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ARAGONA: IL PENTACAMPIONE PART TIME

Sviluppi e programmi per il 2017, del tricolore in carica della classe E1-1600. Il suo top è la Sila Grande, ma il desiderio la Santo Stefano-Gambarie.

A un certo punto del cammin di nostra vita, ti ritrovi a non voler contare solo coppe e vittorie. Il tempo e le risorse barattate alla famiglia, non sono più un must irrinunciabile. Piuttosto, non devono prosciugare le energie economiche personali e soverchiare l’ineluttabile esigenza di trascorrere del tempo con  i propri eredi. La contabilità da corsa di casa Aragona non lamenta certo miseria, arricchita com’è da titoli italiani salita quante le dita di una mano, da un centinaio di corse vinte e da un paio di altri titoli mancati di un amen. Per tutto questo, la prossima stagione di gare vedrà l’ingegnere superfast impegnarsi in forma solo parziale nel circus: sarà Tivm se resteranno le attuali risorse economiche autoctone, sarà ancora Civm se invece arriverà finalmente qualche agognato sponsor. Troppo dispendioso affrontare in proprio almeno una decina di trasferte l’anno: serve avere un aiuto esterno. Questo l’Aragona pensiero model year 2017. Quanto alla 106, qualcosa declinato al prossimo anno è già stato fatto e qualcosa si farà presto: i ragazzi della Fastronik hanno già da tempo montato e settato l’ultima evoluzione del loro cambio al volante, guadagnando la piena soddisfazione del campione in carica della E1 da litro e sei per velocità e funzionalità dell’impianto, anche nel più gravoso dei passaggi marcia in salita o discesa.

Altri step in officina riguarderanno alleggerimenti ed affinamenti di contorno, con l’avvicendamento di parti ora metalliche con inserti di carbonio, giusto per affinare e snellire insieme. Ogni auto da corsa vincente infatti, è sempre il compendio di piccoli e grandi interventi.

La tradizione made by Aragona Team del fare carrozzeria e motore insieme è la rinomata specialità della casa, ma per ora il cuore Peugeot  non subirà rialzi. Il 4 in linea di papà Franco accontenta il figlio Giuseppe, corposo e reattivo com’è a tutti i regimi: “Il mio motore non è il più esplosivo in assoluto, ma mi sento di poter dire di preferirlo rispetto a tutti, per un semplice motivo. Qualunque sia il regime, riempie sempre bene. Altri propulsori magari ne hanno più sotto o più sopra, ma non so quanti siano sempre in tiro con una bella schiena di erogazione come il nostro. Alla fine, è proprio questo quello che cerca un pilota in salita. Un giorno gli metteremo mano per rinfrescarlo, ma finora ha macinato tanti impegni senza segnare il passo in nessun modo. Resta un punto forte della mia 106.”

Quanto alle salite in cui misurarsi nei prossimi mesi, dubbi zero: La mia preferita resta sempre la Sila Grande. Un fascino unico, così come l’Etna. Mi piace Morano, si, non amo molto il Reventino e aspetto con grande curiosità di vedere se si correrà la Santo StefanoGambarie. Nel caso io ci sarò. Una gran salita vecchio stile, per uomini veri, con tutto quello che ci dovrebbe essere in una salita.

Francesco Romeo

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