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Andrea Raimondi trionfa a Franciacorta, resta aperta la lotta al titolo 2019 del Time Attack Italia

A distanza di due anni, Andrea Raimondi è tornato di forza alla vittoria nel Time Attack Italia: il campione 2016 si è imposto nel quarto appuntamento della stagione 2019 sul circuito di Franciacorta, battendo il campione in carica Serse Zeli in un testa a testa durato per l’intera giornata.

Con la sua Subaru Impreza di classe Extreme 4WD, Raimondi ha ottenuto il miglior tempo già nel Turno 2 di qualifica, 1’08″883, superando la Mitsubishi Lancer Evo X del rivale svizzero. Nella sfida decisiva del Superlap, Raimondi ha abbassato ancora il limite aggiudicandosi la vittoria in 1’08″804, 223 millesimi più veloce a Zeli. Grazie a questo successo Raimondi ha tenuto aperta la lotta per il titolo assoluto portandosi a 420 punti, contro 520 di Zeli che resta comunque leader. Si deciderà tutto nella tappa finale di Imola, con la possibilità prevista dal regolamento di scartare la peggior gara.

Alle loro spalle, a completare il podio assoluto è stato il campione 2017 Andrea Gazzetti (Lotus Exige V6), che chiudendo davanti a Marco Iacoangeli (BMW Z4 GT3) ha ottenuto anche la vittoria in Extreme 2WD. Con loro sul podio di categoria è salito Giovanni Rivolta, al volante della Honda Civic TCR. La top 3 della Extreme 4WD, dietro a Raimondi e Zeli, è stata invece completata da Manuel Gadeschi (Subaru Impreza).

L’evento sul tracciato bresciano ha incoronato i primi campioni 2019 di classe, a cominciare da Simone Barri (BMW 335) nella Pro TB. Per lui, anche a Franciacorta punteggio pieno tra Qualifica e Superlap, davanti a Daniel Nagl (Lotus Exige) e Gianluca Donnello (Fiat Punto). Titolo per Matteo Parzani (Mini GP Garage) nella Pocket Rocket TB, mettendosi alle spalle le wild-card “Merry” (Renault 5 GT Turbo) e Matteo Gualandi, anche lui sulla Mini GP Garage.

Nella Street Limited, Cesare Bassanini si aggiunge nell’albo d’oro con la sua Abarth 500. A Franciacorta, l’eveltico ha siglato il miglior crono nel Turno 2 ma è stato superato nel Superlap da Moris Dedé (Mini Fast Garage), con Parzani terzo dopo aver affrontato due categorie. Anche Roman Ritzmann (Toyota GT86) ha perso l’imbattibilità stagionale in Street RWD, chiudendo alle spalle di Riccardo Calcaterra (Nissan 350 Z) nel Turno 2 e del vincitore di tappa Giacomo Pinzoni (BMW M3 E46) nel Superlap, ma il doppio secondo posto gli ha dato comunque la certezza matematica del titolo Marco Ulivi (Radical SR3) è invece campione Proto avendo avuto la meglio su Stefan Raffeiner (ATR).

Primo trionfo dell’anno targato Ferrari nella divisione Supercar, anche questa volta la più nutrita al via. Merito di Danilo Paoletti, il più rapido nel Superlap con la sua 488 Pista, davanti alla vettura gemella di Max Froio. Sul giro secco sono riusciti entrambi a superare il leader di classe Gianluca Giorgi (Porsche 911 GT3 RS), in vetta nella Qualifica, che consolida in ogni caso il primato in graduatoria. Giorgi si è preso inoltre la coppa dedicata alle auto marchiate Porsche, davanti a Fabrizio Antonuzzi e Davide Stabellini. Fra le Dallara Stradale si è imposto Andrea Levy davanti ad Alexander Stewart e Roberto Rondinelli. Tra le Rosse di Maranello, terza posizione per Mario Bigo.

In Extreme NA, Simon Hatzipantelis (Honda Civic) è tornato in cima battendo Omar Valentini (BMW M3 E46) e Massimo Navatta (Ginetta G50). Saranno proprio loro a essere impegnati in una tiratissima volata a tre per il titolo, in cui è quasi impossibile fare pronostici. Grande reazione in Pocket Rocket NA del campione in carica Lorenzo Gariboldi (Citroen Saxo VTS): risolti alcuni problemi tecnici, nel Superlap si è preso la prima posizione superando Fabrizio Sacco e Stefano Casero, che mantiene però il comando della classifica.

Bella lotta nella Street FWD, con il primo successo 2019 di Claudio Arena (Honda Civic) seguito da Daniele Monsalvati (Renault Megane) e da Ievgen Rakhamilov (Honda Civic). Arena rientra così nella caccia al titolo, guadagnando molti punti su Alex Rasetta, Chrisman e Christian Santaera, questa volta rispettivamente sesto, settimo e quinto.

Dino Cicala (BMW M3 E46) vincendo in Superstreet ha recuperato terreno prezioso su Davide Barbariol (Alfa Romeo 4C), secondo. Con loro sul podio lo slovacco Rudi Gale (Alfa Romeo 4C), mentre in Street 4WD c’è l’allungo di Devid Robustelli che ha preceduto i diretti avversari Elvio Guzza e Alfredo Allegrini, tutti su Mitsubishi Lancer IX.

In Super 2000 ha trovato la vittoria Andrea Villa (Honda Civic), capace di mettersi alle spalle il capoclassifica Jacopo Battisti (Honda S2000) e l’ucraino Rakhamilov, sempre impegnato in due gruppi con notevole spirito competitivo. Nel trofeo Historic, riservato ai modelli prodotti entro il 1989, Mauro Buono (Fiat X1/9) ha vinto davanti a Pierantonio Macola (Porsche 930) e Alfredo Pietrarota (Porsche 964).

Il 27 ottobre l’Autodromo “Enzo e Dino Ferrari” di Imola ospiterà la quinta e ultima gara dell’edizione 2019 del Time Attack Italia, che decreterà i campioni di tutte le altre categorie.

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