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AIR FAZZINO CON VISTA TRICOLORE

Un debuttante con residenza domenicale fissa nella Top Ten e dominio nella Sport Car 1600. Sangue iceberg e ambizione over, dai più tratteggiato come un nuovo Top Driver delle crono, il giovane siculo brama per l’Osella PA2000, apprezza Faggioli e sogna il ritorno in pista.


No, non ha iniziato a correre quando l’età si conta ancora con una ed una sola cifra. No, non ha imparato a leggere e scrivere su un foglio di carta, nella stessa fase di vita in cui tracciava le prime traiettorie sull’asfalto. No, non ha il copione tipico dei talenti di più conclamata griffe del motorsport, che stavano sul sedile da corsa già all’alba del loro primo lustro di esistenza. Il detonatore del suo tardivo debutto nelle gare, è stato piuttosto un simpatico ricatto. Aveva 15 anni Luigi Fazzino e dal minuto zero della propria vita extra-grembo, datato 06-09-99, gli si sviluppava dentro il fermento per la velocità. Un fermento che sentiva crescere senza flessioni di intensità, ma che teneva forzatamente quieto. Zio Vincenzo aveva un passato da slalomista e salitaro, la genetica di famiglia era quindi contaminata, ma papà Giampaolo, fervente corsaiolo anche lui, non aveva oggettivamente tempo per portare in pista Luigi. L’attività di autotrasporti è totalizzante, impegnativa, richiede presenza e risorse costanti. Luigino però covava. E covava.  Fin quando ai 15 anni eruttava come un vulcano verbalizzando un perentorio diktat al genitore, che oggi ci racconta con tono sornione: Trova il tempo per portarmi in pista, perché io non ce la faccio più e voglio correre!

Amen. Di fronte ad una tale determinazione, Fazzino Sr capì dunque che fosse ormai ineluttabile mandare in play la smania del figlio di divorare tornanti e rettilinei. Essendo già troppo tardi per dedicarsi ai kart monomarcia propedeutici, Luigi ha iniziato direttamente dai potenti KZ2 a sei marce. E come a recuperare il terreno perso in precedenza ha cominciato subito a vincere, centrando un doppio titolo regionale a ruote basse nell’ottavo di litro al top, nel biennio 2016-2017. Sempre nell’ottica di non dissipare ulteriore tempo prezioso, dopo la scintillante parentesi in kart  arrivava l’inversione delle parti in casa Fazzino, perché adesso era il genitore che chiedeva al figlio, se intendesse correre in salita. Luigi fu tormentato dai dubbi, per quel tipo di gare senza vie di fuga ma con tanti muri, che avrebbe dovuto affrontare. Ma arrivò comunque il si alla proposta paterna di correre in montagna. La vettura era già stata scelta, un’Osella Pa 21 Jr-B 1600 Suzuki seguita da Paco 74, con cui esordiva e vinceva subito nello slalom di Priolo. Non potevano essere però le gare inframezzate dalle postazioni, il continuativo sbocco di un tale geyser di velocità istintiva. La stagione 2019 in salita è iniziata quindi con l’ipoteca a tasso fisso del talento già conclamato di Luigi, che avrebbe dovuto però traslarlo anche alle temibili gare montane, tanto lontane nella loro essenza di superiore rischiosità ed improvvisazione alla guida, dalla minore pericolosità e maggiore metodicità della pista.

