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FIORE DI PRIMAVERA

Giorni decisivi per un mattatore assoluto del Civm, acclamatissimo per le prestazioni show della sua nerboruta A112 da litro e 15. Rivoluzione tecnica totale, per un 2018 con la lancetta stecchita ad est.

Si sono guadagnati la ribalta del Civm 2017, dopo aver divelto le palpebre degli appassionati della Sicilia da corsa, per tanti anni. La ricetta di ogni loro gara, è rimasta sempre meravigliosamente semplice: acceleratore complanare al pianale e via verso gli scacchi a vita persa, lasciandosi dietro ettari di foglie strappate dai rami, per le frequenze isteriche del 4 in linea da combattimento. Con questa nitro-alchimia ad ogni evento,Il catanese si è guadagnato lo scettro di più monello del reame. Antonio Fiore e la sua atomica A112, contano così più followers in poche gare del Civm fatte, di piloti e macchine che il tricolore salite lo hanno visto nascere. Rombo possente, bielle centrifugate, curve in deriva sulle quattro ruote, staccate a ruote fumanti e varianti aperte affrontate a velocità da Piper in decollo. Per quanto possano essere efficaci e veloci le auto moderne, la realtà incontrovertibile è solo e solo una: le piccole incazzate degli anni’70, riscuotono un ammirazione ed una simpatia popolare, sconosciuta a qualunque altro ferro da competizione, anche di sangue blu. Amen.

La rossa A112 di Fiore è oggi sospesa sui cavalletti, orfana del potente 4 cilindri 16 valvole da 156 cv dello scorso anno, che ha cambiato recentemente padrone. Temporale, questo il nickname scelto dalla gente per tributare l’assonanza fra il sound della sua macchina e quello dei tuoni, ha varato un innovativo ed ambiziosissimo progetto. Dentro un monoblocco tutto nuovo, riempito con albero motore ed albero a camme più estremi, costruiti in acciaio ricavato dal pieno, corredati da pistoni, bielle e bronzine della CPS. Aspirazione ottimizzata, con tromboncini più grandi, senza dimenticare dei nuovi corpi farfallati ed una centralina di gestione più potente della precedente, sempre realizzata da Matteo Vasta, che gestirà finalmente l’alimentazione ad 8 iniettori. Innovativa anche la testata, elemento cruciale di ogni motore aspirato che miri ad essere superpotente: per la prima volta in Italia, ne sarà utilizzata una derivata da un cuore motociclistico giapponese da tre quarti di litro. Potenza stimata teorica del nuovo 1150 16 valvole: 162-164 hp a 11000 giri, in luogo delle 10500 rotazioni al minuto del propulsore 2017.

Se il cuore lì davanti pulserà più forte, anche l’assetto elaborato con lo specialista Angelo Guzzetta, si adeguerà: ammortizzatori già aggiornati, nuovi triangoli anteriori ricavati dal pieno e geometrie più spinte. L’obiettivo è quello di scaricare meglio la potenza per mitigare le smusate in accelerazione, tipiche delle trazioni anteriori molto cavallate, che già si verificavano con i valori di coppia e potenza massima del 2017. Per l’obiettivo di maggiori motricità e direzionalita’, sono stati scelti dei cerchi più leggeri e soprattutto più larghi di canale. Cambio, gomme e freni TarOx con dischi da 275 davanti e 240 mm posteriori al contrario, restano immutati. La gara d’apertura stagionale sarà una fra Morano o Fasano, in base a quando tutti i componenti saranno nella disponibilità di Fiore, per poter completare il montaggio. Il pilota catanese però, non resterà fermo a guardare gli altri correre: in questi giorni sta infatti completando l’altra delle sue A112, un esemplare ad 8 valvole, che gli servirà per tenere allenati gli automatismi di guida a partire dalla gara di Sortino.

Per l’Italia 2018 da salita insomma, un libidinoso Temporale garantito per varie tappe del Civm.

Francesco Romeo

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