CRONOSCALATE

FASANO: SCOLA DA RECORD BISSA LA STORIA

Il nipote più veloce d’Italia trionfa col nuovo best time della crono pugliese, emulando la vittoria dell’iconico nonno, al top nell’edizione del ’65 e primatista con le sue 35 presenze in questa gara. Secondo il vincitore 2016 Omar Magliona e terzo Piero Nappi. 


FASANO: SCOLA DA RECORD BISSA LA STORIANel cuore di Domenico, è come se gli scacchi alla Selva glieli avesse sventolati l’amato nonno: 52 anni dopo, la griffe Scola si riprende a passo di record lo scettro assoluto di Fasano. Con una prestazione monstre al cospetto di avversari esperti e agguerriti, l’erede al trono della dinastia da corsa Made in Calabria emula l’impresa di Don Mimì, dell’anno di grazia 1965. L’iconico nonno era un uomo del sud, prima ancora che un uomo di corse. Calabrese doc, ma amante viscerale delle terre del sole, riceveva in Puglia autentiche cascate di affetto, perché nessuno quanto lui ha mai onorato la Fasano-Selva, con ben trentacinque scatti allo start di questo special event del sud est italico. Don Mimi’ Scola vinse ai 111 e spiccioli di media, con la sua agile e affascinante Abarth 2000. Meno potente di altre vetture allo start ma implacabile nelle mani del Lupo della Sila, la sportcar dello scorpione ne fu redditizia compagna. Ci ha provato anche il nipote ad emulare la vittoria assoluta a Fasano con la stessa cilindrata della sua Osella Pa, ma un impatto a rail nel 2016 ne decretò la fine dell’epopea in classe due litri per lanciarlo in quella tremila, in cui ha sbobinato da subito un copione speciale. Un vero crocevia del suo destino da corsa, che stava solo preparando lo scintillante epilogo odierno. Il nipote più veloce d’Italia ha azzannato di classe pura un successo instant history per la sua famiglia e prezioso per la propria classifica, data la sincronica assenza del rivale diretto Christian Merli, vincente oggi nel Cem a Limanowa. L’Osella Fa30 Zytek continua a rimpolpare un dorato curriculum, che solo un paio di stagioni fa sembrava destinato a restare compilato coi soli successi dei bei tempi andati. L’ammiraglia di Don Enzo vive invece una new age scintillante, da compagna da corsa di quasi tutti i salitari al top, tanto nel Civm che nel Cem. Fra la vittoria di Baldi nel 2009 con questa sport e quella di oggi di Scola Jr, si è sostanziato un grande sviluppo meccatronico ed aerodinamico, che rende ancora vincente la mamma di tutte le sport torinesi. Niente rughe per questa milfona da combattimento, ma anzi tante coppe da portare ancora a casa.

FASANO: SCOLA DA RECORD BISSA LA STORIANelle prove del sabato la strada era affatto facile da interpretare, più insidiosa del solito e ancora non gommata quel tanto che basta per sopperire alla fisiologica scivolosità del bitume locale. Nessuno fra i top ha giocato le più alte carte del mazzo, specialmente nella prima manche, ma tutti hanno testato il polso al rivale prima che al cronometro, ben sapendo che a gomme nuove di domenica, si sarebbero sparati ben altri colpi di cannone. Nel secondo stint di prova, il passo è sceso di una manciata di secondi per tutti e i distacchi si comprimevano: Domenico Scola stampava un 2.10.22 con cui staccava Magliona di soli 6 decimi, driver sardo che si era issato a soli 17 centesimi nel primo turno. Cubeda si fermava invece a 1,7 sec, mentre il veterano Nappi, a dispetto del lungo stop, faceva la sua sudicia figura con la Fa30, firmando un buon 2.13 di mezzo. Il giovane cosentino è però riuscito a restare invariabilmente al top nelle quattro sessioni di prove e gara, gestendo la doppia pressione dei rivali e dello status di primo in classifica col piglio del campionissimo.

FASANO: SCOLA DA RECORD BISSA LA STORIALa prima manche di gara materializzava così la domenica bestiale di Scola junior, che senza più nascondersi crivellava il cronometro con un 2.04.16 che scaraventava ai ricordi le ambizioni dei rivali e soprattutto il record di Simone Faggioli. Fulmineo ed incisivo nel tratto iniziale, tagliente come una lama nel burro nel guidato verso la Selva, feroce nel settore finale, con una prima manche megatonica ha chiuso nel forziere di casa una vittoria struggente, allagando gli occhi dei propri tifosi e dei followers di Don Mimì. Gli avversari hanno divelto le bielle per stare in scia al calabrisello superfast, anche nella seconda manche, ma nulla hanno potuto contro la performance annichilente del nuovo Lupo della Sila. Sarà affare complicato svettare nel tricolore montagna, per qualità e quantità degli avversari a referto. Merli ha una classe al volante imperturbabile e resta l’avversario più quotato e fra Cubeda e Magliona c’è da dormire tranquilli mai. Ma Domenico Scola ha prestanza mentale, talento globale ed istinto cannibalesco naturale, per fronteggiare qualunque avanzata delle armate nemiche.

L’attacco al trono di Re della Montagna anno solare 2017, si costruirà barricata dopo barricata.


Francesco Romeo

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