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CASTIGLIONE: NEL CIS COL PIGLIO DEL CAMPIONE

Dopo anni di vittorie e titoli confinati alla propria Sicilia, il giovane trapanese sta esportando con successo il suo nitido talento anche nel Tricolore Slalom. Per lui, un bilancio di due gare con un secondo ed un primo posto.

I numeri li faceva già con la Ghipard, quella proto formato mignon reattiva, leggera e sgusciante, con cui si era riempito il salone di casa di non poche coppe e trofei. E continuava a farli anche nelle sporadiche uscite nel Civm, quando con la Formula Master mostrava inesorabilmente di essere molto veloce, anche senza birilli fra lui e gli scacchi. E non ha interrotto il trend vincente neanche con l’anziana ma efficace Radical ProSport , curata in casa col padre nel 2016. I titoli regionali hanno già avuto dimora nel suo abitacolo, così il suo database velocistico istintivo, richiedeva altri palcoscenici più ampi. L’amico e supporter Alberto Santoro affidava loro, a Castiglione senior e junior, il rifacimento in configurazione 2017 della sua Radical SR4 1600.

Il primo round di Torregrotta lo ha visto ospite del secondo gradone assoluto: il potenziale per vincere c’era, ma non sempre nel week end va tutto per il verso giusto. Pochi dettagli o minime noie tecniche, come un guaio estemporaneo ad una corona, ti possono levare un successo alla portata. Un successo cercato con impeto anche nell’ultima manche, quando fra lui e una potenziale vittoria, si frapponeva la toccata con un cerchio, all’apice del tentativo di stare davanti dopo i problemi delle manches precedenti. Era importante provarci.

A Campobasso, secondo round del CIS, Castiglione ha invece incasellato il tetris alla perfezione: acume tattico nella ricognizione e nella prima manche bagnate, usando il gas col peso specifico giusto viste le gomme Rain non freschissime, per poi sferrare un  affondo feroce a gomme nuove nelle ultime due, mostrando una padronanza del mezzo di livello superiore. Una vittoria senza appello, arrivata con la doppia soddisfazione di avere un cuore Suzuki alle spalle vitaminizzato dalle mani paterne. Così come il resto della macchina, ripartita ad inizio anno dallo chassis nudo e resa oggi più efficace dalla loro sapienza tecnica. Il confronto con la Radical Pro-Sport con la quale correva l’anno scorso infatti, è stato la migliore certificazione del progresso prestazionale raggiunto: dove prima si andava un pò più forte con la SR4 rispetto alla vecchia ProSport, oggi si viaggia sensibilmente su un altro passo. Sebbene la componentistica della model year 2017, sia meno estrema rispetto a 12 mesi fa.

Lui ed il padre infatti, gestiscono un officina a Buseto Palizzolo e la meccanica è il loro impegno quotidiano. Chi ha seguito questo ex kartista di livello fin dalle sue prime uscite a ruote mignon, ne ha carpito immediatamente talento e personalità. Una delle sue doti migliori è infatti la quasi totale imperturbabilità: il sangue nelle vene insomma, gli scorre d’abitudine con gradiente negativo. Fattore assai premiante nelle fasi clou delle competizioni, di ogni ordine e grado. Difficile credere che non resti fino all’epilogo del Tricolore un candidato serissimo alla vittoria finale, veloce, maturo tecnicamente e capace di autogestire molte situazioni dell’ultim’ora com’è, assieme al padre.

Il prossimo appuntamento dell’Agro Ericino del 4 giugno poi, strada per lui senza segreti, lo aveva visto protagonista nel 2016 e lo porterà certamente a cercare il bis consecutivo ed un correlato allungo in classifica. Il progetto di ampliare il palmares con un trofeo a tre colori, è legato al bilancio delle prime quattro gare: al giro di boa della Salerno-Croce di Cava, si deciderà sul resto del cammino eventualmente da percorrere. Intanto il popolo a birilli italico, ha già compreso quello che gli isolani di Sicilia avevano già formattato nelle loro consolidate impressioni: Giuseppe Castiglione da Buseto Palizzolo c’è. A ogni coordinata geografica e contro qualunque avversario di giornata. 

Francesco Romeo

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