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BRUNO CRUCITTI: “PIEDONE” TORNA FRA NOI

Ad 11 anni dall’ultima intervista e a 12 dall’ultima gara, uno dei piloti turismo più famosi e vincenti del trentennio, rompe il silenzio e ci rivela: “Torno a correre, sono pronto”.

La luce in fondo al tunnel, gli scacchi dopo il curvone, la felicità dopo il buio. Oltre due lustri lontano dalle sue corse, quelle che lo elevavano a primattore con l’Alfa 33 prima e la Peugeot 106 dopo, a traino degli inizi con Fiat 126 e Peugeot 205. Vittorie, tricolori di classe, record, divorati come un bulldozer: nel curriculum disegnato su fondo a scacchi di Bruno Crucitti, al secolo Piedone, non è mancato nulla di queste luci della ribalta. Conosciuto e riconosciuto da est a ovest e da sud a nord, vanta ancora molti followers fra chi le corse in salita le segue da tanto e le ama da sempre. Da qualche tempo si dedica a rendere più veloci due suoi cavalli, con i quali sta collezionando successi a ripetizione come nelle corse senza zampe ma con le ruote, che conosce e che lo conoscono bene. Un’epopea la sua, vissuta avendo accanto sempre il preparatore Enzo Di Stefano, suo fedele tutor tecnico in tutte le annate: Fra quelli che conosco io Enzo è il migliore, senza offesa per nessuno. Ha i suoi tempi lunghi, a volte ti chiedi quando te la dia, non vuole che tu gli faccia fretta, ma quello che esce dalle sue mani, vale oro. Solo e solo di lui, mi fido. Adesso la mia macchina la curerà di assetto Angelo Guzzetta, altro bravo ragazzo e professionista. Secondo me in questo momento Angelo è il più veloce di tutti, con le turismo. Una gruppo A pesa 180 chili più di una E1, ha una ventina di cv in meno eppure lui gli arriva a un secondo, un secondo e mezzo. Io fossi negli altri, mi farei qualche domanda..Una E1 o una SuperSalita di un tempo, come volete chiamarla, sono sempre state auto molto performanti. Io la mia non la tocco perché dovrei tagliarla e stravolgerla e non vale la pena, correrò ancora in A per divertirmi.

Fra gli avversari del tempo, Piedone ne cita parecchi: Regis, Sambuco, ma soprattutto Bindi e Chirico, che erano i due più veloci, secondo me. Fra quelli di oggi noto l’equilibrio della macchina di Peppe Aragona e la sua guida molto pulita. Non ha un gran motore come potenza, ma almeno è corposo ad ogni regime. Lui viaggia bene e ha la macchina più inquadrata di tutti, nel complesso la migliore, per questo fa risultati. Domenico Chirico ha vinto più di quanto avrebbe potuto con quella 106 nervosa che ha, secondo me. Il motore gli canta, ma non è il mostro di potenza che alcuni dicono sia. E’ buono, attenzione, ma si può fare di meglio. Vincere col cambio ad H contro questi di ora al volante, non è facile. Non va dimenticato. Comunque se Domenico vuole avere ancora successo, quella macchina se la deve dimenticare e la deve migliorare tutta, di sana pianta. Io torno a 59 anni e resto con il cambio ad innesti frontali, sono uno della vecchia scuola, ho voglia di correre e non me ne frega nulla del resto, penso solo a divertirmi, ma penso di potermi ancora difendere. La macchina mia va ancora bene, al tempo era sicuramente al top, Enzo di Stefano la deve solo rinfrescare e aggiornare come dispositivi di sicurezza. Voglio ricominciare prestissimo, mi sono già messo in moto con la mia scuderia Tecno Racing, poi vedremo.

Del suo glorioso passato, Bruno ricorda innumerevoli aneddoti ed anche le vittorie più belle e le strade preferite: L’ultima gara, se non erro, l’ho vinta a Luzzi, una strada che amo e in cui al tempo ho fatto vittorie e record di classe. Sono contento che sia del Civm. Amo anche Tiriolo e ovviamente la nostra grande Santo StefanoGambarie. La mia preferita in assoluto resta la Rieti-Terminillo, stupenda, ma anche Verzegnis è straordinaria. Al Bondone, una gara unica, ho avuto uno dei miei rari problemi tecnici. La rifarei volentieri. A chi è perplesso se venire o meno il 3 giugno a Gambarie, dico di muoversi a iscriversi: è una salita vecchia stile, una di quelle che userei per insegnare ad un ragazzo a guidare in montagna. Non dovete avere dubbi, ma solo un carrello per caricare la macchina!

Un altro focus sui piloti di oggi, fra quelli senza tetto addosso, non può non coinvolgere Merli e Faggioli: Andavano fortissimo quando correvo io, ancora adesso restano due veri mostri e gli faccio i complimenti per quello che fanno. Scegliere fra i due è difficilissimo, dico Faggioli non perché consideri Merli inferiore, sia chiaro, anzi quest’anno lo vedo con qualcosa in più di prestazione pura, ma perché quello che ha vinto Simone è incredibile. Con loro due in gara comunque, lo show è sempre assicurato. Sono eccezionali, veramente! Che gli puoi dire se non questo?

Senza voler argomentare sulle sue vicende personali, chiediamo lui quanto gli siano mancate le corse: Non tantissimo, ma di più. Io nella mia vita ho sempre lavorato come pochi altri a Reggio Calabria, dice visibilmente commosso. Ed aggiunge: Dalle cinque del mattino ogni santo giorno, fino a quando capitava. Più delle mie ruspe. E questo me lo hanno riconosciuto ovunque e tutti, universalmente. Il passato comunque è il passato, guardiamo al futuro ed alle corse. Tornerò presto…Intanto mando un abbraccio a tutti voi che vi ricordate di me! Siete davvero in tanti a scrivermi e a fermarmi per la strada e mi fa molto piacere! Grazie davvero, di cuore!

Francesco Romeo

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