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FA30: LA REGINA SEMPITERNA

A 12 anni dal lancio e con upgrade mirati, l’Osellona resta la star delle salite. Christian Merli, ci svela gli step tecnici 2020.

A fine 2014, Don Enzo lo disse chiaramente a chi vi scrive: “La nostra 30 non avrà evoluzioni o ulteriori versioni, noi ormai ci concentreremo sulla nuova 1000 e sulla PA2000 Evo”. Neanche un drago come il costruttore piemontese, avrebbe quindi immaginato che il destino stesse invece prenotando un futuro ancora lungo e roboante per la sua ammiraglia carica di gloria, dopo le infinite vittorie colte con Mister 24 Titoli, Simone Faggioli. Il 2015 battezzò così la joint venture fra Christian Merli e la FA30: un’ alchimia che non fu però subito vincente, dopo le annate superlative del trentino sulla sorellina super light, la PA2000 Evo, che più di qualche volta toglieva la polvere al retrotreno della maggiore di casa, sulle strade più lavorate. Le gare vinte e gli ottimi tempi espressi con la barchetta due litri infatti, diretta erede della 30, facevano sospettare un matrimonio ricco e felice anche fra Merli e Miss FA, ma non fu subito così. L’Osellona del campione europeo in carica infatti, nel 2015 iniziò la sua avventura con l’impiego di un duplice motore a 4 cilindri accorpato, figlio della filosofia tecnica Radical Performance Experience del tempo, che aveva dopato e raddoppiato un cuore Suzuki Hayabusa da moto. A lungo raggio forse, l’Osellona avrebbe funzionato anche con il cuore RPE, se solo ci fossero stati il tempo ed i soldi per svilupparlo nel giusto modo. L’adozione del propulsore anglo-nipponico, aveva comportato anche l’ingegnerizzazione di un traliccio di sostegno al posteriore, non essendo quella Suzuki un’ unita’ portante, a differenza dello Zytek, che invece lo è. L’alloggiamento diverso di quel motore aveva condizionato o rideterminato, seppur in misura non ampia, anche qualche soluzione aerodinamica circostante. Le esigenze di competitività immediata e di ottimizzazione dei costi suggerivano però nel breve termine altri indirizzi, rivelatisi poi assolutamente premianti. La scelta quindi cadeva, anzi ricadeva, su quel V8 Zytek che nella testa di Faggioli e Merli resta ancora, dopo anni, la migliore soluzione per le barchette sport destinate alle sfide in pendenza. Un motore questo, che solo ultimamente vede all’orizzonte lo spettro della concorrenza dei QuattroL turbo iper-cavallati e che ha permesso a Merli una guida meno impiccata, più fluida e scorrevole, per la sua curva di coppia piu’ ampia e sfruttabile in ogni transitorio. Dopo il 2017 con la Fortech, arrivava la redditizia partnership tecnica con la LRM, che ha realizzato anche quest’ultima evoluzione 2020. L’otto cilindri ad angolo retto di quest’anno è più corposo e prestazionale in tutto l’arco di utilizzazione, esprimendo la potenza massima a 10000 giri. Dead line meccanica questa, che all’occorrenza può essere leggermente variata elettronicamente per esigenze particolari ed estemporanee, come ci riferisce proprio il campione trentino.

Elettronica ulteriormente aggiornata nei valori e una nuova linea di scarico, concorrono allo step motoristico più evoluto in uso a Merli in questo 2020: la SS Competition di Domenico Loddo, ha infatti realizzato una prima versione stagionale provvisoria del suo scarico, che ha già fornito risultati importanti e correlati al nuovo V8 più potente, firmato da Max Petriglieri. Presto e’ però attesa una versione ancora più studiata, che potrebbe fornire un piccolo ed ulteriore quid aggiuntivo. La mission di essere più competitivi ai bassi, medi ed alti carichi rispetto al già ottimo livello 2019, e’ già stata comunque assolta, come dimostrano i risultati attuali ed i dati contingenti. Nella scorsa annata comunque, la SS Competition aveva già proposto due soluzioni di scarico diverse per la FA30 di Merli, previste per privilegiare taluni aspetti o altri, secondo le necessità, anche se la scelta era poi caduta su una soluzione stabile. Novità anche sul fronte aerodinamico, con la parziale rivisitazione delle cover esterne e l’aggiunta di un terzo profilo nell’ala posteriore: il carico a bassa velocità e’ così un filino aumentato, mentre e’ rimasto invariato quello generato alle alte percorrenze.

Quanto alle sospensioni, lo schema contrattivo adottato nel 2017, al tempo ha certamente fornito uno step importante in termini di prestazioni e guidabilita’, costituendo un upgrade decisivo. Anche su questo fronte sono state operate però delle redditizie e sostanziali modifiche, in collaborazione con la Oram, che ha definito nuovi valori per gli elementi sospensivi e per le incidenze.

Quanto alla Avon, le nuove mescole concepite per estendere la finestra di massima prestazione oltre la soglia fisiologia del km 7-8 circa, limite oltre il quale le gomme inglesi perdevano la leadership prestazionale, erano gia’ pronte, ma la pandemia ha rallentato i piani di sviluppo, che si sarebbero riverberati in positivo su tutta la gamma di coperture britanniche.

Quanto di nuovo in sperimentazione adesso come pneumatici comunque, in assenza di gare da lungo chilometraggio a causa dello stravolgimento dei calendari, sta fornendo risultati più che positivi come direzionalità e trazione. L’interazione fra Merli, Osella e Avon insomma, resta più efficace che mai. Ad inizio anno erano arrivati anche due elementi metallici amovibili aggiornati, tesi ad ottimizzare la coesione fra scatola del cambio ed autotelaio, capaci di regalare migliori proprietà flessio-torsionali alla vettura. Il crescere dei cavalli, il crescere dei newtonmetri, il crescere del CZ (carico verticale), comporta infatti delle sollecitazioni sempre crescenti per la vettura, specialmente al retrotreno, che devono essere gestite con componenti più adeguatamente dimensionati rispetto alle precedenti versioni della FA30, meno potenti, cariche aerodinamicamente e quindi sollecitate.

Miss FA dunque, a dispetto delle previsioni del suo stesso papà tecnico datate ormai un lustro, guarda ancora dritta negli occhi le più moderne e sofisticate rivali francofone, dalla struttura portante di matrice carbonica. Il talento di Merli e l’efficacia della sua Sport, restano tuttora un riferimento nelle arene Italo-europee di velocità in salita.

Francesco Romeo

Maxi Car Racing

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