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FIORENZO DALMERI: UNA VITA PER IL MOTORSPORT

Un quarto di secolo speso per l’organizzazione della Trento Bondone, di alcuni slalom ed eventi di regolarità. Il presidente della Scuderia Trentina è candidato per la formazione del Consiglio Sportivo Nazionale. Idee e proposte del veterano trentino.

Una carriera nel motorsport intensa ed articolata, iniziata nel 1992 e che virava nel 1995 verso la guida della Scuderia Trentina, di cui è presidente ininterrottamente da allora. Venticinque edizioni al timone della madre delle gare in salita, con le complessità e gli oneri fuori scala, che solo una cronoscalata da oltre 17 km comporta. Perché se è vero che il management di qualunque competizione esiga una grande profusione di risorse umane ed economiche, il fabbisogno richiesto da un evento titanico come la Trento-Bondone, rappresenti un unicum a livello continentale, per le centinaia di professionalità e le eccezionali complessità, da sincronizzare e gestire. Alle 25 edizioni della Trento-Bondone organizzate, nel proprio percorso professionale Fiorenzo Dalmeri affianca anche sette edizioni dello Slalom dei Sette Tornanti, quest’anno del calendario tricolore e ben nove edizioni della splendida cronoscalata Levico- Vetriolo, una salita storica che il presidente della Scuderia Trentina vorrebbe riproporre in un futuro abbastanza prossimo. Un suo recente sopralluogo sulla splendida strada di oltre 9 km che ha occupato un ruolo molto importante fra le grandi classiche della velocità in salita per tanti anni, gli è servito infatti per valutare lo status quo attuale e le prospettive a breve-medio-termine di questa gara. Particolarmente appagante, per Fiorenzo Dalmeri, è stato anche rivestire il ruolo di Capitano della rappresentativa italiana nei tre Master Fia del 2014, 2016 e del 2018.

Fiorenzo, quanto è cambiato il mondo del motorsport dai tuoi inizi ad oggi?

E’ cambiato tanto, davvero tanto. Come è cambiato il mondo, del resto. Una cosa mi sento di dirla: rispetto ai primi anni’90, l’interesse del pubblico verso le gare in salita è cresciuto parecchio. Adesso le cronoscalate sono una delle specialità più seguite dalla gente e devo dire che questo lo si deve al grande lavoro della Commissione Salite, che secondo me nel tempo ha agito nella giusta direzione. Il lavoro fatto ha pagato. Ed i risultati si vedono.

Negli scorsi mesi hai più volte articolato il tuo pensiero circa le grandi potenzialità che il mondo delle cronoscalate possa avere in termini di attrazione di nuovi sponsor, come veicolo per un concreto e costante sostegno ai piloti e agli organizzatori.

Si, perché credo che dopo il tanto lavoro fatto con ottimi risultati, lo ribadisco, ci siano oggi le credenziali per ambire ad un salto di qualità generale. Penso ad una ancora maggiore visibilità per la serie, che le consenta di avvicinare nuovi partner che possano dare una dimensione ed una caratura economica più solida al movimento. Disporre di un budget dedicato consistente, significherebbe poter corrispondere ai piloti meglio piazzati, non parlo ovviamente solo dei primi, dei premi che gli consentano di ripagare in modo tangibile una parte degli ingenti sforzi da loro sostenuti, per affrontare i campionati. Stesso discorso per gli organizzatori: riuscire ad istituire un fondo che sostenga concretamente le scuderie ed i team nel management dei vari eventi, sempre più complessi e costosi, credo che sia la strada giusta per garantire la continuità e la sempre maggiore appetibilità delle gare.  

Una sorta di nuovo modello di sviluppo insomma, che contempli le dinamiche positive già sviluppate finora e che le integri con ulteriori strategie.

Si, un modello che aumenti il numero e il livello dei servizi offerti e che costituisca quindi un ampliamento tangibile degli orizzonti delle gare su strada. Per tutte le parti in causa: federazione, scuderie, organizzatori e piloti. Un lavoro di concerto insomma, basato su una strategia più mirata e tesa ad avvicinare anche soggetti istituzionali. Un modello che ci consenta magari anche di attingere a dei fondi statali (Coni ed altri), che siano integrati a quelli derivanti dalle sponsorizzazioni di privati.

In vista delle elezioni per la formazione del Consiglio Sportivo Nazionale del 14 ottobre, cosa ti senti di dire alle scuderie e agli organizzatori, chiamati ad esprimere la propria preferenza per le figure in lizza?

Ho maturato 25 anni di esperienza nell’organizzazione di eventi. La Trento-Bondone, ma non solo. Anche decine di slalom e di gare di regolarità. Conosco quindi bene i risvolti e le problematiche di vari format di gara, aspetto che mi consente di immedesimarmi al meglio nelle esigenze di chi promuove ed organizza. Oltre a questo, ho viaggiato molto in tutto il continente, stringendo negli anni un rapporto di profonda amicizia e sinergia con altri organizzatori europei, carpendo vari aspetti che mi hanno aiutato ad integrare altre preziose conoscenze. Con la massima serenità, reputo che il mio patrimonio conoscitivo ed esperienziale maturato nella doppia veste di responsabile di una scuderia e di organizzatore, possa risultare utile per i colleghi, avendo io una profonda conoscenza delle problematiche e delle prerogative tipiche di questi due ruoli. Penso di poter dare ancora tanto al mondo del motorsport attraverso una ricca dose di conoscenze, di passione e di capacità di interazione con i vari attori istituzionali e sportivi.

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