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BOTTURA: PERCHE’ HO SCELTO IL TURBO

Una carriera poliedrica come poche per il veterano trentino, che dopo esperienze e titoli con pregiate barchette sport e monoposto formula, ci racconta cosa lo abbia spinto verso il complesso ma affascinante progetto Osella PA2000 sovralimentata.

Una stupefacente carrellata di sportcar, anche storiche, con pochi omologhi nel circus montano delle gare. Adolfo Bottura di auto da corsa ne ha conosciute tante, spesso senza tetto addosso, ricavando da esse vivide soddisfazioni, come i titoli tricolore di classe o le vittorie che impreziosiscono il suo curriculum. Mentre ci interfacciamo con lui, è da poco rientrato da un campus di guida sul ghiaccio, organizzato dall’Audi in Trentino. Non il primo che facesse. Uno degli aspetti più caratteristici e apprezzabili di questo decano del motor sport infatti, è la voglia di aggiornare continuamente la propria tecnica di guida attraverso anche dei meeting di controllo del mezzo su fondi viscidi, i più formativi per affinare il proprio bagaglio di pilotaggio. Una flessibilità non comune e che gli rende merito: “Non mi considero un campionissimo, ma credo di essere un pilota che ci sa fare. Non disdegno mai la possibilità di confrontarmi e migliorarmi e di conoscere aspetti nuovi che mi possano completare.”

Il nome/cognome Osella Turbo, detiene al tempo stesso una carica di fascino e di impegno rilevante, di cui è ben consapevole Adolfo Bottura: “So bene che per interfacciare la meccanica sovralimentata al resto della macchina servirà metodo e tempo, ma credo di aver maturato la necessaria esperienza e sensibilità per portare avanti lo sviluppo. Ho fiducia di Giuseppe Mauriello e il mio ottimismo è ulteriormente corroborato dal fatto che sulla mia macchina ci abbia messo mani Enzo Osella in persona, una garanzia tecnica di livello assoluto.”

Se il ruolo del pilota-possessore Adolfo Bottura è assolutamente centrale nel progetto della PA2000 sovralimentata, la sinergia con Michele Fattorini per ricavare delle indicazioni importanti sulla crescita della macchina, è uno degli aspetti del programma: “Le prime uscite le faremo a Magione, anche per saggiare la risposta del motore agli alti regimi, così qualche sessione in pista la condividerò con Michele Fattorini, che come team ufficiale mi segue tecnicamente per questa vettura. Lui è un pilota giovane, veloce e con un bagaglio tecnico già tanto variegato, da risultare importante per lo sviluppo. Per quanto attiene alle uscite in salita saranno esclusivo appannaggio mio, proprio perché la PA2000 va parametrata al mio stile di guida e alle gare per le quali l’ho acquistata. L’obiettivo è di crescere con metodo, durante tutta la stagione.”

Adolfo Bottura vanta già una considerevole esperienza, anche sulle sport più performanti di casa Osella: “Guidare la FA30 è stato sicuramente appagante, ha aggiunto  tanto al mio bagaglio di pilota, ma l’impegno fisico e mentale è senz’altro rilevante. La 30 è relativamente pesante, molto larga, richiede estrema attenzione anche solo per valutare esattamente i cambi di direzione e dove si mettono le ruote, il carico aerodinamico si fa sentire in termini di direzionalità ma è anche esigente dal punto di vista fisico. A 56 anni voglio una macchina più gestibile e leggera, una via di mezzo fra la Junior che ho anch’essa guidato, auto ottima ma con motore un po’ vuoto in basso e la potentissima 30. Credo che il compromesso di mettere il turbo sulla PA2000 sia la formula più interessante per correre qualche stagione. Mi affascina molto il fatto di doverla sviluppare, è un ruolo che mi dà slancio per i prossimi mesi. Il rapporto peso/potenza è ottimale, il carico della macchina notoriamente notevole, starà a noi lavorare mettendo a frutto le capacità e le esperienze di ognuno.”

Una svolta importante nella carriera del pilota trentino: “Aspetto con entusiasmo di salire in macchina, è una soddisfazione che mi merito. Ho sempre portato avanti le mie attività con grandi sacrifici, ho affrontato l’investimento esclusivamente con risorse personali e per qualunque cosa fatta, devo dire grazie solo alla persona che vedo allo specchio ogni mattina. Correrò accompagnato dalle mie risorse, dalla mia passione e dal valore tecnico di chi mi sta attorno.”

Francesco Romeo

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