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ARAGONA RINFRESCA LA 106

Aggiornamento tecnico mirato per la compatta francese, per la prima volta completamente auto-assemblata dal sei volte tricolore di classe di Villapiana.

Da tredici anni la stessa scocca e da tre il medesimo motore. Gli elementi di base di una delle 106 più titolate d’Italia non hanno conosciuto sostituzioni o rialzi in quasi tre lustri di gare, segno della sapiente costruzione ed evoluzione, alla base dei loro risultati in questa lunga e scintillante epopea. La presa di forza però, il quattro cilindri in linea realizzato da papà  Franco Aragona e gestito elettronicamente da Santo Pettinato, veniva da un tris di annate di super lavoro e necessitava di una revisione che ne restituisse prestazioni ed affidabilità, a piena barra di caricamento. L’esito dello smontaggio del propulsore francese ha mostrato una parte bassa quasi intatta, con le parti in movimento e le pareti del propulsore in condizioni ancora ottime per un motore chiamato a sopportare tante sollecitazioni nella doppia fase ed elevate rotazioni di picco. Gli interventi di rialzo si sono così concentrati sulla parta alta del cuore: le molle apparivano ormai stanche, non più in grado di garantire le giuste quote elastiche di progetto e sono state così sostituite, così come le fasce elastiche, le bronzine e le candele. Anche la testata ha ricevuto un lavoro di ripristino e lucidatura dei passaggi, parzialmente ostruiti dalla inevitabile sedimentazione del residuo dei comburenti. Un super-tagliando insomma, che ha fatto certamente bene ad un motore conosciuto ed apprezzato per il suo bilancio prestazionale: “La nostra forza è sempre stata l’equilibrio. Noi non abbiamo mai avuto i numeri di potenza e coppia che vediamo oggi in circolazione e che mi fanno restare un po’ perplesso. Il 4 cilindri che ha realizzato papà Franco in collaborazione con Santo Pettinato per l’elettronica è sempre andato forte senza essere il più potente in assoluto, ma con un erogazione ampia e robusta ad ogni regime ed una affidabilità dimostrata da tante stagioni senza noie. Credo sia la ricetta più premiante e vogliamo continuare su questa strada. Ho deciso di revisionarlo per avere un margine di affidabilità più ampio, in quanto ogni componente meccanico ha una vita utile di servizio e non bisogna avvicinarsi troppo alla sua capacità strutturale, ma il motore andava ancora bene, aveva solo perso un pelino di smalto, però niente di trascendentale.  La novità di quest’anno è che dopo averlo fatto revisionare ai due gran veterani, adesso lo monterò io sulla macchina, per cui se perderò il motore per strada sapete di chi sarà la colpa!” (ride di gusto ndr).

Non solo motore comunque sulla Peugeot 106 tricolore in carica, ma anche una serie di micro-interventi sulla scocca, di quelli a cui l’esatricolore di classe ci ha abituato negli ultimi anni: “Lavorando di cesello sul telaio, perlopiù dal lato del pilota che è la zona in cui più risulta fruttuoso limare qualcosa, sono riuscito a semplificare dei passaggi e dei componenti, così credo di aver limato altri 3-5 chili sul peso complessivo, che stava attorno ai 723-725. Decrementi che non ti cambiano la vita, ma che male certamente non fanno. Io ogni anno qualcosina la faccio, osservando e smanettando, materiale su cui lavorare lo trovo sempre. Sono piccoli step in un collage funzionale, ma gli avversari sono fortissimi e non si può assolutamente abbassare la guardia. Il cambio FastTronik e l’assetto ad esempio sono ok , restano assolutamente quelli implacabili dello scorso campionato. Non posso chiedere di meglio.”

Quanto al programma sportivo, come ogni inizio anno si salperà dal porto senza un orizzonte preciso ma navigando secondo le correnti utili, fase dopo fase del Civm. Questo 2018 però, racchiude la più bella delle variabili possibili sul programma di un uomo e di un pilota: “Come ben sai Francesco, ogni anno valuto quanti soldi possa devolvere alle gare e così farò sempre. A breve arriverà il secondogenito Matteo, un nome voluto da mio figlio Kekko. Priorità a questo, poi tutto il resto. Vedremo. Quello che potrò farò, se potessi correrei sempre. Intanto speriamo che non venga giù il motore…ahahah…”.

Francesco Romeo

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