Cronoscalate

FERRAGINA E’ IL RE DELL’ASPROMONTE

L’ ”avvocato” della Gambarie, vince con l’Elia una gara fra le sue preferite. Podio mediano per il recordman del passato Carmelo Scaramozzino ed ottimo terzo posto per il giovanissimo Emanuele Schillace. Sfortuna per Luca Caruso, out dopo vari timing da urlo nella due giorni.


L’imputata era prestigiosa, ma caduta negli ultimi anni in bassa fortuna. Il suo difensore però, di gloria se ne intende da una carriera intera. E di belle strade, anche di più. L’alchimia fra la Gambarie ed uno dei suoi più strenui supporter della vigilia, ha partorito il successo di Franco Ferragina agli scacchi della classica dell’Aspromonte, al suo tribolato atto 38. Onore continuato anche nel clou della premiazione, quando al pluri-campione italiano della Scuderia Vesuvio veniva tributato il premio Don Mimì Scola, destinato alla classifica assoluta. Per la commozione generale sarebbero serviti i tergicristalli negli occhi, al continuo echeggiare del nome del totem Don Mimì, che come ricordava Emilio Scola, amava la Gambarie almeno 13616430_10208110101807591_929310145_oquanto i reggini. Fast Franco ha guidato con la solita chirurgica precisione, rivettando il pedale quando l’asfalto lo consentiva e alzando un respiro il gas quando il manto imperfetto invece non lo permetteva. La sua quarta Gambarie è stata affrontata con la serietà ed il piglio del professionista, con gomme intonse e soprattutto con quella dedizione gemella omozigota di quella vista nelle gare titolate, che il driver Elia affronta in tour per la penisola con costante successo. Bello è stato condividere la gioia dell’Everest del podio con papà Luigi, grande interprete della Gambarie dei gloriosi fasti, quella corsa e vinta dai piloti più quotati del cosmo terracqueo italiano, da Mauro Nesti in giù.

Un gradino più in basso Carmelo Scaramozzino del team TecnoRacing, vincitore del gruppo Cn, che sulla Sp7 ha inciso pagine straordinarie, vincendo nella doppia esecuzione di gara on e senza chicane e stabilendo il record assoluto di ogni tempo, durante la straordinaria epopea dell’azzurrona Breda taglia Cn4. La sua seconda crono con la Ligier Js51 è servita per testare una sport ancora acerba, che con un preciso crono-programma dovrà convertirsi da barchetta track-oriented a signora da salita. La commozione del driver Tecnoracing nel tornare nella sua Gambarie, affrontata decine di volte con papà Francesco a fianco, era nitida come il cristallo. Il pilota ionico ha corso senza strafare, patendo anche qualche esitazione della sua sport, pure questa da resettare prima del prossimo round del Reventino.

13626364_10208109429630787_4437842313843718317_nTerza piazza per Emanuele Schillace, che dopo la Giarre-Milo 2015 si è misurato in un’altra crono storica, guidata, veloce ed insidiosa come poche. Il  messinese, seguito ad ombra da papà Franco, ha costruito una ottima performance, che poteva planarlo anche al secondo posto se non fosse arrivato lungo nei primi due impegnativi tornanti. Ma issarsi tanto su in classifica su un percorso maschio ed a tratti dissestato, a soli 4 secondi da un gran pilota come Ferragina ed a pochi decimi da un altro monellaccio come Scaramozzino, non era affatto semplice come consegna di giornata. La coppa Under 23, dimenticata e poi giustamente assegnata, lo ripaga con un doppio trofeo, in una salita old style dove molti piloti esperti non sono riusciti ad issarsi sul podio neanche dopo molteplici edizioni. Quarto Giuseppe Cuzzola, che ha collezionato una serie di piccoli ma decisivi problemi tecnici, che ne hanno appesantito di una decina di secondi abbondanti il timing finale. Una valvola della gomma posteriore sinistra out e lo scarico che urtando il potenziometro del cambio innescava spesso il folle, come mostra il camera car, lo hanno costretto a saltare entrambe le manches di prove del sabato e a correre molto sotto ritmo di domenica. Peccato, per il potenziale a disposizione e per la grande voglia mostrata dal reggino della Jonia Corse nel voler essere allo start della gara di casa.  Quinta piazza per Emilio Scola con la sua Osella Pa20/S, letteralmente catturato da una gara vinta un decennio fa. Il veterano calabro sta riprendendo il miglior ritmo dopo un lungo stop, ma oltre ad aver espresso un buon tempo ha manifestato amore incondizionato e sempiterno per la Gambarie: La Sila, Gambarie e Tiriolo, nell’ordine, sono le mie gare preferite in assoluto, le sue emozionate parole. Sesto posto assoluto per Gaetano Piria, che migliora così con la sua Elia il suo settimo assoluto del 2004, azzannato al tempo con l’Ermolly. Grinta ed esperienza, hanno permesso al recordman di vittorie negli slalom aspromontani, di essere protagonista anche nella strada che tanto conosce, seppur in versione senza postazioni. Posto sette finale per Eugenio Scalercio su Osella Pa 21 Jr, che ha candidamente dichiarato di aver pensato a desistere dal correre alla vigilia, per la grande difficoltà di una strada decisamente maschia e difficile da decifrare. Ottava posizione per Carmelo Barbaro con la sua Elia 1300 da poco sposata, che mette così a curriculum un altro bel risultato e non da meno km preziosi di esperienza sulla sua fresca sposa calabra.

