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CIVM ‘22: LA MEGA GOLF PER GIUSEPPE ARAGONA

Ben oltre i 600 cv, con trazione totale, vestito in carbonio e carreggiate extra large: questa nuova missilistica star della massima assise tricolore, è un avvincente progetto delle factory Aragona, LM Tech ed Aereus Squadra Corse. Tutti i dettagli. 


La 106 fluo resterà un’icona, la nitro Mini ci ha divertito, la prossima Golf 7 da combattimento vuole scrivere altri record, vuole definire nuovi limiti, vuole saggiare più elevate potenzialità umano-tecniche. 

Il campionato di gruppo E1 2021, ha incoronato Regina una Turbona all wheel drive dei meravigliosi anni’90, un’arrembante ed affascinante Escort Cosworth additivata al tritolo. 

La feroce berlinetta di mamma Ford realizzata dal team Tancredi è stata capace di deglutirsi record e vittorie nel Civm, con la forza dei suoi  >550 cv localizzati fra i longheroni e sprigionati da una forsennata girante che soffiava e sbuffava al servizio delle quattro impetuose ruote motrici. 

CIVM ‘22: LA MEGA GOLF PER GIUSEPPE ARAGONA

E spesso, anche fumanti. 


Il format tecnico che scuoterà l’arena salitara dell’anno solare 2022, sia chiaro come il sole, non è una sfida mirata a qualcuno in particolare, ma solo e soltanto il prodotto di una volontà che animava gli attori del progetto, ormai da qualche tempo: prendere una berlina media in una sua prestante versione con trazione integrale e renderla un satanasso col doppio dei cavalli ed il quadruplo della rabbia, instillategli dalla casa costruttrice. 

Mano quindi ad un’affascinante e grintosa Golf 7 stradale in esecuzione R, certamente difficile da smembrare per la bellezza di base di questo esemplare del 2017, ancora fresco come vita di servizio ed in forma quanto a condizioni generali. 

La scocca è già stata spogliata di ogni sua parte (foto di copertina) e resterà acciaio a vista come mamma l’ha fatta, dopo essere stata sverniciata con il metodo dell’ idroproiezione ad acqua ad alta pressione. 

Un sistema questo, preferito alla sabbiatura ed all’impiego dell’acido apposito. 

L’ambizioso quanto complicato risultato di stare a cavallo dei mille kg come massa complessiva finale, forse non immediatamente raggiungibile, prevede l’impiego dei moduli in carbonio amovibili (porte, appendici e cofani) della versione TCR, mentre un ulteriore piccolo ausilio in materia verrà fornito dalla presenza in questo esemplare del tetto panoramico di serie, il cui vano nel tetto sarà chiuso con una cover anch’essa in fibra, risparmiando così superficie di lamiera. 


CIVM ‘22: LA MEGA GOLF PER GIUSEPPE ARAGONA

Come precisa filosofia di base comunque, la vettura non sarà alleggerita in parti della scocca aggreganti con la carrozzeria esterna. 

Un’azienda piemontese ha progettato la robusta gabbia di sicurezza che dovrà essere montata a breve e soggetta a relativa omologazione, non essendoci sul mercato un roll bar after market compatibile e certificato per la Golf 7-Generation. 

L’intenzione forte ed ampiamente corroborata dall’efficienza mostrata sulle migliori turismo attuali, è quella di far sinergizzare lo skyine superiore provvisto di ala posteriore e splitter anteriore con il fondo piatto e l’estrattore, anche se questi componenti devono ancora essere realizzati. 

La direzione tecnica protesa alla massima efficienza meccatronica ed aerodinamica infatti, si scontra con l’oggettiva compressione dei tempi a disposizione prima della nuova stagione, allo start della quale si vorrebbe già essere completi da targa davanti a targa di dietro, se possibile, affidando quindi alle prime uscite il compito di sgrossare la vettura per iniziarla al suo articolato percorso di sviluppo. 

