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F1 Giappone 2026: risultati e analisi prove libere Suzuka, Piastri davanti in FP2 dopo il 1-2 Mercedes in FP1

Mercedes parte forte, McLaren risponde: il venerdì di Suzuka lascia tutto aperto

Il venerdì del GP del Giappone 2026 di Formula 1 ha consegnato un quadro tecnico molto interessante e tutt’altro che definitivo. Nella FP1 di Suzuka è stata la Mercedes a dettare il passo con la doppietta firmata da George Russell e Kimi Antonelli, separati da appena 26 millesimi. Nella FP2, invece, il riferimento è passato alla McLaren di Oscar Piastri, autore del miglior tempo di giornata in 1:30.133, davanti ancora ad Antonelli e Russell. Ferrari è rimasta stabilmente nel gruppo dei migliori con Charles Leclerc e Lewis Hamilton, mentre Red Bull ha mostrato sprazzi di competitività ma senza dare, per ora, l’impressione di avere il controllo del weekend.


Su un circuito esigente come Suzuka, lungo 5,807 km, con curve ad alta velocità, cambi di direzione rapidi e un primo settore che continua a essere uno dei test più severi per bilanciamento e piattaforma aerodinamica, il dato più importante emerso oggi è la competitività trasversale di tre squadre: Mercedes, McLaren e Ferrari. La sensazione è che la lotta per la pole sia apertissima, ma con una Mercedes già molto a suo agio nel mettere in finestra la vettura e una McLaren più incisiva quando il grip cresce.

FP1 Suzuka: Russell guida la doppietta Mercedes, Ferrari e McLaren subito vicine

La prima sessione del weekend è andata a George Russell, capace di chiudere in 1:31.666, con un margine minimo di 0.026 su Antonelli. Dietro alle due Mercedes si sono piazzate le due McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri, seguite dalle Ferrari di Leclerc e Hamilton. Verstappen ha terminato solo settimo, con Lawson, Ocon e Lindblad a completare la top 10.

Più dei distacchi, ha colpito il modo in cui Mercedes è salita subito al vertice della classifica. Suzuka premia una vettura stabile nei trasferimenti di carico laterali e precisa nei rapidi cambi di direzione delle “S”. Russell e Antonelli hanno dato l’impressione di poter attaccare il giro con continuità, senza eccessive correzioni, e questo su una pista così tecnica è sempre un segnale rilevante. Questa è una lettura tecnica basata sull’andamento della sessione e sulla natura del tracciato, non su dati telemetrici completi resi pubblici.

La sessione è stata utile anche per leggere il lavoro dei team sul fronte sviluppo. In FP1 diverse squadre hanno girato con aero rake e flow-vis paint, strumenti classici per raccogliere dati aerodinamici e verificare la correlazione pista-galleria del vento, con materiali che saranno analizzati in vista del prossimo appuntamento di Miami. Questo dettaglio è importante perché racconta un venerdì ancora molto orientato alla comprensione del pacchetto, oltre che alla pura ricerca del tempo.

I segnali tecnici della FP1: Mercedes pulita, Ferrari vicina, Red Bull meno lineare

Nella prima ora di prove, Ferrari è rimasta costantemente nella parte alta della classifica. Leclerc, in particolare, è arrivato anche a migliorare temporaneamente il riferimento di Russell, a conferma di una SF-26 già competitiva sul giro secco. Hamilton ha lavorato nella stessa finestra del compagno, lasciando intuire una Ferrari vicina ma forse ancora leggermente meno immediata della Mercedes nel mettere assieme il giro completo.

Red Bull, invece, ha vissuto una FP1 meno fluida. Isack Hadjar ha accusato un brusco snap di sovrasterzo e ha riferito via radio problemi di freni freddi e di tiraggio laterale della vettura. Verstappen ha chiuso settimo, lontano dal vertice più di quanto ci si aspettasse su una pista che negli ultimi anni gli è stata molto favorevole. Anche qui il cronometro del venerdì va letto con cautela, ma la sensazione è che la RB non abbia ancora trovato una finestra di utilizzo davvero stabile, soprattutto nella fase iniziale dei run. L’ultima frase è un’inferenza tecnica basata sugli episodi di sessione e sui distacchi.

