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CIGT | Roda-Rovera-Fuoco su Ferrari 488 si aggiudicano a Monza il tricolore Endurance

I portacolori dell’AF Corse si sono imposti in gara laureandosi campioni al termine di tre ore molto combattute. Gli altri titoli vanno per la classe GT3 PRO-AM a Michelotto-Greco-Hudspeth (Ferrari 488), per la GT4 PRO-AM a Gnemmi-De Castro-Pera (Porsche Cayman) e per la GT4 AM a Luca Magnoni (Mercedes AMG GT4).


Sono Giorgio Roda, Alessio Rovera e Antonio Fuoco (Ferrari 488) i vincitori del Campionato Italiano Gran Turismo Endurance 2020. Il responso è giunto al termine della 4^ ed ultima prova disputata all’autodromo di Monza vinta dai portacolori dell’AF Corse precedendo di 2”879 l’Audi R8 LMS di Drudi-Agostini-Mancinelli (Audi Sport Italia) e di 17”795 la Lamborghini Huracan di Kroes-Shandorff-Tujula (VSR). Gli altri titoli italiani sono stati aggiudicati per la classe GT3 PRO-AM da Hudspeth-Michelotto-Greco (Ferrari 488-Easy Race), per la classe GT4 PRO-AM da Gnemmi-De Castro-Pera (Porsche Cayman-Ebimotors) e per la GT4 AM da Luca Magnoni (Mercedes AMG GT4-Nova Race).

GT3

E’ stata una delle gare più emozionanti della stagione quella che ha laureato campioni Roda-Rovera-Fuoco. Un paio di satefy car, diversi cambi di fronte, qualche incidente e alcune penalizzazioni hanno tenuto fino alla fine incerto l’esito del campionato che alla vigilia vedeva ancora diversi equipaggi in lizza. Alla fine dalla roulette di Monza è uscita la Ferrari dell’AF Corse, nonostante un primo stint di Roda penalizzato da un eccessivo degrado della gomma, neutralizzato, però, dall’ingresso della prima safety car resasi necessaria per l’uscita di pista di una vettura della classe GT4. La rimonta è iniziata subito, all’inizio del secondo stint, con Rovera che ha mantenuto il contatto con i primi riuscendo poi a passare Giammaria  e cedendo la vettura a Fuoco in quarta posizione. Il cosentino nel suo stint, combattutissimo, è stato impeccabile, tenendosi all’inizio fuori dalla bagarre per il primo posto tra Drudi e Krohn, e poi dopo aver scavalcato Kroes, si è mantenuto in scia di Drudi, nel frattempo penalizzato di 5 secondi per il contatto con il portacolori BMW. Sotto alla bandiera a scacchi Fuoco ha terminato alle spalle di Drudi, poi retrocesso in seconda posizione in equipaggio con Mancinelli e Agostini, alla fine secondi in campionato a 8 punti dai vincitori.

Sul terzo gradino del podio hanno concluso Kroes-Shandorff-Tujula (Lamborghini Huracan-VSR), bravi a lottare fino alla fine per un titolo che alla fine li vedeva ancora in lizza. Il pilota danese ha occupato un’ottima terza posizione nel primo stint, mentre Tujula è passato a condurre al primo cambio. Nel finale, invece, Kroes è rimasto invischiato nella bagarre, cedendo poi a Drudi e Fuoco, chiudendo davanti ai compagni di squadra Pulcini-Giammaria-Nemoto. Il pilota giapponese si è tenuto a ridosso dei primi tre nel suo stint, mentre Giammaria ha acceso un bel duello con Rovera, lasciando a Pulcini un’infuocata fase finale, peraltro gestita ottimamente dal giovane pilota romano. Al quinto posto si è classificata un’altra Huracan, quella di  Galbiati-Venturini-Altoè, che ha permesso a Kikko Galbiati e Giovanni Venturini di conquistare il terzo posto in campionato ad un solo punto dai portacolori Audi, precedendo la Ferrari 488 dei campioni della classe GT3 PRO-AM, Sean Hudspeth, Mattia Michelotto e Matteo Greco (in foto). L’equipaggio dell’Easy Race, per centrare l’obiettivo del titolo, doveva concludere davanti alla 488 di Di Amato-Vezzoni, e così è stato. Per i colori RS Racing, sono stati impeccabili  i due stint di Di Amato, mentre Vezzoni ha sofferto problemi di assetto dopo il contatto con la Mercedes AMG di Moiseev.


Ancora tanta sfortuna, invece, per i colori BMW che per il secondo anno consecutivo hanno dovuto dire  addio ad un titolo ormai nelle proprie mani. Così come lo scorso anno nell’ultima gara del Mugello, in questa edizione un contatto con Drudi, poi penalizzato di 5 secondi,  ha impedito a Krohn di continuare la gara, abbandonando così ogni velleità di vittoria finale dopo due ottimi stint di Stefano Comandini e del 17enne tedesco Marius Zug.

Ritiro per incidente  anche per le due Mercedes AMG GT3 dell’Antonelli Motorsport. Quella di Moiseev-Spinelli (Mercedes AMG GT3-Antonelli Motorsport) che, dopo un bel primo stint del pilota abruzzese al comando della gara all’ottavo giro, ha concluso la gara anzitempo a causa di una toccata di Vezzoni all’incolpevole pilota russo, e quella di Linossi-Zampieri-Lorandi, out all’ottavo passaggio dopo un’uscita di pista della concorrente bresciana che ha coinvolto anche la Porsche GT3 R di Pampanini-Calamia (Dinamic Motorsport).

GT4

Con quattro vittorie su altrettante gare disputate, il titolo GT4 PRO-AM è stato il giusto riconoscimento per Paolo Gnemmi, Sabino De Castro e Riccardo Pera, assoluti dominatori della stagione. Nell’ultima gara di Monza, l’equipaggio dell’Ebimotors non ha avuto problemi a conquistare il quarto successo stagionale che ha permesso anche a Pera, assente nella gara di Vallelunga per il concomitante impegno nella 24 Ore di Le Mans, di festeggiare assieme ai compagni. In gara la vittoria dell’equipaggio della compagine di Enrico Borghi non è stata mai in discussione, anche se nel primo stint il poleman Gnemmi è stato scavalcato da Guerra (BMW M4 GT4). Nel secondo stint De Castro ha ripreso il comando della gara scavalcando Nicola Neri, mentre nel terzo stint Pera è riuscito agevolmente a controllare Guerra, chiudendo con un vantaggio di oltre un giro sui portacolori BMW. Sul terzo gradino del podio sono saliti Talarico-Cutrera-LMDV (Porsche Cayman-Ebimotors), sfortuna, invece, per la terza vettura della compagine di Enrico Borghi di Marchi-Di Giusto-De Amicis, fuori all’Ascari nel primo stint per un incidente di Andrea Marchi. Il titolo GT4 AM è andato a Luca Magnoni (Mercedes AMG GT4- Nova Race, dopo le verifiche impedito a prendere parte alla gara in coppia con Claudio Formenti per un’indisposizione fisica.

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