
Charles Leclerc sul podio a Suzuka, ma resta il rimpianto: “Safety Car nel momento sbagliato”
Charles Leclerc terzo a Suzuka ma penalizzato dalla Safety Car. Ferrari competitiva ma sfortunata nel GP Giappone 2026.
Il podio è lì, concreto, ma non basta a cancellare quella sensazione che resta addosso a fine gara. Per Charles Leclerc, il terzo posto nel Gran Premio del Giappone è il risultato di una gara solida, costruita bene e poi improvvisamente complicata da un episodio che ha cambiato tutto.
A Suzuka, il monegasco aveva iniziato nel modo giusto. Lo scatto dalla quarta posizione è aggressivo, preciso, e gli consente di inserirsi subito nella lotta davanti, mettendo pressione alle Mercedes e restando agganciato al gruppo di testa. La Ferrari risponde bene nella prima fase, anche se il passo non è sufficiente per dettare il ritmo.
Quando arriva il momento della strategia, il muretto anticipa la sosta per coprire Lando Norris. È una scelta logica, quasi obbligata, ma destinata a diventare il punto di svolta della gara. Pochi istanti dopo, infatti, l’incidente di Oliver Bearman porta all’ingresso della Safety Car.
È il classico scenario che in Formula 1 ribalta tutto. Chi non si è ancora fermato – come Lewis Hamilton e il leader Kimi Antonelli – può approfittarne per effettuare il pit stop senza perdere posizione. Leclerc invece paga il tempismo e si ritrova improvvisamente a inseguire.
Da lì in poi la gara cambia obiettivo. Non più attacco, ma ricostruzione. E proprio in questa fase emerge la maturità della sua prestazione. Senza forzare oltre il limite, gestendo bene le gomme e mantenendo un ritmo costante, riesce a risalire la classifica, superando prima George Russell e poi lo stesso Hamilton.
Il terzo posto prende forma così, con una guida pulita e lucida. Ma il distacco da chi è davanti resta un segnale: il ritmo c’è, ma non abbastanza per riaprire davvero la partita con Oscar Piastri e Antonelli.
Dall’altra parte del box Ferrari, la gara conferma anche le difficoltà del pacchetto nel suo complesso. Hamilton paga problemi di potenza per tutta la corsa e scivola fuori dalla zona podio, evidenziando una mancanza di continuità che il team dovrà risolvere.
Leclerc, invece, porta a casa il massimo possibile in quel contesto. Ed è proprio questo il punto. A Suzuka non è mancata la prestazione, né la gestione. È mancato il contesto giusto.
In una Formula 1 sempre più tirata, basta un dettaglio per cambiare completamente il risultato. E questa volta, per Ferrari, è arrivato nel momento peggiore possibile.




