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ESCLUSIVA: IN AUTUNNO L’OSELLA V8 2000

Su richiesta di un cliente rumeno e con l’avallo tecnico di Don Enzo, e’ prossima al debutto un Osella con telaio evoluto che ospita un Sinergy 2000 8 cilindri da 430 cv. Nei programmi iniziali, avrebbe dovuto esordire ad aprile e poi al Bondone. 


Le prestazioni scintillanti della PA2000Evo, specialmente quella di Achille Lombardi, (foto nel testo esemplificativa), nonché le due vittorie infilate in sequenza in Tivm da Luigi Fazzino con la TurbOsella, pur all’interno di un percorso di sviluppo ancora necessario per la sovralimentata, una certezza l’hanno certamente restituita: a quota due litri, se anche a breve-medio termine dovessero sparire i motoroni tremila, le macchine di Don Enzo offrirebbero eccellenti performance. 

Doveroso e’ sottolineare come anche la Fa30,  che Osella nell’intervista esclusiva a noi resa aveva erroneamente dato per pensionata ben 5 anni fa, resti sempre in scia alla Nova Proto di Faggioli, grazie alle doti proprie affinate nel tempo ed al talento indiscusso di Merli. 

Tutto questo, a dispetto dei 13 lunghi anni trascorsi dal primo timbro sul passaporto di omologazione. 

Se è vero che la verità e le cose migliori stanno nel mezzo, se è vero che servisse muovere il mercato con qualche novità che lo scuotesse dopo il COVID-19, se è purtroppo acclarato che i costi dei propulsori tre litri siano ormai quelli di un monolocale, non esisteva momento migliore per presentare il nuovo dirompente format tecnico di casa Osella. 


Il telaio evoluto con l’inedito V8 due litri, il Sinergy, griffe neozelandese che impiega le testate del potente motore motociclistico del modello BMW S1000 R, nelle intenzioni primordiali avrebbe dovuto vedere la rIbalta già ad aprile e poi al Bondone.  14500 rotazioni al minuto e “oltre 400 cv” i dati dichiarati per il motore di cassetta, che nella versione ospitata dal rinnovato telaio Osella, vanterebbe 430 hp. 

L’eco innescato dalla presenza di una nuova epocale Osella nella Salita delle Salite, avrebbe spostato anche l’ago del sismografo ed avrebbe permesso a Merli, ben felice di questa opportunità, di far esordire la nuova vettura nella “sua” Bondone. 

Achille Lombardi

Ritardi e contingenze varie hanno poi rallentato il programma, che vede ovviamente coinvolti anche gli ingegneri Angiulli e Beccio, sparring partner di prima grandezza di Don Enzo Osella nella progettazione delle sue vetture dell’ultimo trentennio. 

Questo committente rumeno che ha formulato tale richiesta, da poco sceso da una Norma, ha dato quindi il LA all’operazione OSELLA PA V8-2000. 

Don Enzo sarebbe stato subito catturato da tale configurazione tecnica, soppesando come assai vantaggiosi i valori di coppia e potenza espressi da questo propulsore, che scimmiotta la filosofia costruttiva del motore RPE impiegato dal fuoriclasse trentino nella sua prima fase sulla FA30. 


Per inciso, Merli stesso aveva pensato a questo Sinergy ma in configurazione tremila, dopo la sua parentesi con l’RPE over 2900. 

Il propulsore sarebbe il prodotto di due concept di motori di moto accoppiati, per circa 430 complessivi. 

Un plurifrazionato di questa cubatura deve ovviamente poter contare su una costruzione raffinata ed estrema, così da capitalizzare le proprie doti intrinseche senza dissiparle in eccessivi attriti parassiti, per via del maggior numero di parti in movimento. 

Il brand neozelandese Sinergy, (dal nome stesso Sinergia), nella propria gamma propone propulsori che accoppiano un proprio blocco motore con testate derivate da propulsori  di svariata e sempre pregiata estrazione, tedesca e giapponese in primis. 

Di certo c’è che con 430 cv ed i 470 kg di peso prescritti per la classe E2-Sport Car 2000, il rapporto peso/potenza potrebbe togliere sonno e serenità a più di qualcuno. 

Top driver inclusi. 

Rimbalzano voci peraltro, che anche un celebre fuoriclasse di centro Italia della velocità in salita, disponga di un’unità di questo motore. 

Ricordiamo che le E2 SS e SC tre litri devono pesare 560 kg, a fronte di una potenza alla ruota a cavallo dei 500 cv. 

Alla luce di questi valori, che rendono paritetici nell’alchimia massa/potenza i duemila e i tremila, il prodotto V8 duemila potrebbe regalare vantaggi potenziali non trascurabili. 

Il forsennato regime di rotazione e la coppia spostata verso l’alto, tipica di un motore track-oriented, sarebbero i due aspetti su cui concentrare le maggiori attenzioni nella fase primordiale di sviluppo. 

Osella, Angiulli e Beccio sapranno come sistemare vela, poppa e prua per raccogliere il vento più intenso, mentre lo skipper Merli saprà svezzare la nuova barchetta per farla crescere a dovere. Come nessuno meglio e nessuno prima. 

Francesco Romeo 

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