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FABIO EMANUELE: VENNI VIDI VINSI

Il penta campione molisano stermina la concorrenza al debutto a Catanzaro e chiude d’orgoglio il suo 2016. Ottimo Vinaccia in seconda piazza e terzo Manganiello, al via in un solo stint. Gara dimezzata da un drammatico crash nel pre-evento.

Non ha lasciato scampo. Non ha contemplato repliche o pericolosi affacci dalle parti del suo tempo. Nella tormentata e dimezzata gara di Catanzaro, final match della serie calabra fra i birilli, Fabio Emanuele ha esteso il suo sconfinato palmarès con il piglio del re della foresta e la freddezza del campione più curriculato della storia degli slalom. Il crash del pre-start, con una delle tante auto in passerella che colpiva un commissario di percorso poi finito in ospedale, ha condizionato lo show delle tre manches+ ricognizione, il previsto format di giornata. Serviva perciò andar forte subito, per far cassa con la portata più appetitosa del menù della casa. Una gara che a mezzogiorno inoltrato avrebbe dovuto volgere verso l’epilogo, si è trasformata in una doppia manche cronometrata da dentro o fuori. La tensione per i fatti occorsi era palpabile e l’attesa è sempre parassita per pubblico e piloti.

Foto: Pasquale Annunziato

Se Emanuele ha lasciato le zampate più profonde nel capoluogo calabrese, Luigi Vinaccia ha sistemato nelle mensola della cantina un altro bel podio intermedio d’annata. Da un paio di mesi il veterano campano ha tracciato una fruttuosa strada tecnica, con la propria bianca Osella Pa9/90 ristretta di due palmi ed ammorbidita sapientemente nel setting sospensivo. La seconda forza di giornata ha firmato una gara in maiuscolo grassetto, ma contro il Fabio Emanuele Catanzaro-style, non bastava essere il migliore dei Normal ma occorreva essere solamente un Super. Vincenzo Manganiello, senza la propria intonsa Elia ancora ferma sui paranchi, è planato sul terzo scalino del podio come ultimo a stare sotto il minuto e 40. Peccato per il mancato start nella seconda manche, che ne avrebbe svelato in pieno l’effettivo potenziale. Il campione regionale in carica Alfonso Casillo invece, non ha confezionato col fiocco sognato l’ultima gara del 2016, anno di grazia del suo terzo titolo calabrese in quattro stagioni. A pancia ormai piena, si è accontentato di una domenica senza sole e con vista quarto posto.

Posizione cinque assoluta per Agostino Fallara, che fa l’en plein di successi nelle gare Aci Cz 2016 e chiude la vittoria 11 della stagione, su 13 competizioni fatte. Lui e la sua Violetta sono domenicalmente in garanzia. A traino del recente secondo posto nel round di Sambatello, il quadri campione italiano Domenico Chirico si è spazzolato altra ruggine dopo uno stop agonistico di quasi un anno, issandosi fino all’eccellente sesta piazza assoluta con un auto affatto adatta ai birilli e senza quella sistematicità nelle gare con postazioni, che dà molta più fluidità negli incroci di braccia. La sua classe al volante non è però Tavernello, ma vino da palato sofisticato.

Settima deludente piazza con distacchi giubilei per Gaetano Piria, che altro non ha concluso che vedere il traguardo di gara 1. Per lui una domenica da dimenticare: per questa vita ed anche per la prossima.

Ottavo posto assoluto per Eugenio Catizone, che si conferma un gran monellaccio sulla sua Renault 5 Turbo E1> 2000. Il veloce pilota made by Simeri Crichi ha mancato di un amen il settimo posto, ma ha scarrellato un altro uno-due dirompente fra le vetture del gruppo E1. Il suo posto al sole è ormai stabile nella Top Ten della serie calabrese. Ha chiuso fra i dieci al top del Trofeo d’Inverno, il vincitore del Tivm Sud per la A1600: Roberto Megale ha attraversato gli scacchi a cavallo del minuto e 51, chiudendo con uno smile una stagione decisamente positiva.

Per quanto attiene al record della gara, solo Emanuele e Vinaccia avrebbero certamente abbattuto il precedente timing di Polizzi (1.40.54). Al netto, crono alla mano, dei quattro abbondanti secondi di risparmio medio di tempo, che la birillata in meno dell’edizione 2016 comporta.

Francesco Romeo

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