrà che essere ancora la stella polare delle gare in salita anche per il prossimo calendario, se pensiamo che una vettura concettualmente meno evoluta e nata nel 2008 come la grande rivale Osella FA 30, sebbene sviluppata ad intermittenza, sia ancora in grado di esprimere ottime prestazioni in un ampio range di tipologie di gara.

Il progetto Norma M20, prima di perdere l’Olimpo, ha ancora da completare la propria barra di caricamento.

Francesco Romeo


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