Gigino Superfast, con la forza di un talento formattato dalla natura ed il coraggio extra-size tipico della sua età, dimenticava però a velocità fotonica la titubanza iniziale del correre nelle cronoscalate, vincendo subito ed a volo radente sin dalle prime uscite. Secondo di classe sul bagnato a Luzzi, vittoria con ottavo assoluto a Sarnano, ancora vittoria al Nevegal col quarto posto di giornata generale, secondo assoluto a Sortino, vetta di classe ed ottava piazza assoluta a Verzegnis, ancora trono di classe ad Ascoli, ancora successo di divisione e sesta piazza finale centrate al Terminillo, a Popoli e a Gubbio, ed ancora terzo posto finale ai Monti Iblei con annesso trono di categoria, vittoria con record nell’aeronautica tappa della Coppa Nissena e trionfo di classe pure alla Alghero-Scala Piccada. Tutte d’un fiato. Inarrestabile come un BobCat, rapido come un dragster, caricato a polvere grossa in ogni domenica da corsa dall’ebbrezza del trionfo in quella precedente, il debuttante Luigi Fazzino ha digerito la stagione in salita 2019 con una disarmante velocità istintiva, affacciandosi spesso negli scarichi delle sport duemila e mettendosene alle spalle più di qualcuna e più di qualche volta,  palesando doti tali da portarlo nei pensieri e nelle parole di molta umanità da corsa, a poter diventare in futuro il nuovo Top Driver della guida in pendenza. Se la salita gli ha consentito di mostrare il suo talento nitido come uno Swarovsky, vincendo a farfalla divelta una coppa tricolore di classe E2SC-1600 in Civm , per un kartista come lui è però la pista la platea in cui vorrebbe tornare in tempi brevi, come habitat  in cui pensa di poter meglio sprigionare le proprie potenzialità, sebbene consideri il Civm una bellissima arena. Coniugando al presente, il pilota in seno al team Ibleo Karting pensa ad un passaggio all’Osella PA2000, sua probabile arma per il 2020. Le residue possibilità che Fazzino continui anche nella prossima stagione con una sport da litro e sei, si sostengono solo a condizione che il motore della sua Junior B conosca una profonda rivisitazione che lo renda più performante, al passo con i più evoluti e potenti cannoncini di mamma Suzuki, ormai iperbolici per prestazioni e costi. La celebre sport due litri di Don Enzo, configurata nella versione Evo e ben cavallata da un motorista di riferimento, aggiungerebbe certamente altri ottani alla miscela già detonante accesa dagli automatismi di guida dell’indiavolato ventenne siculo, talvolta capace di procurare veglie notturne anche a piloti di vetture più potenti. Il flashback che più ha segnato la stagione di Luigi Fazzino, è stato un curvone affrontato col gas a pavimento a Verzegnis, che gli procuro’ una distesa di Likes ed il nickname OltreIlLimite, che in tre parole racconta lo stile di guida del giovane siculo: full gas in full time. A posto così. Alla voce di cosa rifarebbe del 2019, Luigi cita proprio questo passaggio da brivido che tanto ne ha potenziato lo charme presso i tifosi, una manovra vista fare in passato al campione europeo Merli in un suo camera car con la PA2000 e che decise di emulare. Con pieno successo. Il replay di Verzegnis riprovato da Fazzino nella veloce crono di Morano però, non ha invece avuto lo stesso fortunato esito: affacciandosi in una curva ai 190 senza cambiare angolo al pedale del gas, perdeva la linea e sbatteva, lasciando il segno sulla sua Osellina ma fortunatamente nessuno su sé stesso. Non poteva che essere questo crash nella veloce gara calabra, il frame che invece toglierebbe dal film del suo 2019: più nel dettaglio però, Fazzino individua in tutto il week end della Morano-Campotenese il punto personale più basso della stagione, per un feeling con l’assetto mai sbocciato nelle varie sessioni. Guardando al suo temperamento, va da sé che Leclerc e Verstappen siano i suoi piloti preferiti in senso lato. Stringendo il focus sul Civm, la sua strada preferita è la Rieti-Terminillo mentre è Simone Faggioli il pilota che più ammira, pur riconoscendo un eccezionale valore anche a Christian Merli. Resta comunque lo stimatissimo Samuele Cassibba, l’amicone del cuore a cui non rinuncerebbe mai.

Il menù dell’Ital Salite 2020 conterà quindi su un giovane e vincente apprendista superfast, già con alcune stimmate da chef, già col palmares scritto a tre colori, già pronto prontissimo alle cronosfide a quota 2000 che verranno.


La new generation del Civm, passa anche da qui.

Foto copertina: Giuseppe Carrone

Francesco Romeo

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