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FIA WEC, 6 Ore di Imola: tutto pronto per il via. Ferrari parte davanti, ma la gara promette battaglia vera

Tra poco Imola smetterà di essere il luogo dell’attesa e diventerà il centro assoluto del mondiale endurance. La 6 Ore del FIA WEC scatta oggi alle 13:00, con rolling start previsto all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, e ha già il peso specifico di una gara che vale più di una semplice prima tappa: dopo il rinvio del round del Qatar, è infatti Imola ad aprire realmente la stagione 2026. In un contesto del genere, ogni dettaglio diventa più pesante, ogni errore vale di più e ogni risultato assume subito il sapore di un messaggio lanciato all’intero campionato.


Ferrari arriva all’appuntamento di casa con la miglior vetrina possibile, perché la pole position ottenuta da Antonio Giovinazzi, James Calado e Alessandro Pier Guidi sulla Ferrari 499P #51 ha acceso immediatamente il weekend. Il tempo di riferimento è stato 1:30.127, abbastanza per lasciare dietro tutti ma non abbastanza per pensare a una fuga annunciata, perché la Toyota #8 di Sébastien Buemi, Brendon Hartley e Ryō Hirakawa è rimasta incollata a soli 11 millesimi, con 1:30.138. Ancora più significativo è il fatto che in seconda fila ci siano l’altra Ferrari AF Corse #50 di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen con 1:30.167, e la Peugeot #94 di Loïc Duval, Malthe Jakobsen e Théo Pourchaire con 1:30.200: i primi quattro sono racchiusi in appena 73 millesimi, una fotografia perfetta di quanto il margine tra entusiasmo e rischio sia sottilissimo alla vigilia del via.

È proprio qui che nasce la vera chiave della gara. A Imola partire davanti conta, ma non protegge da nulla. Il circuito è tecnico, stretto, impegnativo nel traffico e spietato quando le strategie cominciano a incrociarsi con i doppiaggi. Ferrari ha tutto per recitare il ruolo della favorita emotiva e tecnica, ma la griglia racconta una realtà molto più dura: la Cadillac Hertz Team Jota #12 di Will Stevens e Norman Nato scatterà quinta in 1:30.419, davanti alla Toyota #7 di Mike Conway, Kamui Kobayashi e Nyck de Vries in 1:30.432, mentre la terza fila è completata dalla Alpine #35 di António Félix da Costa, Charles Milesi e Ferdinand Habsburg in 1:30.469 e dalla Ferrari #83 AF Corse di Yifei Ye, Robert Kubica e Phil Hanson in 1:30.508. In pratica, alle spalle delle due Ferrari e della Toyota più veloce ci sono già abbastanza rivali per impedire a chiunque di pensare a una corsa lineare.

La parte centrale della griglia Hypercar conferma quanto il livello sia compatto. Le due BMW M Team WRT, la #20 di Robin Frijns e René Rast e la #15 di Kevin Magnussen e Raffaele Marciello, partiranno rispettivamente con 1:30.618e 1:30.801, mentre l’altra Alpine #36 di Frédéric Makowiecki, Jules Gounon e Victor Martins ha fermato il cronometro a 1:30.682. Poco dietro si sistemano le due Aston Martin Valkyrie, con la #007 di Harry Tincknell e Tom Gamble in 1:30.806 e la #009 di Alex Riberas e Marco Sørensen in 1:30.967, mentre la Cadillac #38 di Earl Bamber e Sébastien Bourdais scatterà tredicesima in 1:30.867. Più indietro, ma comunque dentro una griglia che promette battaglia, ci sono la Peugeot #93 di Paul di Resta, Stoffel Vandoorne e Nick Cassidy con 1:30.995, e le due Genesis Magma Racing, la #19 di Mathieu Jaminet, Paul Chatin e Dani Juncadella in 1:31.258 e la #17 di André Lotterer, Luis Derani e Mathys Jaubert in 1:32.216.

Tradotto in termini di gara, significa che Ferrari partirà con il vantaggio della prima casella, ma con addosso il massimo della pressione. La pole è un segnale, non una garanzia. E il fatto che dietro la #51 ci siano una Toyota a +0.011, l’altra Ferrari a +0.040 e Peugeot a +0.073 dice che basterà una gestione non perfetta del primo stint, una neutralizzazione nel momento sbagliato o un doppiaggio complicato per cambiare la faccia della corsa. Su una pista come Imola, il confine tra controllo e caos è sottilissimo, ed è proprio questo a rendere la 6 Ore di oggi una gara potenzialmente esplosiva sin dai primi passaggi.


