CRONOSCALATE

DI STILIO: WORK IN PROGRESS SULL’ASSE 106

Dopo il crash di Popoli, il veloce protagonista della E1-1600 riparte quest’anno da scocca e motore tutti nuovi.


Come il più beffardo dei copioni, il destino aspettava Giordano Di Stilio su quella strada che più conosceva, quella Svolte di Popoli che potrebbe tracciare con margine degno di Google Maps e che lo ha visto debuttare al volante 16 estati fa, nell’anno 1 del millennio 3. Alle fotocellule mancavano 150 metri, ma anche un curvone. Una piega super veloce che negli anni dei Gr.N ed A, Jordan affrontava col pedale del gas a pavimento, ma che a quota E1-1600 gli è invece costata una scocca, rimasta nella foto sul comodino dopo il crash contro la rocca a bordo strada. Finanche le cinture, sinergiche col roll bar nel lasciarlo fortunatamente incolume, sono state tagliate dai commissari, quale pratica prudenziale dopo un picco di trazione di quella entità. Se all’esterno dell’ultima curva prima del finish ci fosse stato un guard rail, Di Stilio avrebbe impattato con la fiancata, con il conto dei danni probabilmente molto inferiore. Così come i potenziali rischi per sé. Se invece ti incolli con la ruota sulla roccia, questa diventa come un perno che ti rovescia gli assi cartesiani. Quando Di Stilio è uscito dalla 106 tutto intero, dopo il forte impatto disassato e il ribaltamento, tutti hanno ricominciato a respirare regolarmente. Se il botto non ha lasciato alcun segno nella psiche da corsa dell’arrembante Di Stilio, la fattura dei danni invece decisamente si.

Di Stilio - Sarnano 2015

La campana del prezioso cambio sequenziale infatti, strappandosi è rimasta solidale al motore, anche se almeno l’ingranaggeria è uscita incolume dal bang contro la roccia. A settembre la trasmissione è transitata nelle sapienti mani di Zanghellini, che la ultimerà nelle prossime settimane. Scocca e roll bar, sebbene abbiano assolto al loro compito di protezione, riportavano invece danni tali da imporre la loro sostituzione. Il motore, che è stato quasi del tutto risparmiato dall’energia dell’impatto, sarebbe stato comunque smontato: il paranco era già pronto. Se l’anno scorso Di Stilio aveva portato dei componenti allo specialista Petriglieri,  bravo a confezionare come di consueto un performante propulsore, quest’anno il conosciuto preparatore suonerà lo spartito da solo, realizzando un evoluzione del quattro in linea francese, certamente più potente ed elastico del precedente. Sarà soprattutto questo, uno dei must in più della stagione 2016 di Di Stilio, che IMG-20160302-WA0007comunque sarà articolata sui consueti 4-5 appuntamenti del centro-sud. Anche come assetto il veloce protagonista della E1-1600 ha già tracciato la rotta, rivolgendosi ad uno specialista che sta studiando la migliore cinematica di bracci e barre, per trovare quella costanza di prestazione che l’anno scorso era mancata. Un fattore penalizzante della scorsa stagione infatti, era la mutevolezza del comportamento della sua 106: a volte incisiva e fluida, altre invece decisamente meno efficace: “Sarà forse per il mio stile di guida molto aggressivo, ma in alcuni frangenti mi ritrovavo con la macchina completamente cambiata come risposta a metà percorso. Non mi faceva più chiudere le curve come prima e mi costringeva ad alzare il gas, non potendo così tirare fuori tutta la prestazione che mi sentivo nel piede. Le Avon le scarto a priori, non mi ci trovo, mentre le Yokohama vanno abbastanza bene, ma non ti avvisano quando scendono di prestazione e ti ritrovi una macchina che non sta più in strada come dovrebbe. Le Michelin invece sono le mie preferite, come costanza di rendimento e capacità che ti danno di sfruttare tutta la strada. Ma, ovviamente, devi farci l’assetto ad hoc per farle funzionare a dovere. Ho deciso di rivolgermi ad un assettista perché correre a certi livelli facendo tutto da sé, con qualche amico e degli strumenti con cui si fanno le convergenze anche ai kart, come ho fatto finora, non è una cosa che ti può portare lontano, 12825304_10207114468437379_970033675_nvista la professionalità di chi segue gli altri piloti di gruppo e la velocità alla guida dei miei colleghi.”

In buona sostanza, secondo Giordano Di Stilio, quelle Avon e Yokohama che con le performances delle Peugeot 106 N ed A andavano bene, al salire delle prestazioni della E1 segnano invece il passo.

D’altronde ogni gomma ha la sua finestra di prestazione, la sua gamma termica di funzionamento e la propria soglia di isteresi, cioè la variazione della risposta fisica alle accelerazioni laterali di un materiale duttile come la gomma.


La scocca nuova invece c’è già: la scelta spazierà nei prossimi giorni fra il roll bar dell’Omp e l’omologo della Sparco, nelle rispettive versioni idonee, come attacchi e spessori, alla fiche tecnica del gruppo E1. Fra loro ballano 2 kg di differenza, anche se entrambi sono trafilati in acciaio al cromo molibdeno.

Girdano Di StilioIl 2015 ha regalato la soddisfazione a Giordano Di Stilio di mandare alla cassa i protagonisti assoluti del suo gruppo, Domenico Chirico e Giuseppe Aragona, nell’incandescente gara di Ascoli. Un ring, quello della prestigiosa Coppa Teodori, in cui si sono giocati la vittoria finale con distacchi centesimali.

A 37 anni il pilota pescarese ha messo a curriculum una bella refurtiva da corsa: il primo campionato vinto è stato quello abruzzese del 2004, da aggiungere al  terzo posto finale nel Civm del 2011 nella classe N1600. Non manca anche un titolo Tivm-Sud gr. A1600 nel 2012 e uno Tivm-Nord gr. E1-1600 nel 2015. Il totale del suo impegno agonistico, mette a bilancio quasi il 90% delle gare disputate capitalizzate a podio, di cui 18 vittorie di classe tra salite, slalom e Formula Challenge. Un bottino da dormire sereni la notte, in compagnia del piccolo erede, il meraviglioso Leonardo (foto), che non si dà pace per aiutare col suo entusiasmo il suo papà, a restare ad alto regime anche nell’anno da corsa che verrà.

Francesco Romeo

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