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DOMENICO CAPUANO: UNA PASSIONE RICCA DI EMOZIONI

Il vulcanico pilota catanese Domenico Capuano ci parla della sua lunga carriera, dalla nascita fino ai giorni nostri.

La tipica domanda di rito…chi è Domenico Capuano?

Sono nato nell’agosto del 1985 da una famiglia che opera nel settore delle corse. Mio padre curava le auto di Grimaldi, Cassibba e Attaguile e proprio da lì nasce la mia passione infinita per le gare. Nel 2004 la mia prima gara in salita, su una Peugeot 205 Gruppo N finendo in sesta posizione alla Monti Iblei. La gara successiva, la “Nissena”, l’ho vinta. Nel 2006 provo a puntare in alto nel Campionato Italiano di Formula Azzurra con risultati importanti, come quello della prima gara di Vallelunga classificandomi terzo, ed il secondo posto sul circuito toscano del Mugello. Il tutto è stato vanificato causa mancanza di fondi economici che non mi hanno permesso di continuare. Nel 2009 vinco il siciliano Uisp in pista con la mia Nissan Primera, da allora per gli stessi motivi (economici) gareggio con la prima auto che mi viene offerta, pur di soddisfare la mia passione, cercando di dare sempre il massimo. Adesso stiamo lavorando ad un progetto futuro insieme a due nuovi sponsor, come il Bar Spinella e Farmacia Nesima che tengo a ringraziare in anticipo…ma di questo vi parlerò a “giochi fatti”.

La tua vittoria più bella?

Nel 2009 quando, a causa del cedimento di un gancio del cofano anteriore, sono stato costretto a fermarmi per cercare di risolvere il problema, ma alla fine sono riuscito a vincere grazie ad una lunghissima rimonta.

Da appassionato hai utilizzato diverse vetture, passando dalle turismo alle monoposto…parlaci delle varie differenze.

Si ho corso anche sulle monoposto, infatti a Racalmuto ho ancora il record che resiste dal 2010 tra le monoposto di 1000cc di derivazione motociclistica. Le differenze sono tantissime; le vetture turismo necessitano di una guida molto più aggressiva e decisa, mentre per i prototipi devi essere preciso e meticoloso, soprattutto nella messa a punto poiché il millimetro può fare la differenza. In pista devi stare lontano dai cordoli, non è semplice trovare il limite perché sono molto precise e direzionali. Per guidarle al limite occorre starci su quanti più chilometri possibile e farai veramente la differenza.

A tal proposito, hai qualcosa da ridire sui regolamenti delle varie categorie di prototipi?

Per quanto mi riguarda no, però toglierei i 3000cc e farei la classe regina formata dai 2000cc, più accessibili e più ricca di nomi ad ogni gara. È triste vedere un campionato con due o tre auto per classe. Soprattutto continuando su questa direzione si tornerà al “chi ha più soldi vince ” e non dovrebbe essere questa l’etica sportiva (Ovviamente è il mio modesto parere)

Secondo te, soprattutto in base alle varie vetture che hai utilizzato, il peso delle stesse è adeguato?

Il peso varia di anno in anno, sembra come se giochino e si divertono anche. Io sono più per le gare equilibrate, per tanto come sopra citato, farei una classe “unica” tra le classi regine, eliminando del tutto i 3000, mettendoli tutti sulla stessa vettura, anche su gomme differenti ma tutti in grado di “giocarsela”. Ci sono tantissimi ragazzi che vanno molto forte, ma non hanno il budget per fare il “salto”.

Per quanto riguarda il week-end di gara, come si sviluppa la serata prima di una competizione? Si cerca la concentrazione oppure si sta “rilassati” ? Magari non pensando alla vettura, soffermandosi sull’aspetto tecnico della cronoscalata.

È molto importante avere innanzitutto le idee chiare sul percorso di gara, cioè la conoscenza di ogni singolo settore. Successivamente creare un set-up della vettura modificando i rapporti del cambio che ritieni ideali e le geometrie dell’assetto. Il resto nasce subito dopo le manche di prove, che confermeranno il lavoro svolto o meno.

Come è stato tornare al volante di un’auto da corsa? Soprattutto una vettura di categoria a te sconosciuta

È stato davvero bello per me perché correre è la cosa che amo di più, purtroppo però non sempre è possibile. Ho cercato di difendermi come ho potuto al fronte dei tanti piccoli intoppi che si sono presentati. In passato ho già avuto un approccio nelle bicilindriche ma in pista e con un’altra vettura.

Potresti elencare i problemi che hanno condizionato il tuo risultato?

Il sabato nella prima manche si è stirato un prigioniero della testata e mi sono fermato, l’abbiamo riparato sul posto e abbiamo effettuato la seconda manche di prova. Avevamo un cambio lunghissimo (con le specifiche di Racalmuto) poiché non avevamo i rapporti a disposizione, che arriveranno prossimamente. Questo influisce tantissimo sulla prestazione finale, infatti al primo intermedio pagavo dai 2 ai 4 secondi. Il resto ha funzionato a meraviglia. Merito anche del proprietario Cosimo Lazzaro che ringrazio e dei miei due sponsor… Bar Spinella e Farmacia Nesima. Dobbiamo lavorare molto sulla vettura, però partiamo da un’ottima base e siamo curiosi di vedere dove si arriva.

Quindi stai dicendo che non sarà la tua prima ed unica apparizione su questa vettura giusto?

Certamente, abbiamo tirato giù le somme per migliore qualora ci fosse da migliorare. Prossima apparizione sarà con la mia Nissan Primera E1 Italia, da sviluppare in quanto nuova in tutte le sue forme.

Per sviluppare la vettura, potrebbe essere un ottima opportunità la cronoscalata “Coppa Nissena”?

Assolutamente si,saremo li per una gara test.

Ci puoi parlare della tipologia del tracciato?

Il tracciato è molto veloce e selettivo, tutt’altro che semplice, come molti sostengono. È scivoloso, soprattutto nel primo settore dove vi è la curva “nitro” che è molto pericolosa, poiché arrivi molto forte a gomma fredda…

Un ultima cosa.. .un saluto ai nostri lettori

Li saluto con un immenso Grazie, perché è anche grazie a loro se questo sport è vivo.

Camera Car del Record sul tracciato di Racalmuto della categoria 1000cc derivazione Motociclistica:

Daniele Giuffrida

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