F1 Giappone 2026: risultati e analisi prove libere Suzuka, Piastri davanti in FP2 dopo il 1-2 Mercedes in FP1

FP2 Suzuka: Piastri cambia il copione, McLaren davanti a tutti

La seconda sessione ha spostato l’equilibrio del venerdì. Oscar Piastri ha chiuso in testa con 1:30.133, precedendo Antonelli di 0.092 e Russell. Dietro sono arrivati Norris, Leclerc e Hamilton, con McLaren quindi davanti, Mercedes subito lì e Ferrari ancora in piena lotta. Anche senza la classifica completa nel report ufficiale aperto, il quadro dei primi sei è chiaro e molto indicativo.

Il dato più interessante della FP2 non è solo il miglior tempo di Piastri, ma il fatto che McLaren sia cresciuta quando il programma si è spostato su condizioni più rappresentative di qualifica. Dopo una FP1 solida ma non dominante, nel pomeriggio la MCL è sembrata più efficace nell’estrarre performance, mentre Mercedes ha confermato costanza e Ferrari è rimasta nel gruppo senza però trovare ancora il guizzo decisivo. Anche questa è una lettura tecnica dedotta dall’evoluzione delle due sessioni.

Una FP2 più sporca: traffico, problemi e lavoro interrotto

La seconda ora a Suzuka è stata più movimentata. In pit lane c’è stato un momento ravvicinato tra Pierre Gasly e Alex Albon, con l’Alpine costretta a evitare la Williams. Poco dopo, Albon ha incontrato un’altra vettura lenta nelle “Esses” mentre era su un giro lanciato e in seguito la sua FW48 si è anche fermata in pista per qualche istante, causando una breve fase di gialle prima di ripartire.


Sempre in FP2, Arvid Lindblad è rientrato presto ai box dopo un primo run per un problema apparente sulla sua Racing Bulls. Lando Norris e Sergio Perez sono rimasti a lungo in garage prima di iniziare il proprio lavoro, mentre anche Gabriel Bortoleto ha girato pochissimo, con Audi impegnata sulla sua vettura dopo appena due giri. Tutti elementi che rendono la lettura della classifica ancora più delicata, perché non tutti hanno completato un programma pulito e lineare.

Ferrari: vicina ai migliori, ma Hamilton lancia un segnale da non ignorare

Ferrari ha chiuso la giornata con Leclerc quinto e Hamilton sesto nella seconda sessione, dopo essere stata quinta e sesta anche in FP1 alle spalle di Mercedes e McLaren. Il dato può sembrare lineare, ma racconta una Ferrari costantemente a ridosso del vertice, mai fuori dalla zona calda del weekend.

C’è però un dettaglio che pesa in ottica sabato: nel finale della FP2, Hamilton ha riferito via radio di non avere “confidence” nella macchina. In un circuito come Suzuka, dove fiducia sull’anteriore e stabilità del retrotreno sono condizioni essenziali per attaccare curva dopo curva, questo è un segnale tecnico importante. Non significa automaticamente che Ferrari sia in difficoltà, ma suggerisce che il bilanciamento non sia ancora perfettamente centrato, almeno sul lato del sette volte campione del mondo.

Mercedes: non solo tempo, ma qualità del passo nel venerdì giapponese

Se c’è una squadra che esce dal venerdì con la sensazione più netta di solidità complessiva, è Mercedes. Primo e secondo in FP1, secondo e terzo in FP2, con Russell e Antonelli sempre davanti e sempre dentro la stessa finestra prestazionale. Il team di Brackley, già fortissimo a inizio stagione, sembra aver portato a Suzuka una vettura capace di adattarsi rapidamente alle richieste del tracciato. Reuters sottolinea che Mercedes punta alla terza doppietta consecutiva di inizio campionato, un traguardo che non raggiunge dal 2019.