Il motore sta ricevendo le cure della factory Aragona, che già aveva partorito il prestante 4 in linea atmosferico della 106 ed il possente cuore Turbo da 390 hp in uso alla Mini del biennio 2020-2021, vittoriosa in gruppo E1-Italia lo scorso anno. 

La proiezione teorica prevede una potenza superiore ai 600 cv, con ingenti valori di coppia disponibili. 

La gestione elettronica del propulsore teutonico e di altri componenti sarà cura dello specialista Maurizio Lombardo (LM Tech), col quale Giuseppe Aragona ha instaurato un’efficace partnership da un paio di calendari. 

Della triade tecnica è parte importante anche la quotata factory romagnola Aereus Squadra Corse, deputata alla realizzazione di vari elementi e dei due robusti tralicci ausiliari destinati al sostegno delle sospensioni ed al contemporaneo irrigidimento di alcune zone nevralgiche della vettura, come quella anteriore sottostante alla presa di forza sovralimentata nonche’ contigua alle ruote direttrici. 

I differenziali ed il cambio DSG dovrebbero rimanere quelli di serie, rivisti nella mappatura, negli ingranaggi ed all’occorrenza in taluni altri componenti. 

CIVM ‘22: LA MEGA GOLF PER GIUSEPPE ARAGONA

Esistendo un’ampia casistica di Golf stradali che mantengono la trasmissione di serie a fronte di cospicui aumenti di potenza, si proverà a mantenere la soluzione di base concepita dalla VW, mentre particolare attenzione verrà riposta nei semiassi, elementi decisivi nella traslazione dell’eccezionale potenza alle quattro ruote motrici. 

Se i valori di coppia dovessero provocare fenomeni di fading o di infrazione sui summenzionati componenti, si adotterà invece un cambio Sadev, scelta che richiederebbe però contestualmente la produzione di altri moduli per renderne possibile l’accoppiamento e quindi l’utilizzo, con un conseguente aumento dei costi. 

Aspetto questo, che si vorrebbe ovviamente evitare. 

Quanto a risposta e tarature dei differenziali sono già state effettuate delle simulazioni primordiali sul banco a rulli, dal valore ovviamente orientativo e non definitivo. 

L’albero di trasmissione resterà quello in acciaio ad elevato tenore di silicio, maggiormente adatto rispetto ad un pari componente in carbonio, più leggero ma meno resistente ai momenti torcenti prolungati, rispetto al componente in metallo. 

L’impianto frenante Alcon prevede dischi anteriori da 300 mm ed è mutuato da quello impiegato sulla versione TCR. Previste delle canalizzazioni aria dedicate. 

I cerchi saranno dei 9 per 18 superleggeri, con mozzi e fuselli ad hoc. 

La vettura riceverà una lunga lista di adattamenti ad hoc, come quello degli scambiatori di calore e delle masse radianti, dei manicotti e delle canalizzazioni varie. L’impiantistica generale insomma, risponderà all’alchimia obbligata di leggerezza, efficienza ed affidabilità, con più componenti realizzati ex novo anche in forma artigianale, facendo ricorso al patrimonio conoscitivo accumulato dalle tre esperte entità tecniche impegnate nel progetto.

CIVM ‘22: LA MEGA GOLF PER GIUSEPPE ARAGONA

Nelle prossime settimane scopriremo in anteprima assoluta la vettura, quando immortaleremo lo stato di avanzamento lavori di questa nuova star assoluta delle sfide tricolori in pendenza. 

La quota tecnica attesa e le conclamate doti del plurititolato Giuseppe Aragona al volante, impegnato come ingegnere e come pilota d’esperienza nella valutazione e realizzazione di più di un aspetto della vettura, ne faranno una nuova icona della velocità in salita continentale e non solo italica. 

La palma di vettura più attesa del 2022, ha in questa Mega Golf seventh generation, la più accreditata candidata. 

Articolo di  FRANCESCO ROMEO 

Foto: ing.Giuseppe Aragona- archivio interno

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