DSC_8643Nono finale il veterano Salvatore Macrì su Alfa 147 E1-2000, sempre solido e generoso sulla sua compatta milanese. Decima piazza per il grintosissimo Roberto Megale, che come da clichè ha interpretato con grande grinta la gara di casa. Malgrado un testacoda con contatto nel bellissimo ma insidioso curvone in appoggio di Mannoli, teatro tipico di molti crash, il driver della Jonia Corse è riuscito a stare nella Top Ten di giornata. Sfortuna per il quadri campione italiano Domenico Chirico, che ha rotto la leva del cambio mentre stava segnando i soliti timing di superiore livello. Cercherà il riscatto al Reventino, sua tipica roccaforte. Vittoria di Rs Plus 2000 per Saverio Scerbo, successo di gr.N per Antonio Fichera, mentre Vincenzo Tripodina ha svettato nella E2Sc-1000. Gianluca Rodino si è imposto nella Rs Plus 1600, Andrea Arnone nella Rs turbo 1.6, Perrotta nella E1-1600. Il giovanissimo Gaetano Rechichi ha vinto in N1400, coronando il proprio sogno di correre nella sua amata Gambarie dopo anni di successi nei kart. Ezio Ferragina ed Antonio Messina hanno vinto le due classifiche delle bicilindriche, Gaccione si è preso la vetta nella E1-1400. Il locale Arcangelo Madaffari ha chiuso in vetta la E1-Over 3000, con la sua Escort Cosworth.


Delirio al sabato ed amarezza alla domenica per Luca Caruso della Jonia Corse, che col 3.45 basso del sabato a gomme usate, aveva mostrato il miglior munizionamento per la gara: un lungo in frenata nella seconda chicane di gomme lo costringeva al mesto ritiro, privando la crono di un protagonista stabile delle corse in salita degli ultimi mesi. Entusiastico il suo commento sul percorso, definito ideale per insegnare ad un giovane come si guida in salita. Resta il fatto che con la sua Radical Ps 1600 ed una chicane in più di dieci anni fa, si è avvicinato pericolosamente ai tempi delle passate Cn4 di dieci anni fa, pur non esprimendosi al top della condizione tecnica ed agonistica. Caruso è ad oggi uno dei driver più veloci dell’intero circus salitaro.

scolaL’edizione 38 della Santo Stefano-Gambarie è ricominciata fra mille avversità ed un cambio data avvenuto nelle ultime settimane. Le difficoltà per la grande classica aspromontana si sostanziavano anche nel differenziale fra i 65 iscritti ed i 40 partenti, maturato nelle ore precedenti alle prove. Il dato iniziale non sarebbe stato comunque da record né vicino ai vari primati di partecipazione europei stabiliti da questa gara nella storia, ma sarebbe risultato comunque importante per dare respiro al Team Organizzatore Condina MotorSport, che si è prodigato per mesi con tutti i propri uomini nell’attrezzare e definire la gara in moltissimi aspetti, malgrado la penuria di risorse istituzionali ed il poco tempo a disposizione. L’Aci di Reggio Calabria, impegnata al massimo regime con il direttore Donatella Bolignano e le infaticabili segretarie di manifestazione, ha subito annunciato per bocca del Vice Presidente Salvatore Lipari, a capo della Commissione Sportiva dell’ente, di voler preparare già da settembre un edizione 39 di assoluto livello della classica Aspromontana, più vicina per numero e tenore a quelle consegnate alla dorata storia sessantennale di questa crono, che ha riscosso unanimi consensi da parte di tutti i piloti che l’affrontavano per la prima volta e che si sono già promessi per le prossime edizioni. Era importante ripartire dopo sei anni di amaro stop, al netto di aspetti certamente da migliorare e potenziare: la Santo Stefano-Gambarie vuole vivere, la volontà della gente del posto è sovrana e l’entusiasmo mostrato per questo remake lo ha confermato in pieno. Nell’immediato il primo orizzonte necessario da raggiungere è una rinnovata compattezza fra le varie istituzioni sportive calabresi, smettendo di pensare alla vittoria del singolo ma iniziando a ragionare nell’ottica del successo di tutto il movimento regionale, capace da tempo di esprimere grandi kermesse con e senza postazioni, detentrici dei più importanti titoli nazionali. Un movimento in cui per quota tecnica, storica e per gradimento di piloti e pubblico, non può non essere della partita anche la Santo Stefano-Gambarie.

La Calabria ha bisogno di uomini di buona volontà.

Le voci dei protagonisti:

Francesco Romeo


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