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CARDILLO DA RECORD VINCE E SALUTA

Fresco del suo tempo da urlo ad Erice, il pilota siculo del team Piloti per Passione lascia a fine anno l’ambiente “cattivo e vigliacco” delle bicilindriche, annuncia il salto in E1-1600, fa i complimenti ai rivali diretti e svela come sia arrivato il suo super crono, nella gara 10 del Civm.

Risoluto, ma di quella risolutezza figlia di venticinque anni di corse e di un paio di questi, passati con le bicilindriche. Belle vetture le super compatte con presa di forza posteriore, ma assoggettate ad un ambiente “cattivo, ostile e vigliacco”.

  

E’ stanco, Nino Cardillo. Non di correre, ma di fronteggiare le chiacchiere malevole e pretestuose che a suo dire, affliggono il contesto delle due cilindri da corsa: Basta così. Ho vinto tre tricolori di gruppo ed un paio di classe, oltre a sette-otto titoli siciliani. La buccia ce l’ho, ma questo mondo delle VBC mi ha stancato. Me ne vado in  E1-1600, dove lotterò con una 106 contro piloti velocissimi. E’ una continua schifezza, soprattutto qui in Sicilia, nelle bicilindriche. Ora ce l’hanno con Angelo Mercuri, che avrebbe dovuto smontare, secondo il pensiero dei soliti sapientoni malvagi, sia me che Morabito. Praticamente, è gente che non sa vivere e che vede l’imbroglio ovunque. Io corro poche gare l’anno e cerco di farle bene e questi trovano continuamente motivi di critica, ma sempre alle spalle e mai direttamente. Penso invece che i miei avversari siano entrambi velocissimi: Angelo ha qualcosa più di tutti come pilota, secondo me, mentre Domenico come motore. Alla Coppa Nissena, i valori saranno più livellati e ne vedremo delle belle. Mi aspettavo di fare 3.59, ma non 3.57.50. Per farlo, rivedendo il camera car, ho avuto la conferma di aver preso rischi esagerati, che Domenico non ha neanche pensato di voler prendere. Lui faceva la gara anche su Mercuri, giustamente. Morabito si sentiva di poter fare, parole sue, un tempo sui 4 netti e credetemi se vi dico che sono andati anche loro due, fortissimo. Loro si stanno giocando un titolo, io solo una soddisfazione personale. E vi posso anche dire come io abbia fatto il record a Erice: correndo ogni anno pure lo slalom sulla stessa strada, mi sono accorto cosa servisse nel tratto di 1,1 km senza postazioni e con tante curve. Ho adottato quei rapporti e così ho avuto sempre il tiro giusto, per tutta la salita. Solo così potevo abbassare di 5 secondi, il mio crono precedente. Non c’è altro. A questi livelli di rapporto peso/potenza, le sfumature fanno inesorabilmente la differenza. Poi, ripeto, per vincere ho preso rischi davvero importanti e posso ammettere che pur conoscendo la strada alla perfezione, non so se valesse la pena correrli. Ho esagerato, ma il record mi appaga molto. Adesso spero di fare una buona Nissena per poi volare in Sardegna alla Alghero-Scala Piccada, così da provare a vincere il Tivm Sud.

Ci proverò.

Francesco Romeo

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