CRONOSCALATE

FERRARI 550 GTC: DAL VANGELO SECONDO TRANSAXLE

È stata l’ultima GT analogica e la prima Ferrari a vincere lo scudetto della montagna, la nerboruta V12 portata tre volte al titolo italiano ed a decine di vittorie da Capitan Piero Nappi e gestita dal team Catapano. L’intervista. 


Dodici cilindri di sangue blu, oltre 600 cv ed altrettanti newtonmetri espressi con i prescritti restrittori d’ispirazione, imposti al tempo dalla FIA.

Un pedigree d’alto lignaggio quello della 550 Maranello GTC, nata secondo la fiche GT1 e redatta su quello che da un secolo resta un identikit tecnico very racing spirit: motore a nord e trazione a sud, secondo l’arcinoto schema transaxle.

FERRARI 550 GTC: DAL VANGELO SECONDO TRANSAXLE

Nulla da spartire quindi, con le digitali GT a motore posteriore centrale egemoni oggi nel Civm.

Pierino Nappi si regalava questa Top Car nel lontano 2005 (l’esemplare fu costruito nel 2003), grazie all’intercessione del sommo Amato Ferrari, patron della celeberrima AF Corse e da decenni uno dei più quotati interlocutori a livello planetario, della leggendaria factory in rosso. 


A Maranello l’iconico pilota campano deteneva già una royalty personale d’alto livello, avendo corso nella celeberrima 24 Ore di Le Mans del 1996 con la feroce ed impegnativa F40 LM, pre-qualificata dal partenopeo con grande mestiere e tanto piede ad est (raggiunse i 346 orari) nelle difficili sessioni di pre-ammissione di aprile, valide per lo start nella leggendaria maratona della Sarthe del mese di giugno. 

FERRARI 550 GTC: DAL VANGELO SECONDO TRANSAXLE

Al tempo, il driver della Scuderia Vesuvio si misurava più spesso in pista e meno in salita, ma fu proprio in montagna che Nappi ottenne con la corpulenta V12 i successi più ridondanti, malgrado i passaggi di gruppo nel Civm che cambiarono il campo d’azione della berlinetta griffata Pininfarina. La 550 traslo’ infatti dalla divisione GT a quella E1 per poi finire al gruppo SH, in virtù dei due posti della sua cellula abitativa. Malgrado tali tour regolamentari, questa coupé vinse ben tre titoli italiani della montagna. 

A differenza delle Gran turismo attuali, come le Porsche 911, le Lambo Huracan e le Ferrari 458/488, la Maranello era una berlinetta nata GT1, concepita dunque già in origine per il combattuto mondiale riservato a questo tipo di vetture. 

FERRARI 550 GTC: DAL VANGELO SECONDO TRANSAXLE

Non era quindi una GT3 o uno degli esemplari provenienti o derivati da un Challenge monomarca, come accade invece oggi.

Negli anni del massimo splendore di questa V12, il mitico settimanale AutoSprint organizzò una comparativa tra le principali versioni della 550: la vettura di Nappi registrò performance del tutto simili all’altra pregiata esecuzione del tempo, quella della ProDrive. Questa potente e carismatica top car si guadagna oggi le attenzioni delle più pregiate case d’asta, che la propongono a prezzi correlati al suo valore ed al suo palmares, irrobustito dai successi di Nappi, campione italiano nel 2005 e nel 2006 per il gruppo GTM e nel 2014 per il gruppo SH, a bordo di questa pregiata reduce della 24 H ore di SPA del 2003. Proprio nella durissima quanto prestigiosa maratona sulla splendida pista belga di 19 anni fa, tale chassis numero 2102 rimase in testa al suo gruppo per ben sei ore, prima che noie al motore la costringessero al ritiro. 


