
Alpine WEC 2026, fiducia per Imola dopo test positivi con la A424
Alpine arriva a Imola con fiducia dopo oltre 3000 km di test: la A424 punta al podio nel primo round del FIA WEC 2026.
C’è una differenza sottile ma decisiva tra arrivare preparati e arrivare pronti. Alpine Endurance Team vuole partire da Imola con la seconda consapevolezza. Dopo un inverno costruito su chilometri, dati e sviluppo, il team francese si presenta al via del FIA World Endurance Championship 2026 con una fiducia concreta, maturata più nei test che nelle dichiarazioni.
Il riferimento è chiaro: il podio conquistato dodici mesi fa all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari, uno dei tre risultati di rilievo del 2025 insieme alla vittoria storica di Fuji. Ma l’obiettivo, questa volta, è alzare ulteriormente il livello.
Test intensivi: oltre 3000 km per capire la A424
La preparazione Alpine è stata metodica. Dopo i primi chilometri a Portimão, la squadra ha spinto il lavoro su MotorLand Aragón, accumulando oltre 3000 km in configurazione 2026.
Non si è trattato solo di macinare distanza. Il programma ha toccato tutti i punti chiave della Hypercar: aerodinamica, assetto, affidabilità e gestione degli pneumatici. Elementi fondamentali in una categoria dove la differenza non si gioca sul singolo giro, ma sulla capacità di mantenere performance e costanza per ore.
Il team principal Philippe Sinault ha sottolineato come il lavoro svolto in formato endurance, con simulazioni su 24 ore, abbia permesso di ottenere dati molto più rappresentativi rispetto ai test tradizionali. Un passaggio cruciale per affinare correlazione tra simulatore e pista.
Il rinvio della gara in Qatar, inizialmente prevista come opening round, ha inoltre dato ad Alpine un vantaggio inaspettato: più tempo per rifinire il pacchetto prima del debutto stagionale.
Line-up solida e integrazione rapida dei nuovi
Sul piano umano, Alpine ha puntato sulla continuità affiancata a innesti mirati. La #35 vedrà ancora protagonisti Charles Milesi e Ferdinand Habsburg, affiancati dal ritorno di António Félix da Costa.
Sulla #36, invece, spazio al blocco francese con Jules Gounon, Frédéric Makowiecki e il giovane Victor Martins, alla sua prima vera stagione nell’endurance.
Il direttore sportivo Nicolas Lapierre ha evidenziato come l’integrazione dei nuovi piloti sia stata rapida e naturale. Un aspetto tutt’altro che secondario, considerando quanto il lavoro di squadra incida nelle gare di durata.
Imola come banco di verità
Il debutto stagionale alla 6 Ore di Imola del 19 aprile non sarà solo il primo round, ma anche il primo vero banco di prova per capire se la A424 ha fatto il salto atteso.
Alpine arriva con basi solide: chilometraggio elevato, dati chiari e una direzione di sviluppo definita. Ma in una Hypercar sempre più competitiva, dove ogni costruttore ha alzato il livello, servirà qualcosa in più della sola preparazione.
Servirà trasformare il lavoro in prestazione.
E proprio per questo, Imola diventa molto più di una gara di apertura: è il primo momento in cui Alpine potrà capire se il 2026 sarà davvero la stagione della consacrazione.



