Home » Salita » CIVM » E1 ERICE 1600: TRE RE PER UN TRONO

E1 ERICE 1600: TRE RE PER UN TRONO

Con una doppia manche al gps, Regis vince ed annusa il tricolore, mentre Aragona conferma il suo best time 2017. Sul podio basso Guzzetta, che dopo mille guai tecnici scarrella una strepitosa gara-2, tagliando il Finish in folle.

Dove c’è E1-1600, c’è show. Nella mediana del gruppo E di Erice, si è rigustato quel sapore intenso e inconfondibile delle feroci battaglie all’ultimo frame, innescate dagli sceriffi vecchi e nuovi di una classe storicamente atomica. Il 2019 di E1-1600 non ha contato quel gran parterre di monellacci solitamente presenti alle crono tricolori, costringendo il sempre veloce Giannino Regis a misurarsi più con i record stabiliti dagli altri, che con una comitiva di classe stabilmente numerosa. Il driver di Chivasso ha assolto comunque benone al compito, scarrellando un sontuoso tris di best time del percorso in giro per l’Italia, diventato poker con il nuovo record di divisione inciso a caratteri massicci sulla rocca del Monte Erice. Vittoria, secondo posto di gruppo e ipoteca sulla coppa tricolore di classe, compongono la sua ricchissima refurtiva sicula. Il piemontese ha quindi confermato una volta ancora il suo status di piedone, guadagnato in anni di prestazioni stabilmente d’alta quota e di vittorie mai divenute rarità. Dall’altra parte del fiume, l’esa-tricolore di classe Giuseppe Aragona ha vissuto una vigilia inquieta per quel passo che non arrivava né in termini di tempo, né in termini di auto-percezione di guida fluida e redditizia. L’ingegnere di Villapiana, sempre schietto ed analitico nelle sue asserzioni, ci confessava al sabato le proprie perplessità sul suo negativo stato di forma, da addebitare più ad un momentaneo deficit personale che ai piccoli problemi di gioventù derivanti dall’impiego di nuove gomme e dal setting anteriore da perfezionare. Il driver della Cubeda Corsa ha così aggiustato decisamente il tiro per la domenica, riuscendo quantomeno a stare a due decimi da quel 3.32.6 con cui aveva firmato il record nel 2017, tempo che tanto invece gli sembrava lontano alla vigilia. Per lui, forte anche del 33 ed 1 di gara-1, arrivava quindi la seconda piazza di classe, a due decimi dal podio basso.

Fra questi due formidabili sceriffi di lungo curriculum, si stanziava ad Erice la new entry 2019 della E1-1600, quell’Angelino Guzzetta iscrittosi al ruolo di protagonista col titolo tricolore di classe e con vittorie in quantità, centrate nelle sue ultime avvincenti stagioni nella cubatura mediana del gruppo A. La due giorni trapanese del driver di Misterbianco è sembrata la sceneggiatura di un film thriller, tali e tante sono state le peripezie occorse al pilota siculo ed alla sua 106. Il sabato, subito dopo prova-1, la puleggia di distribuzione si prendeva una totale libertà, provocando danni al 4 in linea francese tanto importanti, da costringere i sempre salvifici fratelli Ferrara a smembrare il motore e a rimontarlo per essere al via, sebbene non nella migliore forma possibile. La domenica però, riservava altri demoniaci calci nel pancino al Guzza, che per una vite conficcatasi nella posteriore destra a pochi attimi dallo start, da noi documentata in tempo reale, si arrampicava verso gli scacchi domando il posteriore ballerino della sua 106, talvolta a bandiera per lo pneumatico forato che perdeva progressivamente pressione. Il ritorno al box lo costringeva così a mixare un paio di gomme a disposizione fra quelle più fresche e quelle più usate fra avantreno e retrotreno, per avere un assetto accettabile. La sua seconda salita diventava così un impeto d’orgoglio, un distillato di furore agonistico, un uppercut da sferrare alla sfiga pervasiva che lo affliggeva. Il primo intermedio era da record, il passo autorizzava a sognare, ma a 50 metri dal traguardo la quinta marcia si rifiutava di entrare e Guzzetta fendeva le fotocellule in folle dopo 3.31.1, a soli sei decimi dal doppio 3.30 e 6 griffato Regis. Controprove non ne esistono, ma il sospetto che si potesse attentare al freschissimo record scritto dal rivale a pochi minuti di distanza, rimane. Come rimane la performance velocistica di alto spessore scarrellata ad Erice dal Guzza furioso, terzo agli scacchi e speranzoso che quella sovrabbondante dose di sfiga che lo attanaglia dalla fatal Giarre-Milo, si dimentichi finalmente la sua via di casa.

Francesco Romeo

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

*

x

Check Also

Pronta allo start la 37^ Pedavena-Croce d’Aune

Con l’avvio delle verifiche sportive iniziate alle 15.00, l’ultimo appuntamento del Campionato Italiano Velocità Montagna ...