FERRARI 550 GTC: DAL VANGELO SECONDO TRANSAXLE

Quella nella super ostica gara delle Ardenne, al cospetto delle plurivincenti 550 della ProDrive e delle Viper del team Oreca, fu l’ennesima dimostrazione del valore assoluto di questa GTC, prodotta in soli due esemplari.

Quasi al termine della lunga e dorata stagione in salita, il dodici cilindri di mamma Ferrari fu rinfrescato dallo specialista Delfino dell’AutoTecnica, un tuner che sapeva raccordare a dovere le melodie uniche del sinfonico V12 made in Maranello. 

Possente e straordinariamente incisiva ad ogni regime, questa illustre presa di forza aveva come formidabile complice un peso ridotto a meno di 1150 kg, proprio quanto la Delta Iper-Evo di Fulvio Giuliani, rivale ed altra superstar del tempo dell’ItalMontagna, assieme alle spettacolari race car di Marco Gramenzi. 

Il ritratto della Ferrari 550 sviscerato da Piero Nappi, restituisce l’approccio very strong che il grand’ammiraglio campano dovette usare con questa corpulenta coupé transaxle. 

FERRARI 550 GTC: DAL VANGELO SECONDO TRANSAXLE

Il commento del pilota partenopeo: “Sebbene la 550 non comprendesse controllo elettronico della trazione o impianto frenante ABS, non si deve affatto pensare che andasse per questo condotta in punta di dita, perché esigeva invece una guida di forza, molto muscolare e decisa. Grazie al motore a nord aveva infatti un’eccezionale direzionalita’, con un avantreno che si inseriva perfettamente in curva. Per la sua sovrabbondante coppia inoltre, potevi giocare bene col gas per impostare la traiettoria ottimale, forte del fatto che con qualunque marcia tu avessi una robustissima spinta a disposizione. A tal proposito voglio ricordare che il team Catapano fece un lavoro davvero lodevole per tutti gli aspetti ma soprattutto sul differenziale, riuscendo a farmi sfruttare al meglio la macchina sia in uscita di curva che in percorrenza. Sul fondo umido e sul bagnato, contro le quotatissime rivali 4WD, ricordo lotte molto feroci e difficili, in cui però mi sono sempre difeso con grande mestiere, attingendo anche al mio retaggio rallystico che mi aiutava a guidarla di forza, di traverso, così come lei ti imponeva per tirarne fuori il massimo. Oltre all’ottimo inserimento, quella 550 era estremamente maneggevole in ogni circostanza, altro fattore questo che la rendeva oltremodo appagante. Sulla Maranello mi sono divertito parecchio insomma e difatti conservo davvero uno splendido ricordo di quella vettura. Con le Pirelli D7 mi trovavo a meraviglia, poi la cessata produzione di questa mescola di gomme mi spinse verso le AVON, che grazie al lavoro di Catapano funzionarono molto bene anch’esse, devo essere sincero. A proposito di motore, ricordo bene un aneddoto: nel 2007 a Fasano fecero la prova con le sfere per controllare la volumetria dell’aspirazione ed a causa della parziale rottura dell’air box la vettura restava accesa, pur con un solo cilindro funzionante. 

Dopo quell’annata, la vettura fu accantonata per qualche stagione. 

FERRARI 550 GTC: DAL VANGELO SECONDO TRANSAXLE

Ancora Piero Nappi: La vittoria più bella centrata con la 550 è stata senz’altro l’ultima, quella conquistata a Pedavena e decisiva per il titolo italiano, quando le condizioni viscide dell’asfalto accreditavano maggiormente le auto a trazione integrale ma riuscii a portare a casa comunque il massimo bottino. Uno dei tanti splendidi ricordi che mi lega a questa vettura è il messaggio ufficiale ricevuto da Jean Todt dopo la doppia vittoria del titolo italiano della montagna, nel quale si complimentava per aver portato per la prima volta alla vittoria del titolo italiano di velocità in salita, una vettura del Cavallino Rampante. 

Articolo di FRANCESCO ROMEO 

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