Home » Slalom » EMANUELE VS POLIZZI: LA SFIDA TOTALE

EMANUELE VS POLIZZI: LA SFIDA TOTALE

Uno è un quattro volte campione slalom. L’altro al titolo italiano non ci è mai arrivato per non aver corso mai un Tricolore intero. Emanuele corre con una veterana due litri, mentre Polizzi ha cresciuto come una bimba la giovane Elia con un mille. Antipodi tecnici per due protagonisti assoluti della guida fra i birilli. 

Si annusano, sempre. I campioni fra loro si riconoscono. Non ve lo diranno mai, ma la realtà è che, pur con un buon rapporto personale, Fabio Emanuele e Mimmo Polizzi hanno nello zoom mentale l’altro come il primo dei rivali. Questione di prestazioni, questione di motivazioni. Emanuele ha vinto 152 assoluti scalando 4 volte il trono degli slalom, mentre Polizzi, causa scarse risorse economiche, ha sempre riservato al contesto meridionale il proprio indiscutibile talento, con tante vittorie assolute e qualche titolo Csai. La svolta nella carriera del pilota di Adrano è arrivata con la collaborazione con il Professore Elia, che a lui ha affidato lo sviluppo della sua neonata barchetta nel lontano 2006. Una crescita che negli anni ha innalzato continuamente il livello prestazionale della Sport di Simeri Crichi, fino alle eccellenti performance attuali. Sinergia con i fratelli Sebastiano e Tommaso Elia, ma tantissimo lavoro in officina con gli inseparabili fratelli Calì, hanno definito negli anni un accoppiata uomo-macchina super-competitiva. Mostratasi tale, anche nelle poche ma redditizie apparizioni in salita. La scelta di stare a cavallo del motore da mille di cilindrata, risiede nella convinzione che il consistente beneficio di peso e di più compatte dimensioni del propulsore, possano essere due fattori quasi sempre determinanti. L’Elia poi, ha dimostrato che digerisce molto meglio un cuore piccolo, perché al salire di cilindrata l’autotelaio di base segna il passo, a meno di interventi radicali come quelli effettuati da Ferragina, pilota e preparatore di livello.  Il nuovo Suzuki K5 da poco introdotto da Polizzi, anche se il sogno rimane il K8,risponde più che bene alle esigenze di coppia, elasticità e potenza richieste, mentre l’assetto calibrato negli anni, consente al talento di Adrano di esprimere i suoi automatismi di guida al meglio: impressiona come Polizzi riesca a frenare dentro le postazioni, puntando i cambi di direzione con una precisione ed una reattività sconosciuta a qualunque rivale. Il driver della Catania Corse è stato fra i primissimi ad adottare il doppio pedale, in luogo dei canonici tre precedenti. Anche motricità in uscita e consistenza in appoggio della sua Elia, sono arrivati a livelli elevati. I cavalli da gestire, dovrebbero mancare di un frame quota 200, che accoppiati ai 4 quintali appena di peso, restituiscono un rapporto peso/potenza eccellente.

OSELLA EMANUELEFabio Emanuele costruisce le sue vittorie da anni con un Osella Pa/9, una signorona che ha attraversato varie epoche di gare di ogni format, giungendo nelle mani del quadri-campione di Campobasso con un set-up sempre evoluto e performante. Le dimensioni non sono le più adatte ad affrontare le birillate anguste tipiche dei Tricolore Slalom degli ultimi anni, ma indubbia bravura del pilota, cerchi e carreggiate larghe, i circa 300 cv del motore Alfa Romeo due litri ed un equipe di specialisti a traino di Emanuele, oltre che gomme spesso intonse ad ogni manche, ne decretano la competitività assoluta, anche se gravati da un peso ovviamente superiore. Nel biennio precedente a questa annata, la lotta ha visto risolvere all’ultimo round la tenzone fra Emanuele e Venanzio, con un Campionato vinto a testa, mentre nel 2015 il pilota campano appare in netta difficoltà: ha tempo per sovvertire la classifica sfavorevole con la sua bravura e la qualità ineccepibile della sua Radical SR4-1600, ma lasciare molti punti per strada ad un tipo come Emanuele, significa dover correre sempre al limite, cosa che fra i birilli risulta ancora più penalizzante.

Il presente, racconta di un Polizzi visibilmente contrariato per aver perso la sfida tricolore di Torregrotta: una salita, quella migliore, abortita per una decisione di commissari poco attenti e poi il sospetto di un birillo toccato da Emanuele e non ravvisato, hanno innescato una feroce voglia di rivincita al pilota siculo della Elia. Il quadri-campione vuole ovviamente fugare ogni dubbio vincendo la gara 153 fra le strade di casa, ricacciando la concorrenza di un Venanzio ansioso di recuperare terreno e servendo così una risposta netta al rivale Polizzi. Nel fine settimana di Campobasso, il termometro avrà una lunga striscia di mercurio da mostrare.

Francesco Romeo

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

x

Check Also

PILOTI PER PASSIONE: CIVM E CIS NEL 2020

Nello slalom tricolore di Melfi allo start Antonino Branca, Agostino Fallara e Gaetano Rechichi. Domenico ...