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ARICO’: CAMPIONE A FORZA DI BRACCIA

Jolly organizzativo prezioso ed instancabile dello staff Piloti per Passione, questo ragazzo ha costantemente migliorato le sue performance negli anni. Ora punta al calabrese slalom di N1600 e alla Coppa Italia, dopo il record e la sonante vittoria di Oppido Mamertina.

La splendida famiglia da corsa in cui subentrava, conosciuta con l’avvento nella sua vita di Elisa, moglie e madre della meravigliosa Matilde, sua più bella bandiera a scacchi quotidiana, era quella di Giuseppe Denisi, che a Reggio Calabria ha scritto e continua a scrivere copioni importanti come organizzatore di quelle appassionanti gare che dopo un fastoso passato, grazie al team Piloti per Passione, sono state strappate all’oblio degli anni scorsi per arrivare all’oggi titolate, partecipate e soprattutto rispettate. Giuseppe Aricò iniziava a correre dodici anni fa, quando ancora in questo team reggino era maggioritaria la quota di partecipazioni alle salite, piuttosto che agli slalom. In Sicilia come nella dirimpettaia Calabria insomma, Aricò le gare che contano le ha corse quasi tutte e con quelle si è costruito nel tempo, un identità di pilota. Senza mai smettere di essere una pedina imprescindibile per il team Piloti per Passione, di cui è una forza lavoro instancabile in fase organizzativa, prima che un pilota di elevato e costante rendimento. Un doppio ruolo, che assolve con passione e generosità verace. Col tempo e le inesorabili esigenze di famiglia e lavoro, la tendenza, comprensibilmente, è stata quella di rivolgersi quasi totalmente alle meno impegnative e pericolose gare a birilli, preferite anche dal suocero per la quota rischio inferiore. Giuseppe ha anche stretto la mano al pericolo di persona, quando in un’edizione dello slalom di Bronte incappò in un crash abbastanza serio, che fortunatamente ebbe grosse ripercussioni solo per la macchina. Un evento che non fu però un crocevia esistenziale, non avendo fortunatamente intaccato la sua fame per punti di corda, staccate a tampone e dribbling fra le postazioni.

Nel 2010 questo ragazzo di Calabria, prendeva così residenza nell’abitacolo di una nuova Peugeot 106 N1600, ancora oggi con lui, che nel tempo sarebbe stata seguita e aggiornata in misura sempre maggiore dal quel totem di nome Ninni Fossato, uomo assolutamente prezioso per buona parte della Reggio Calabria da corsa prima, durante e dopo le gare. Ed il palmarès che Aricò ha saputo contabilizzare con questa compatta francese, racconta di una ventina abbondante di vittorie di classe, comprese due nella temibile cronoscalata fra Santo Stefano e Gambarie, una delle salite cult meridionali, senza dimenticare i molteplici arrivi nella Top Ten di tante classifiche assolute di gara. Velocità, ma anche ripetitività delle performances: i due addendi, che solo sommati restituiscono un pilota di valore.

La compatta transalpina, appena rinfrescata da Fossato e settata elettronicamente dallo specialista Ferrara, ha accompagnato recentemente Giuseppe Aricò in una delle sue migliori domeniche da corsa, quando ad Oppido Mamertina abbassava il record precedente di oltre due secondi e si prendeva la vetta di classe con assoluto merito, corroborando perlopiù il risultato con più sessioni sullo stesso passo da vertice e soprattutto con una scintillante diciassettesima posizione assoluta. Un risultato eccellente, alla luce dei 70 partenti e della competitività dei piloti presenti. Un piazzamento inoltre, che senza un birillo colpito nella sessione migliore fra le tre, gli avrebbe procurato uno score ancora più appagante. Le avvisaglie della sua sempre crescente competitività si erano conclamate prepotentemente già a Pignola, recente tappa della Coppa Italia in cui è secondo di classe, quando pur col cambio dapprima soltanto indurito, poi completamente bloccato e in extremis reso più o meno funzionante da un intervento alla Mc Gyver del solito Fossato, riusciva a stare ad un respiro dal podio di categoria. Ed anche il campionato calabrese slalom, promosso dall’Aci Catanzaro, lo vede al comando della classifica provvisoria di divisione.

Sospinto da un fermento personale e circondato da un ambiente tanto sano quanto declinato alle corse a 360 gradi, Giuseppe Aricò punta ora le quattro gare residue del campionato regionale per regalarsi quella coppa di classe che il suo percorso sportivo, i suoi sforzi dentro e fuori il cockpit e la sua caratura agonistica attuale, hanno dimostrato di meritare.

Costantemente circondato dall’affetto e dal garbato ma ferreo sostegno del team Piloti per Passione, che come clichè innato resta un gruppo attento alla sfera personale dell’uomo dentro il casco, prima ancora che del pilota oltre le fotocellule.

Francesco Romeo

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