Anche la LMGT3 rischia di pesare enormemente sull’economia della gara assoluta, perché il traffico delle GT qui non è un semplice elemento di contorno, ma una variabile strategica che può cambiare il ritmo delle Hypercar in ogni fase delicata. In classe scatterà davanti la McLaren 720S LMGT3 Evo #10 di Garage 59, affidata a Ahmad Al Harthy, Thomas Fleming e Marvin Kirchhöfer, con il miglior tempo di 1:41.181. Alle sue spalle si sistemano le due Lexus RC F LMGT3 di Akkodis ASP, la #78 di Arnold Robin / Finn Gehrsitz / Esteban Masson? No: la classifica ufficiale riporta la #78 con Takeshi Kimura Van Rompuy, Hadrien David ed Esteban Masson in 1:41.407, e la #87 con Petru Umbrarescu, Clemens Schmid e José María López in 1:41.545. Già queste prime tre GT bastano a far capire quanto sarà delicato per le Hypercar entrare presto in regime di doppiaggio senza perdere tempo prezioso.

Subito dietro, la griglia LMGT3 continua a essere densissima. Le due BMW M4 LMGT3 Evo di Team WRT, la #69 di Augusto Farfus McIntosh, Prince Thompson e Dan Harper in 1:41.591 e la #32 di Darren Leung, Sean Gelael e Augusto Farfus in 1:41.812, partiranno davanti alla Mercedes-AMG #61 di Iron Lynx di Martin Berry, Ricardo Andrade e Maxime Martin in 1:42.092. La migliore Ferrari di classe è la Vista AF Corse #21 di François Hériau, Simon Mann e Alessio Rovera, settima di categoria in 1:42.230, seguita dalla Porsche #91 Manthey DK Engineeringdi John Cottingham, Timur Boguslavskiy e Ayhancan Güven in 1:42.265, e dalla Ford Mustang LMGT3 #88 Proton Competition di Stefano Gattuso, Giammarco Levorato e Logan Sargeant in 1:42.435.

C’è poi un dettaglio che aggiunge ulteriore imprevedibilità alla classe GT: la Corvette Z06 LMGT3.R #34 di Racing Team Turkey by TF, con Peter Dempsey, Salih Yoluç e Charlie Eastwood, aveva mostrato ottimo ritmo, ma i tempi registrati nella fase decisiva sono stati cancellati, lasciandola classificata sulla base del crono precedente. Più indietro scatteranno la Porsche #92 The Bend Manthey di Yasser Shahin, Ryan Pera e Richard Lietz in 1:43.093, la Aston Martin #27 Heart of Racing di Ian James, Zacharie Robichon e Mattia Drudi in 1:43.106, la Ford #77 Proton di Ben Barker, Ben Tuck e Seb Priaulx in 1:43.241, la Corvette #33 TF Sport di Ben Keating McDonald, Jonny Edgar e Nicky Catsburg in 1:43.281, la Aston Martin #23 Heart of Racing di Gus Newell, Kobe Pauwels e Jonny Adam in 1:43.336, la McLaren #58 Garage 59 di Andrew West, Frederik Gehrsitz e Benjamin Goethe in 1:43.364, la Mercedes-AMG #79 Iron Lynx di Jens Zelger, Matteo Cressoni e Lin Hodenius in 1:43.522, e infine la Ferrari #54 Vista AF Corse di Thomas Flohr, Francesco Castellacci e Davide Rigon in 1:43.999.

La sensazione, quindi, è chiarissima: Ferrari parte davanti nella gara che più di tutte non poteva permettersi di sbagliare, ma proprio la ricchezza della griglia rende la 6 Ore di Imola una corsa apertissima. C’è il peso del pubblico italiano, c’è il richiamo della gara di casa, c’è la possibilità di inaugurare la stagione con una vittoria che farebbe rumore, ma ci sono anche Toyota, Peugeot, Cadillac, Alpine, BMW e un traffico LMGT3 pronto a trasformare ogni vantaggio in un equilibrio precario. Per questo il via delle 13:00 non ha il sapore di una semplice partenza: sembra già un momento capace di indirizzare il mondiale.

Orari TV e dove vedere la gara

La 6 Ore di Imola parte oggi, domenica 19 aprile, alle 13:00 locali. La copertura live ufficiale è disponibile su FIAWEC+; in Italia la gara è indicata in diretta anche su Discovery+, Sky Sport e Eurosport 2, con Eurosport 2 in finestra a partire dalle 12:30. Gli orari TV possono subire piccole variazioni di palinsesto, ma il via della corsa resta fissato alle 13:00 CEST.


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