Dal punto di vista tecnico, Suzuka richiede una macchina che non si scomponga nel primo settore e che riesca a combinare carico, efficienza e inserimento rapido. Il fatto che Mercedes sia rimasta davanti in entrambe le sessioni, anche quando McLaren ha trovato il colpo da classifica con Piastri, indica che la base della W17 è molto sana. È un’inferenza, ma supportata dalla costanza dei risultati di giornata.

F1 Giappone 2026: risultati e analisi prove libere Suzuka, Piastri davanti in FP2 dopo il 1-2 Mercedes in FP1

McLaren: il lampo di Piastri può pesare tantissimo in ottica qualifica

La notizia del pomeriggio è chiaramente la miglior prestazione di Oscar Piastri. In un inizio di stagione complicato sul piano dei risultati, il sabato di Suzuka potrebbe rappresentare per McLaren il primo vero punto di svolta. Il fatto che anche Norris abbia chiuso quarto, nonostante un avvio ritardato del suo programma in FP2, rafforza l’idea di una vettura capace di stare nella lotta.

Se si guarda la giornata nel suo complesso, McLaren sembra aver avuto un trend di crescita più marcato tra mattina e pomeriggio rispetto ai rivali diretti. Questo potrebbe voler dire che la monoposto si accende meglio man mano che la pista evolve e il grip sale. È una lettura tecnica prudente, ma coerente con il passaggio dal terzo-quarto posto della FP1 al primo-quarto della FP2.

Red Bull e gli altri: più domande che risposte

Sul fronte Red Bull, il venerdì non ha ancora chiarito del tutto il quadro. Verstappen non è stato protagonista nelle posizioni di testa, mentre Hadjar ha vissuto momenti complessi in FP1. In una pista dove il campione olandese ha spesso costruito grandi weekend, l’assenza dai primissimi posti pesa almeno sul piano simbolico, anche se è presto per escluderlo dalla lotta.

Dietro ai top team, da sottolineare la presenza costante delle Racing Bulls in FP1 con Lawson e Lindblad in top 10, così come la Haas di Ocon. Audi, invece, ha avuto una giornata più spezzettata, specie nella seconda sessione con il poco lavoro di Bortoleto. Aston Martin ha continuato il proprio venerdì di raccolta dati nel weekend di casa Honda, con Jak Crawford al volante della vettura di Alonso in FP1.

Cosa ci dicono davvero le prove libere di Suzuka

Il venerdì di Suzuka lascia tre indicazioni forti. La prima: Mercedes è la squadra più completa sul singolo giorno, perché è stata sempre davanti. La seconda: McLaren ha il miglior colpo del pomeriggio con Piastri, e questo potrebbe contare molto in qualifica. La terza: Ferrari è pienamente dentro la lotta, ma ha ancora qualcosa da sistemare sul feeling, soprattutto sul lato Hamilton. Tutto il resto, da Red Bull in giù, resta ancora avvolto da una certa nebbia tecnica.

Suzuka tende a premiare le vetture che riescono a dare fiducia al pilota nei curvoni veloci, e sotto questo aspetto il sabato dirà molto più del venerdì. Ma una cosa è già chiara: la battaglia per la pole del GP del Giappone 2026 sembra destinata a essere un affare tra Mercedes, McLaren e Ferrari, con distacchi ridotti e margini tecnici ancora tutti da esplorare. Il weekend, in sostanza, è apertissimo.


Riepilogo risultati principali

FP1

  1. George Russell — Mercedes — 1:31.666
  2. Kimi Antonelli — Mercedes — +0.026
  3. Lando Norris — McLaren — +0.132
  4. Oscar Piastri — McLaren — +0.199
  5. Charles Leclerc — Ferrari — +0.289
  6. Lewis Hamilton — Ferrari — +0.374

FP2

  1. Oscar Piastri — McLaren — 1:30.133
  2. Kimi Antonelli — Mercedes — +0.092
  3. George Russell — Mercedes
  4. Lando Norris — McLaren
  5. Charles Leclerc — Ferrari
  6. Lewis Hamilton — Ferrari

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