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DOMANI A GUBBIO LE VERIFICHE IN VISTA DEL 46° TROFEO LUIGI FAGIOLI E LA PREMIAZIONE DI HENRY MORROGH CON IL MEMORIAL BARBETTI

La città umbra ha iniziato ad animarsi con i colori e il fascino del CIVM. Molti partecipanti hanno già occupato il caratteristico paddock lungo le mura medievali. Sabato e domenica prove ufficiali e gara. Venerdì serata di gala con l’assegnazione del premio all’irlandese trapiantato in Umbria maestro di tanti piloti anche di F.1, tra i quali Jacques Villeneuve, De Angelis, Nannini, Pirro, Larini e Teo Fabi

GUBBIO (PG), 18 agosto 2011 – Non hanno atteso domani, giorno delle verifiche sportive e tecniche, molti dei 250 iscritti al 46° Trofeo Luigi Fagioli. Soprattutto gli stranieri già da qualche giorno stanno riempiendo il paddock e le strutture ricettive di Gubbio. Soddisfatti gli organizzatori del Comitato Eugubino Corse Automobilistiche per aver raggiunto il massimo numero di partecipanti consentito in una cronoscalata su due manche, tra i quali spicca, oltre alle tante auto moderne, anche un centinaio tra auto storiche e del gruppo E3 (le ex VSO, Vetture di Scaduta Omologazione).

Le verifiche sportive e tecniche della decima prova del Campionato Italiano Velocità Montagna, valida anche per il Challenge e la Coppa Europa FIA, si svolgeranno dunque nel pomeriggio di venerdì 19 agosto tra il quartier generale dell’evento, nel complesso di San Secondo, e l’Istituto Tecnico Commerciale di viale Paruccini, entrambi in pieno paddock; le due sessioni di prove ufficiali sono in programma sabato 20 la mattina e il pomeriggio; la prima manche di gara partirà alle 10 di domenica 21 agosto, la seconda alle 14.

Sempre domani alle 21 nello splendido Chiostro di San Benedetto si svolgerà anche la premiazione del Memorial Angelo e Pietro Barbetti, che per il 2011 è stato assegnato a Henry Morrogh, personaggio di grande rilievo nel panorama motoristico che proprio quest’anno compie 80 anni e che tanto ha contribuito da istruttore alla carriera di numerosi piloti, tra i quali ben 18 sono poi approdati in Formula Uno. Tra questi, un campione del mondo come Jacques Villeneuve e tanti italiani: De Angelis, Nannini, Pirro, Larini, Fabi e altri.

Morrogh, irlandese puro sangue e trapiantato in Umbria ormai da trent’anni, ha iniziato la carriera di pilota negli anni Cinquanta, dapprima con le motociclette e in seguito anche in auto, compresa una partecipazione alla 24 Ore di Le Mans. In una delle epoche più leggendarie dell’automobilismo ha guidato un po’ di tutto, grazie alla sua passione sfrenata per i motori, ma è negli anni Sessanta che scopre la sua grande “vocazione”, cioè quella di insegnare a pilotare bolidi da corsa ai giovani. La prima scuola di pilotaggio, voluta dalla Federazione francese, la creò proprio lui a Magny-Cours nel 1963, fornendo piloti transalpini alla F.1 fino a Cevert. Dopo una parentesi da istruttore anche negli Stati Uniti, la storia “italiana” di Morrogh parte nel 1968 da Vallelunga per approdare nel 1981 all’autodromo di Magione e solo negli ultimi tempi sul circuito di Sele di Battipaglia. Morrogh è dunque indissolubilmente legato anche all’Umbria, terra del Trofeo Luigi Fagioli, da molti anni e qui è stato il primo al mondo anche nel far modificare una monoposto inserendo il “multifunction steering wheel” (tutti i comandi al volante più cambio con comando per la frizione), un’innovazione che permette la guida da corsa anche ai disabili e tuttora impiegata nella Henry Morrogh Racing Drivers School, realtà attiva nelle corse ormai da oltre 40 anni.

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