AUTOMOTIVE

Ciccio Cefalù è stato il calzolaio più famoso delle corse automobilistiche

Tanti i campioni che hanno indossato le sue esclusive scarpe da pilota, da Vaccarella e Lauda ad Elford e Merzario.

Sticchi Damiani: “Un talento italiano apprezzato nel mondo”

All’età di 87 anni ci ha lasciati Francesco “Ciccio” Liberto, l’artigiano cefaludese che ha legato il suo nome alla Targa Florio ed ha realizzato delle calzature da corsa per i più famosi piloti.

Ciccio Liberto ha iniziato le sue esclusive realizzazioni di calzature da pilota alla fine degli anni ’60, ispirato dalle idee espresse da alcuni piloti della Corsa Automobilistica più longeva e famosa del mondo. Da allora la fama e la bravura dell’artigiano cefaludese hanno fatto il giro del pianeta e tanti assi del volante hanno voluto che fosse lui a realizzare le loro calzature da gara uniche e su misura.

-“Ciccio Liberto è stata una figura originale nel mondo dell’automobilismo sportivo – sottolinea il Presidente dell’Automobile Club D’Italia Angelo Sticchi Damiani -e la sua storia è parte di quella della Targa Florio, la corsa più longeva e famosa che ha acceso sportivamente milioni di sportivi in tutto il mondo. Personalmente ho avuto modo di approfondirne la sua conoscenza in vari incontri sempre in occasione della corsa siciliana. Ne ho apprezzato le doti umane e la prorompente passione da cui sono nate le opere che costituiscono un vanto esclusivo per quanti ne sono possessori e le hanno indossate in gara. Con la scomparsa di Ciccio si chiude una pagina di storia fatta di talento, passione e determinazione, che una personalità schietta e con una volontà pronunciata ha saputo collegare sapientemente alle corse automobilistiche. Un altro di quei di quei talenti italiani che hanno reso importante l’Italia nel mondo”.

Nino Vaccarella, Niki Lauda, Clay Regazzoni, Vic Elford, Arturo Merzario, Ignazio Giunti, Sandro Munari, Emanuele Pirro, Tonino Tognana, Mauro Pregliasco, sono solo alcuni dei grandi piloti che hanno indossato le famose scarpe “Ciccio Cefalù”.

Foto: Armando Musotto

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