
FIA WEC, Imola lascia un segnale pesantissimo: Toyota vince, Ferrari delude a metà e il mondiale prende subito fuoco
Analisi completa di Hypercar e LMGT3 dopo la 6 Ore
Imola doveva dire se Ferrari fosse davvero pronta a prendersi il centro della scena nel FIA WEC 2026.
La risposta è arrivata, ma non nel modo che il pubblico italiano sperava. A vincere la 6 Ore è stata la Toyota #8 di Sébastien Buemi, Brendon Hartley e Ryō Hirakawa, davanti alla Ferrari #51 e all’altra Toyota #7, in una gara che ha cambiato faccia con il passare delle ore e che ha premiato soprattutto la lucidità strategica del team giapponese.
Per Ferrari il bilancio è doppio, ed è proprio questo a rendere il post-Imola così pesante. Da una parte c’è il secondo posto della #51, che salva il weekend e tiene la vettura in piena scia nella classifica piloti. Dall’altra c’è la sensazione netta che la gara di casa fosse un’occasione enorme solo parzialmente sfruttata. La 499P ha confermato velocità, presenza scenica e competitività assoluta, ma nel momento in cui la corsa è entrata nella sua fase più sporca e tattica, Toyota ha dato l’impressione di avere qualcosa in più nella gestione complessiva.
Il punto chiave è tutto qui: Ferrari a Imola non è crollata, ma non ha nemmeno imposto la sua legge. E in un mondiale endurance così fitto e competitivo, la differenza tra “esserci” e “colpire davvero” pesa tantissimo. La #50, che nella prima parte sembrava avere tutte le carte per stare stabilmente nella lotta di vertice, ha chiuso soltanto sesta, mentre la #83 si è fermata al decimo posto. Risultati utili, certo, ma troppo poco per una squadra che correva in casa con ambizioni da vittoria assoluta.
Toyota invece esce da Imola con il risultato che conta davvero: vittoria della #8, terzo posto della #7, doppio podio e primo scatto in avanti nel campionato. È un successo che pesa anche simbolicamente, perché coincide con la 100ª presenza WEC del costruttore e con il 50° successo iridato. Ma soprattutto è una vittoria che ribadisce una cosa molto chiara: quando la gara si complica, Toyota resta ancora il riferimento più credibile del paddock.
Tra le sorprese più interessanti del weekend c’è senza dubbio Alpine, quarta assoluta con la #35, capace di stare vicina ai migliori molto più di quanto racconti il semplice ordine d’arrivo. Bene anche BMW, che ha portato a casa un quinto e un settimo posto, confermando di avere una base ormai solida. Più opaco invece il bilancio di Peugeot, brillante in qualifica ma molto meno incisiva quando contava davvero, cioè sulla distanza.
Se in Hypercar la scena è stata rubata da Toyota, in LMGT3 il finale è stato ancora più crudele. La BMW #69 di Team WRT ha vinto la classe battendo la Corvette #33 per appena 0.265 secondi, in una volata durissima. È il tipo di arrivo che cambia completamente la percezione di un weekend. Perché fino a quel momento sembrava la gara perfetta per la McLaren #10 di Garage 59, velocissima e a lungo davanti, prima di perdere tutto nel finale. Per BMW è un colpo pesantissimo in termini di punti e inerzia; per McLaren, invece, resta l’amarezza di una corsa quasi perfetta sfumata proprio sul più bello.
Anche qui Ferrari non ha trovato il guizzo che serviva. La migliore 296 LMGT3 Evo al traguardo è stata la #21 di Vista AF Corse, soltanto sesta di classe, mentre la #54 ha chiuso molto più indietro. In una gara così combattuta, restare fuori dal podio significa perdere subito terreno in una categoria dove i distacchi prestazionali sono minimi e la continuità di rendimento diventa fondamentale.
I top di Imola sono quindi abbastanza chiari: Toyota, per la forza con cui ha trasformato una gara aperta in una vittoria pesantissima; BMW LMGT3, per aver concretizzato nel momento decisivo; e Alpine, perché il quarto posto assoluto dice che il progetto continua a crescere sul serio. I flop portano invece ai nomi di McLaren #10, che aveva la corsa in mano e l’ha persa, di Peugeot, troppo lontana in gara rispetto alle attese del sabato, e della Ferrari #50, perché il sesto posto a Imola, con questo contesto, ha il sapore di un’occasione mancata.
La classifica aggiornata del mondiale fotografa subito un campionato acceso. In Hypercar, dopo Imola, comandano Buemi, Hartley e Hirakawa con 25 punti, davanti all’equipaggio della Ferrari #51 a 19 e a quello della Toyota #7 a 15. Tra i costruttori, Toyota è prima con 40 punti, davanti a Ferrari con 27, poi BMW con 16 e Alpine con 13. In LMGT3 guidano invece McIntosh, Harper e Thompson con 25 punti, davanti alla Corvette #33 con 18 e alla Porsche #92 con 15.
E adesso arriva Spa-Francorchamps, dal 7 al 9 maggio, che rischia già di essere molto più di un semplice secondo round. È una pista velocissima, tecnica, spesso imprevedibile anche per il meteo, e sulla carta può esaltare ancora di più sia Toyota sia Ferrari, ma anche offrire a BMW e Alpine l’occasione di restare dentro la lotta grossa. Dopo Imola, però, la pressione cambia soprattutto per Ferrari: la macchina c’è, la velocità pure, ma a Spa servirà una risposta più completa. Perché il primo segnale del 2026 è già chiarissimo: il mondiale è apertissimo, ma Toyota ha colpito per prima.






