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DOMENICO MORABITO CAMPIONE ITALIANO

DOMENICO MORABITO CAMPIONE ITALIANO

Il driver reggino del team Piloti per Passione, vince il titolo tricolore riservato alle Bicilindriche. Felicità condivisa con papà Rocco, preparatore pluri-titolato con mezzo secolo di esperienza sulle super compatte. La mini factory reggina, è al suo ennesimo traguardo tecnico.


DOMENICO MORABITO CAMPIONE ITALIANOLa Reggio che vince, frulla a due cilindri. La Reggio Calabria che vinceva, pulsava a due cilindri. La Reggio Calabria che vuole continuare a vincere, pensa già ad un nuovo rivoluzionario tandem di cilindri.

Non sarà un inverno statico in casa Morabito, non sarà un inverno celebrativo della brillante stagione 2018, ma verrà destinato alla ricerca ed allo sviluppo di nuove soluzioni per l’annata che verrà. Un campionato vinto meritatamente per Domenico, con acuti da velocista puro scaturiti tanto su strade guidate quanto su percorsi da lancette stecchite ad est,  ma anche con quella costanza di rendimento, che è l’ineffabile asse mediano fra le tre vittorie con record di Sarnano, Cortona e Gubbio ed il ritiro per out tecnico di Morano, in una tappa sfortunata in cui più forti invece erano le indicazioni della vigilia di potenziale vittoria. In mezzo Domenico Morabito e papà Rocco hanno messo cuore, dedizione, esperienza, podi pesanti e non poca forza mentale, quando le circostanze di gara diventavano avverse per la forza davvero estrema dei rivali o per il clima di sospetti innescatosi oltre metà stagione, che avrebbe voluto togliere residenza a quella sportività invece sempre dimorata in casa Morabito.

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Una famiglia abituata ad essere sparring partner tecnico esclusivo e blindato di Enzo Laganà, eptacampione italiano reggino delle bicilindriche, che quindi temeva zero le agitazioni di qualcuno dell’ambiente, perché consapevole della sua assoluta estraneità a dinamiche difformi al regolamento, come la sua storia insegna. C’è stato tutto questo nella cavalcata vincente della mini factory da corsa reggina, abituata a fare quadrato su problemi e necessità agonistiche sempre e solo abbassando la saracinesca, per lavorare sempre e solo un minuto in più del giorno precedente. Perché le chiacchiere non muovono le lancette del cronometro, ma il sudore della fronte o quello dentro il casco invece, decisamente si. Strumenti di officina con le lancette e senza display, orecchio e contatto invece che controlli numerici, aste e bilancieri con carburatore in luogo di albero a camme in testa ed iniettori. La guerra al cronometro, alle coordinate geografiche di Villa San Giovanni, si combatte così. Con armi di laboratorio non hi-tech, ma forti e consolidate e soprattutto caricate a pallettoni da mezzo secolo e spiccioli di esperienza di Don Rocco, maestro nel maneggiare manovellismi e monoblocchi, spilli e carter, testate e  collettori, con proverbiale dovizia. La dimensione umano-tecnica delle bicilindriche restituisce ancora una valenza eccezionale ai preparatori, la cui coppa è in ballo proprio nell’ultima gara di Luzzi, che il neo campione italiano onorerà. Ed è stato di impatto vedere come lo step tecnico adottato sulla 500 di Morabito, opposto a meccatroniche talvolta più estreme, sia risultato ancora il più efficace nell’arco di una stagione. Così come sarà interessante capire se dalla saracinesca dei campioni italiani, in tempo di primavera, uscirà un nuovo motore o semplicemente un ulteriore affinamento di questo vincente. La concorrenza là fuori è forte fortissima e prende già la mira, per la potente risposta al fuoco 2019.

DOMENICO MORABITO CAMPIONE ITALIANOL’oggi però racconta e dice, più forte di tutto e di tutti, che quei calendari in bianco e nero appesi nella pareti della loro officina, che quelle foto dei tanti trionfi d’antan centrati a nord sud ovest dell’Italia da corsa, sembrano ora di nuovo a colori, sembrano quelli dell’epopea dorata, sembrano quelli che han ricordato in ogni fine giornata a Domenico figlio e Rocco padre, che il mestiere di vincere si impara e si tramanda, si assimila e si ripropone, si incorpora e non si dimentica. Mai. E resta sempre la motivazione maxima per continuare perché, come diceva Enzo Ferrari, la vittoria più bella è quella che deve ancora venire.


Il domani porterà le sue agitazioni, i suoi tormenti, le sue difficoltà, le sue sfide. Di testa e di chiave inglese, Domenico e Don Rocco proveranno a farsi trovare pronti da questa parte del fiume.

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Ma l’oggi dice, sancisce, racconta, che Domenico Morabito è Campione Italiano Bicilindriche per l’anno solare 2018.

Così è deciso, l’udienza e’ tolta.

Amen.

Francesco Romeo


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